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Mimosa, 15 milioni di rametti recisi per l’8 marzo: tutto sul regalo in fiore

Licia

di Mamma Licia

08 Marzo 2011

8 marzo, Festa della donna. Molti troveranno gentile offrire oggi ad una donna un rametto di mimosa, pianta scelta come simbolo di questa festa anche per il suo colore, il giallo, che incarnerebbe il passaggio dalla morte alla vita ricordando la rivoluzione di tutte quelle donne che si sacrificarono per rinascere in un mondo giusto.

La Coldiretti stima che, in questa giornata, saranno recisi 15 milioni di rametti di mimosa. Ebbene, sappiate che è un omaggio destinato ad avere vita breve. Non dura molto la bellezza di una mimosa strappata al suo albero!

Ma alle più fortunate che riceveranno una pianticella, e non un fiore reciso, dedichiamo questo articolo.

La Mimosa è una pianta che appartiene al genere Acacia, in particolare il genere di mimosa che viene distribuito l’8 marzo è l’Acacia dealbata. È un albero delicato, sempreverde, con chioma irregolare, che fiorisce in marzo-aprile ed è molto diffuso in tutta Italia.

Si coltiva, in esterno, in terreni leggermente acidi, fertili, umidi ma ben drenati.

Richiede una buona esposizione alla luce ed una posizione ben ventilata durante tutto l’anno.

Si annaffia moderatamente in autunno ed in inverno e abbondantemente in primavera ed in estate. Le piante cresciute in vaso hanno bisogno di un fertilizzante liquido, ad intervalli regolari di 15 giorni, da maggio ad agosto.

Quando la piantina ha raggiunto uno sviluppo sufficiente, si mette a dimora (si trasferisce, cioè, dal vaso in piena terra).

L’ideale ovviamente sarebbe avere un giardino dove poter coltivare l’albero di Mimosa.

Se però non vi hanno regalato una pianta, ma solo un rametto potete trattarlo a mo’ di talea e tentare la moltiplicazione della pianta. È necessario che il rametto sia sufficientemente lungo (circa 5-10 cm), sano e munito di una porzione di ramo portante. Piantatelo in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, alla temperatura massima di 16-18°C; una volta radicato, trasferitelo in vaso.

Va ricordato però che la radicazione è lenta e comunque molto difficile.

Se, infine, non avete nessuna intenzione di dedicarvi alla cura della Mimosa, un’idea carina è quella di far seccare il fiore che vi hanno regalato: eliminate le foglie dallo stelo, appendete il fiore a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso e ben aerato e tenetelo così fino a quando non sarà completamente secco.

In questo modo potrete conservare la vostra Mimosa per tutto l’anno, fino a quando non arriverà l’altro 8 marzo ed un nuovo esemplare ne prenderà il posto.

E se la donna che intendere omaggiare fosse un soggetto allergico? Regalare una mimosa mette a rischio i nasi più sensibili?

La mimosa provoca un fenomeno irritativi specifico: la “pollinosi da contatto” che si scatena in chi è sensibile agli allergeni del fiore.

Ma vedere una mimosa e starnutire non è un automatismo: rispetto alle altre piante con allergeni il polline della mimosa è molto grande, quindi è pesante e poco volatile. È talmente grande che una volta inalato resta nella cavità nasale, per le dimensioni del suo diametro (che di norma sorpassa i 50 micron) non giunge mai sino alla laringe o sino ai bronchi, non scatena, quindi, mai l’asma.

Queste caratteristiche fanno si che un soggetto allergico possa tranquillamente ricevere in dono una mimosa senza soffrire.

Ed anche il dono d’un alberello non espone ad allergia, certo purché non ci si accomodi direttamente sotto le infiorescenze dalle quali, chiaramente, cadono i pollini.

Di norma per inalare il polline si deve letteralmente “mettere il naso tra i fiori”, diversamente, non odorando le infiorescenze, nessuna allergia guasterà il regalo.

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