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Mistero: Guardate cosa fa questa Bimba di 2 anni Morta nel 1920 (Video)

Un'incredibile esperienza al limite del paranormale.

Gioela Saga

di Gioela Saga

20 Giugno 2014

il mistero della mummia di rosalia

Il nome di Rosalia Lombardo forse non dice nulla ai più: si tratta di una bambina che è morta a soli 2 anni di polmonite.

Fino a qui il fatto è triste ma non desterebbe particolare scalpore se non fosse che la piccola è morta nel 1920 e ancora oggi possiamo ammirarne le guance paffute e i capelli biondi avvolti in un fiocco dorato.

Si tratta di una mummia che si trova nella Chiesa dei Cappuccini nel quartiere Cuba a Palermo che attira una quantità insospettata di turisti conservando, nei suoi sotterranei, un cimitero di mummie, uno dei pochi nel suo genere così ampio e molto ben conservato.

Nei lugubri cunicoli vi sono diverse sale in cui i frati ponevano i loro confratelli morti, per lo più conservati in modo abbastanza rudimentale, svuotati e impagliati, ve ne sono circa 8000.

L’atmosfera che si respira è senz’altro pesante sotto tutti i punti di vista ma per chi ama il genere è un appuntamento imperdibile. Sembra letteralmente di poter avvertire tutte le anime presenti e il poterne vedere il volto, almeno desumerlo dai resti visibili, concretizza senz’altro maggiormente questa sensazione.

Molti potrebbero opinare che sia un’attrazione turistica alquanto macabra ma il luogo esige massima dignità e sobrietà anche nel rispetto del motivo religioso per cui a suo tempo si è deciso di procedere con questa tecnica, inoltre per i frati rimaneva un monito sulla caducità della vita e sulla vanità dei beni terreni.

Il corpicino di Rosalia è stato uno degli ultimi ad essere posto nel sotterraneo, a dire il vero infatti, già da metà ottocento alcune disposizioni sanitarie avevano limitato e poi proibito questa prassi.

Il dramma della famiglia e la disperazione del padre fu tale che i frati non seppero negare questa umana consolazione e accolsero Rosalia. La mummificazione fu eseguita da un vero esperto nel settore, uno studioso specializzato in questa tecnica: il professor Alfredo Salafia.

La bimba è così ben conservata da sembrare viva e meritarsi l’appellativo di Bella Addormentata. Si potrebbe dire che è senz’altro la meglio conservata della galleria, grazie al composto del Salafia, fatto da formalina, alcool, glicerina,acido salicilico e sali di zinco.

A questo suo corpicino così intatto, alla grazia e alla dolcezza che emanano il suo viso si unisce anche un evento incredibile che ha suscitato scalpore.

Per verificare ulteriormente il suo stato di conservazione sono state posizionate macchine fotografiche che hanno registrato fotogrammi ogni 60 secondi per diversi giorni e hanno rivelato una cosa straordinaria.

La piccola, di tanto in tanto, aprirebbe gli occhi:

le foto lo documenterebbero in modo innegabile, qualcuno ha addirittura parlato di miracolo e di una bimba santa.

Tutto plausibile tranne che spesso l’occhio umano vede qualcosa che effettivamente sembra ma non è.

Ci piacerebbe pensare che la piccola Rosalia ogni tanto apra i suoi occhi per scrutare il mondo che ha lasciato, magari ci può sembrare di sentire anche riecheggiare la sua vocina mentre corre giocando, correndo dietro ad una palla ma è solo suggestione.

Per quanto riguarda gli occhi, il fenomeno è facilmente spiegabile scientificamente dagli studiosi che hanno parlato di un effetto dovuto all’umidità e alle luci dell’apparecchio che generano insieme una foto-decomposizione, creando lo strano movimento apparente di apertura e chiusura delle palpebre.

Dunque, malgrado ci siano persone convinte di aver visto il movimento con i loro occhi, questo è altamente improbabile e imputabile solo a condizioni ambientali legate alla decomposizione della salma.

Nessun miracolo dunque ma un ulteriore prova della fugacità umana.

Inoltre, la sorella di Rosalia, oggi 89 enne, sua omonima, ha detto che tutti i test fatti alla sorella sono avvenuti senza autorizzazione e che hanno anche rovinato la “mummia più bella” togliendole quel colorito vivo che ancora aveva conservato e alterando i colori dei capelli e del viso in modo irrimediabile.

Fonti: Rosaliapersempre, Scienzainrete

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