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A Quanti Mesi si può Fare il Bagno in Mare

Bagno in mare neonati, a quanti mesi si fa per la prima volta

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

22 Maggio 2014

Il neonato che viene alla luce dopo nove mesi nella pancia della mamma sperimenta per la prima volta una vita “a secco”.

Durante tutto il periodo di esistenza intrauterina infatti il piccolo è abituato a “nuotare nel liquido amniotico” e ha sviluppato i suoi sensi in una condizione per così dire “sottomarina”.

Sia i suoi sensi che i suoi movimenti sono dunque ben abituati all’acqua, e i genitori, durante i primi mesi di vita del bambino dovrebbero far si che questa sua acquaticità non venga perduta.

I bambini molto piccoli, fino ai sei mesi circa, vanno in apnea automaticamente, proprio perché i loro polmoni hanno reagito allo stesso modo in utero.

Adesso che l’estate si avvicina allora, è giusto abituare i neonati al mare?

 

Il mare non ha mai nuociuto a nessuno, ma in caso di neonati, la temperatura dell’acqua marina potrebbe essere alquanto fastidiosa perché troppo fredda. L’ideale sarebbe far fare le primissime esperienze in piscina, possibilmente con un istruttore esperto.

Il bambino poi dovrà avere sempre il volto girato verso quello della madre o del padre, per essere rassicurato durante questa esperienza. Posizionate dunque le vostre mani sotto le ascelle del piccolo, e tenetegli il volto con i pollici, così da essere sicuri che il bimbo non beva e non faccia mosse improvvise con il capo.

Poi muovetelo nell’acqua, e vedrete che il piccolo sperimenterà l’ambiente intrauterino e magari si abituerà facilmente anche a stare al mare o in spiaggia.

Quanto a questo, ecco alcuni accorgimenti da prendere per un bagno sicuro:

Evitate di immergere il piccolo subito in acqua. Magari fatelo abituare in una pisci netta gonfiabile, o avvicinatevi alla riva con lui seduto sul bagnasciuga, o tra le vostre braccia.

Cominciate a fargli bagnare parti del corpo come i piedini e le braccia, e immergetelo delicatamente, dopo esservi accertati che lui sia sereno.

Controllate spesso che l’acqua salata non provochi fastidi come arrossamenti o piccoli conati di vomito in caso di ingestione.

Evitate sempre le ore centrali della giornata per una gita al mare.

Mute o magliette in lycra potrebbero essere un buon sistema per proteggere la pelle sia dai raggi solari che dalle temperature dell’acqua marina.

Il bagno non dovrà durare oltre 20 minuti, trascorsi i quali il bimbo dovrebbe essere lavato per eliminare il sale.

Dopo il bagno è inoltre asciugare il bimbo bene (non trascurate le orecchie) e cambiarlo con un costumino asciutto.

E’ importante anche dargli da bere per reidratarlo, poiché l’acqua marina tende a disidratare la pelle.

Infine non dimentichiamo di applicare sempre, sia prima che dopo il bagno, uno strato di crema solare per riparare la pelle del piccolo dai raggi UVA.

Dopo i 6 mesi si potrebbe tentare, una volta che il piccolo ha acquisito familiarità con l’acqua, di farlo nuotare con un salvagente con mutandina che lo tenga a galla.

Il bimbo si sentirà così libero di muoversi, e i suoi movimenti cominceranno a essere sempre più coordinati.

Non lasciamo mai il bimbo solo in acqua, e stiamogli sempre accanto, per sicurezza, ma anche per rassicurarlo, e fargli prendere fiducia in se e nell’acqua.

Una volta che avrà imparato a stare a galla con il salvagente si potrà passare a fargli indossare i braccioli, in genere intorno all’anno di età.

Adesso il piccolo potrà imparare i movimenti e cominciare le prime bracciate di nuoto in maniera più fluida, ma sempre per gioco.

Attenzione che il mare non diventi un’attività pesante per il bambino: deve sempre essere un gioco, e deve farlo senza la minima fatica.

A partire dall’anno di età poi i bambini saranno in grado di godersi il mare in maniera completa.

 

Ci sono però anche quelli che invece finiranno per odiarlo, così come per tutto.

L’acqua per qualche bimbo diventa l’elemento naturale, la cosa dalla quale non si è mai distaccato, per altri invece il mare è un nemico da “non” combattere, anzi da rifuggire.

Anche questa fobia potrebbe essere momentanea, che passa generalmente intorno ai 5 anni d’età, quando per volere seguire i coetanei ci si confronta anche con questi timori, e li si vincono.

L’importante in questi contesti è non forzare il bambino a “farsi per forza piacere il mare o l’acqua”.

Mostrando comprensione si avrenno sicuramente risultati migliori che non con i rimproveri o con i paragoni con altri bambini.

La cosa da fare, è dimostrare con pazienza e dolcezza che l’acqua non nasconde insidie e pericoli, soprattutto accanto a mamma e a papà.

Per invogliare i bimbi a prendere confidenza con l’acqua è necessaria però la calma, una giornata in cui il mare è tranquillo, e infine gli altri accorgimenti validi sempre e per tutti.

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