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“Vacilla il Cuore di Massimo Giuseppe Bossetti”: è appena Successo al presunto Killer di Yara Gambirasio

E' accaduto in carcere, nessuno conferma

Federica Federico

di Federica Federico

22 Giugno 2014

Vacilla il Cuore di Massimo Giuseppe Bossetti: è appena Successo al presunto Killer di Yara Gambirasio

Un cedimento emotivo o solo un malore determinato dallo stress e dalla pressione oppure entrambe le cose?

Massimo Giuseppe Bossetti, presunto assassino, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, recluso in regime di isolamento e controllato a vista 24 ore su 24, avrebbe avuto un malore.

Il direttore della struttura carceraria non conferma e non si presta ad approfondire la questione nemmeno l’avvocato di Bossetti; ma Rai News col debito condizionale ribatte una notizia attribuita (dallo stesso sito Rai News) all’Eco di Bergamo: il presunto killer avrebbe avuto un improvviso malore, sarebbe stato colpito da una leggera tachicardia.

Presso la stessa struttura carceraria l’uomo sarebbe stato sottoposto a una serie di accertamenti sanitari, dall’esito dei controlli non sarebbe risultato nulla di più che una tachicardia da stress e quindi non si sarebbe reso necessario l’intervento del 118.

 

Bossetti continua a dichiarare la propria innocenza e a professarsi completamente estraneo ai fatti: ha persino sostenuto di non aver mai conosciuto Yara Gambirasio (almeno prima dell’omicidio quando il volto e la storia della giovane sono divenuti di pubblico dominio, come ha in sostanza precisato il suo avvocato).

 

Si è aperto un “giallo” su una dichiarazione di Massimo Giuseppe Bossetti, ecco di cosa si tratta:

Dopo avere rotto il silenzio l’indagato giovedì mattina, in carcere, ha risposto alle domande  del GIP (il giudice per le indagini preliminari) Ezia Maccora e in particolare avrebbe dichiarato:

«Il 26 novembre 2010, dopo aver lavorato nel cantiere di Palazzago, sono tornato subito a casa, percorrendo il tragitto abituale, che mi porta a passare anche davanti al centro sportivo di Brembate Sopra» (citazione testuale riportata dall’Eco di Bergamo).

 

Ebbene gli inquirenti si domandano perché Bossetti per rincasare usasse compiere il tragitto più lungo (o comunque lo abbia compiuto nella sera del rapimento di Yara).

Il tragitto imponeva all’operaio edile di transitare proprio davanti al centro sportivo di Brembate Sopra. E quella sera è certo che l’assassino di Yara sia passato di lì ed è indiscutibilmente sicuro che lì abbia prelevato la sua vittima.

Ma se Massimo Giuseppe Bossetti avesse evitato di passare da Brembate Sopra, scegliendo, come logica suggerirebbe il tragitto più breve per tornare a casa, avrebbe risparmiato 5 chilometri di strada traducibili in ben 10 minuti circa di tempo. 

 

Ciò che gli inquirente, ed anche il comune osservatore ,si chiedono è cosa spinse Bossetti a scegliere un percorso più lungo? Perché faceva sempre quella strada o perché la fece proprio quella tragica sera?

 

 

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