Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Vuole un Figlio a Tutti i Costi: Lo Compra per 300 Euro

Storia choc di disperazione e degrado

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

13 Maggio 2014

Roma. La storia pubblicata sulle pagine di molti  quotidiani in questi giorni è relativa a fatti avvenuti lo scorso anno, ma soltanto adesso i magistrati hanno fatto luce sull’intricata vicenda che ha per protagonista una coppia legata da un matrimonio di molti anni, e una ragazza madre rumena.

Lui, A. R. sessant’anni romano, e sua moglie avevano una bella vita, un matrimonio felice, ma mancava loro qualcosa: desideravano chissà da quanto un figlio.

Lei,  rumena di circa 35 anni invece il figlio lo aveva, e non lo avrebbe voluto tenere.

E’ incinta di sette mesi (era febbraio del 2013), l’uomo dal quale aveva avuto questo bambino non avrebbe riconosciuto il piccolo alla nascita, lei è disperata.

Così il fratello della donna gli presenta A.R., le dice che lui avrebbe potuto prendersi cura del piccolo, e si accordano.

La donna partorisce nel reparto pediatrico dell’Ospedale San Camillo, il bimbo è prematuro, viene trattenuto nel nosocomio capitolino. A. R. riconosce il bambino, lo registra all’anagrafe come suo.

La mamma invece comincia a disinteressarsi da subito del piccolo, e raramente lo va a trovare. A. R. racconta ai medici che lo hanno in cura che il piccolo è frutto di una relazione extraconiugale. La donna rumena era la sorella di un operaio conosciuto in occasione di lavori saltuari a casa dell’uomo. Dice che sua moglie però ha perdonato questa scappatella, e che avrebbero intenzione di crescere questo bambino.

I servizi sociali decidono di affidare il piccolo alla coppia, ma poi si rendono conto che il certificato presentato all’anagrafe è falso.

Denunciano il fatto alla Procura, e scatta l’indagine. La madre biologica ammette la vera storia, e racconta: «Quando il piccolo è nato, mi ha consegnato 300 euro, dicendomi di tornare in Romania e che mi avrebbe aiutato a preparare i documenti».

I due rischiano un processo per avere certificato false generalità alla nascita del piccolo.

L’avvocato della madre naturale del bambino Andrea Manasse afferma: «La mia cliente ha rinunciato al figlio sperando di regalargli una vita migliore».

 

Fonte: Il Messaggero

Leggi anche

Seguici