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Amore eterno, basta idealizzare il partner?

Federica Federico

di Federica Federico

07 Marzo 2011

Vi siete sempre chieste come possa l’amore durare in eterno?

Dall’America arriva la ricetta del matrimonio perfetto, questa “scoperta” che si veste di “scientificità” porta la firma di Sandra Murray dell’Università di Buffalo.  La studiosa ha pubblicato su Psychological Science i risultati di una “singolare” attività d’indagine:
Sono state esaminate 193 coppie di sposi in un tempo lungo: 3 anni. Gli innamorati sono stati consultati da quando hanno contratto matrimonio  ad intervalli di sei mesi nel corso di questi primi tre anni di convivenza.
La ricerca, ponendo  ai volontari alcuni quesiti, si propone di  capire come ciascun membro della coppia vede il suo compagno, ovvero che giudizio ha della propria dolce metà.

La “scoperta” sarebbe questa: chi riesce a prediligere i lati positivi del partner, sino al punto da trascurare i difetti, ha certamente un matrimonio migliore e più duraturo.

Sandra Murray ritrova nella idealizzazione del partner il segreto della durata di un matrimonio.

Da mamma, moglie e compagna, dopo quasi dieci anni di vita insieme a mio marito e due pargoletti piccini, ho motivo di riconsiderare la ricerca Americana. A volte d’oltre oceano arrivano notizie bizzarre ma “semplici”, o forse banali.
Diciamo che l’esperienza comune insegna che la positività è un’arma vincente, in pratica beve con più gusto chi considera il bicchiere mezzo pieno, diversamente, chi lo valuta mezzo vuoto finisce sempre col pensare con rammarico a quella parte d’acqua che non avendo non ha potuto bere e, a causa suo pessimismo, probabilmente non saprà mai dissetarsi!

La quotidiana vita domestica, familiare e di coppia ci insegna che se volessimo fissarci sugli aspetti negativi della convivenza saremmo già tutti esplosi. Nessun convivente è perfetto, sia esso marito, figlio, genitore o fratello … i difetti degli altri sono sempre insopportabili. Scegliendo di far famiglia il modo migliore per resistere alla prova della convivenza è godere dei pregi altrui trascurando i difetti. In questo senso concorderemmo con Sandra Murray sul fatto che è certamente proficuo esaltare i lati positivi del partner, aiuta a vivere meglio e ad avere fiducia nel rapporto di coppia.

L’esaltazione dell’altro, poi, è un processo normale dell’innamoramento e una dinamica naturale del ricordo dell’amore. Chiunque di noi pensando ai momenti trascorsi con l’amato ritorna con la mente alle migliori e più belle esperienze trascorse insieme.
La psicologia insegna che una esperienza per prolungarsi nella vita umana, affinché cioè l’individuo la curi e la potenzi, deve essere ricca di positivi stimoli. Il nostro psicologo vi invita a tentare un gioco semplice … capirete che idealizzare è normale e positivo: fate il nostro gioco del pensiero amoroso

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