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Vive per 47 Anni con un Feto nella Pancia: Ecco Come È Sopravvissuta (Foto e Video)

Un caso davvero eccezionale!

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

07 Luglio 2014

 

Vive per 47 Anni con un Feto nella Pancia

Nel 1955 la giovane Zahra, di appena 26 anni è incinta del suo primo figlio.

Vive in un piccolo villaggio fuori Casablanca (Marocco), e quando cominciano le doglie viene trasportata in un locale ospedale della zona.

I dottori avvisano Zahra Aboutalib che avrebbe partorito con un parto cesareo, ma lei, una ragazza di 26 anni del 1955, si ritrova in un ospedale, in preda a fortissimi dolori, e con accanto un’altra donna che purtroppo muore dando alla luce suo figlio.

Si fa prendere dal panico, e fugge dall’ospedale.

Nei giorni che seguono, i dolori del travaglio si fanno sempre più forti, ma il bambino rimane risolutamente e inaspettatamente nel suo utero.

Dopo alcuni giorni i dolori cessano, e il bimbo smette di muoversi.

Nella cultura marocchina si crede che un bimbo che dorme dentro la madre protegge il suo onore.

Zahra ha creduto a questo mito, e abbandona così l’idea di questa gravidanza andata male.

Adotta tre bambini e nel tempo diviene persino nonna.

Molti anni dopo quell’episodio, quando Zahra ha 75 anni, i dolori tornarono improvvisamente.

Uno dei suoi figli, preoccupato, vuole sentire uno specialista.

Vanno a Rabat, dove Zahra viene visitata dal professor Taibi Ouazzani.

Il primo sospetto è che la protrusione ombelicale possa nascondere  un tumore ovarico, così viene disposta un’ecografia.

L’esame rivela una grande massa non bene identificata.

Il professore  chiede un secondo consulto da un altro radiografo.

Viene individuata una struttura calcificata, ma questa volta gli esperti vogliono vederci chiaro, e sottopongono la donna a una risonanza magnetica.

E così si scopre che quel bambino che 47 anni prima Zahra non aveva partorito è ancora lì, nell’addome della donna.

 

All’epoca Zahra ebbe una gravidanza extrauterina, e il feto si impianto in una delle tube di Falloppio.

Il feto si sviluppò nella cavità addominale,  sopravvivendo grazie alla placenta che si attaccò agli organi vitali esistenti nello stomaco della donna.

Il professor Ouazzani a quel punto non sapeva cosa fosse la migliore cosa da fare: rimuovere il feto poteva essere pericoloso, ma anche lasciarlo, misurava circa 3 kg ed aveva una lunghezza di 42 cm.

Infine Zahra viene sottoposta ad un delicato intervento che dura 4 ore: il feto era calcificato, era praticamente diventato un bambino di sasso.

Questo spiegava come fosse stato possibile per la donna sopravvivere per 46 anni con un corpo “estraneo” nell’addome.

Ancor più strabiliante fu vedere come questo bambino si fosse fuso con parte degli organi addominali, il feto era attaccato alla vescica, e l’operazione fu veramente delicata.

Dopo l’operazione Zahra stette bene, e divenne al contempo un caso medico per tutto il mondo scientifico.

In un qualche modo questo bambino l’aveva davvero protetta per 47 lunghissimi anni.

In una gravidanza extrauterina, se il feto è troppo grande per essere naturalmente riassorbito dal corpo, esso diviene un corpo estraneo per il sistema immunitario della madre.

Per proteggersi da possibili infezioni avviene una sorta di calcificazione, il feto viene rivestito da strati di tessuto morto e disidratato, in modo da essere come isolato dal resto.

Questo fenomeno si chiama lithopedion (dal greco: litho = pietra; pedion = bambino), cioè bambino di sasso, ed è un fenomeno molto raro (circa 300 casi in 400 anni di letteratura medica), ma documentato già dal X secolo (wikipedia).

La storia di Zahra è tra le più note delle storie dei bambini di sasso e fu raccontata in un episodio, titolato “The 46-Year Pregnancy”, del programma Extraordinary People (episodio n° 1 della 3° stagione del programma trasmesso su Channel 5 UK il 23 Marzo del 2005).

Qui di seguito ve ne riportiamo un estratto pubblicato on-line sul canale YouTube DocumentaryHDChannel2.

ATTENZIONE, contiene IMMAGINI FORTI!

 

 

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