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Si Può Viaggiare con un Neonato, Consigli Pratici

In Vacanza con il Neonato. Buonsenso e meno pregiudizi

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

11 Luglio 2014

bambini piccoli al mare e montagna

Ci si prepara alle vacanze ed è una costernazione annosa per chi ha un neonato o un bimbo che sta per arrivare in questo periodo.

Dobbiamo sfatare molti preconcetti: è giusto consultare il pediatra per valutare pro e contro ma se teniamo a mente un semplice vademecum, non troveremo difficoltà a goderci una bella vacanza sia al mare che in montagna.

Qualche accorgimento speciale riguarda il viaggio.

In macchina non abbiate paura delle correnti d’aria per cui se la canicola investe l’autostrada, aprite pure i finestrini, magari tenendoli alti in modo da non avere corrente diretta sul viso del bambino che ne potrebbe avvertire fastidio e se avete l’aria condizionata non temete di farla funzionare.

Infatti, se il bambino prende troppo caldo, potrebbe subire il classico colpo di calore che lo farebbe vomitare con forte rischio di disidratazione.

Giunti al mare, non è vero che il bimbo non possa stare in spiaggia. Magari scegliete un posto dove c’è, per esempio, una pineta e lasciate scoperto il bambino, con l’accortezza di proteggerlo con creme solari adatte con un alto fattore di protezione.

Per il bagnetto, se il bambino ha pochi giorni, usate una piscinetta gonfiabile e, prendendo dell’acqua di mare, lasciatela intiepidire. Ci vuole pochissimo tempo, basta mezz’ora, dopodiché bagnate pure il bimbo. Se invece ha più di tre mesi, potete bagnarlo direttamente in mare, tenendolo protetto, sempre con la crema solare da rimettere anche dopo il bagno.

Il pericolo non è il mare in sé, a meno che non sia inquinato, ma le scottature, che vanno evitate assolutamente.

Lo stesso si può dire per la montagna che, fino a tremila metri, può essere frequentata dai piccoli come dai grandi. Pensiamo sempre che ci sono bambini che nascono a quell’altitudine e anche più.

È vero, anche che in alta montagna l’aria e più rarefatta e possiede, quindi, meno ossigeno ma è tutta questione di adattamento, per cui, se vi capitasse di andare oltre i tremila metri, abbiate l’accortezza di fare un giorno di pausa a metà strada e sappiate che i più piccoli si adattano come i più grandicelli e come gli adulti.

Sia al mare che in montagna, se fate delle passeggiate, il neonato va protetto con un parasole, normalmente in dotazione con il passeggino, e un cappellino di cotone molto leggero ma con l’inseparabile crema protettiva per il sole, almeno per le parti che possono essere esposte, come braccia e gambe.

Quindi, per concludere, il nemico del bambino non è il mare come non è la montagna; non è l’acqua come non è l’altitudine ma il caldo eccessivo, la disidratazione e i raggi diretti del sole, cose che, facilmente, si possono evitare.

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