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Stress: come gestire la vita moderna

di Dott. Giuliano Gaglione

09 Marzo 2011

Lo stress metropolitano è un fatto, è un fatto determinato dall’inquinamento acustico, dalla velocità del quotidiano e dalle accelerazioni che la vita troppo “ricca” ci impone.

Dati recenti hanno sottolineato che lo stress, determinato da abitudini di vita sempre meno sane e sempre più frenetiche, nuoce gravemente alla salute psicofisica mettendo l’individuo ed i suoi equilibri a dura prova.

Noi donne, poi, siamo massimamente esposte ai fattori di stress. Lo siamo probabilmente perché le abitudini sociali e la nostra natura ci sottopongono a sforzi fisici e mentali non sempre semplici da sostenere.

A noi donne è delegata la cura dei figli e della casa, nostra è la responsabilità dei pranzi e della spesa, del bucato e delle faccende domestiche, raramente la collaborazione maschile è spontanea e pochissime volte è continuativa, quasi mai è stabile.

Il fatto di lavorare non spoglia, normalmente, la donna delle sue responsabilità, né ne diminuisce il carico.

Ai lavori fisici si somma l’impegno che pretende la cura e l’educazione dei bambini, la gestione delle loro attività scolastiche e parascolastiche, nonché il “monitoraggio delle loro amicizie ed abitudini”, noi mamme siamo sempre le più attente a questi aspetti della vita dei figli.

Così una madre che lavora, cura la casa, guida, fa la spesa, passa ore al pc, come non sarà stressata?

Il Dottor Giuliano Gaglione, esperto psicologo di Vita da Mamma, ci aiuta a comprendere i termini di un connubio che negli ultimi giorni è stato variamente descritto come fatale: “vita moderna e stress”, pare che i livelli di “esaurimento” siano crescenti e preoccupanti nelle grandi città.

Qui di seguito l’esame dello psicologo:

Una grande metropoli accogliere tra le sue braccia numerosi cittadini, gli “uomini metropolitani” vanno in cerca di un qualcosa di indefinito,  utile a fornire loro sicurezza, benessere e realizzazione personale. Tuttavia, chi vive nelle grandi città, spesso si può imbattere in situazioni talvolta irritanti che possono causare affaticamento, stress, tensioni che sovente possono sfociare in veri e propri attacchi di panico.

E’ indiscutibile che il caos della metropoli comporta per chi la vive dei malesseri, sulla scorta di essi potrebbero insorgere difficoltà nella gestione delle proprie situazioni, lavorative, sociali, affettive ed altro e ciò avviene soprattutto nelle grandi città in cui l’individuo è parte di un sistema societario a volte pressante.

Basti pensare quanto incrementa il nostro livello di irritabilità il trovarci immersi nel traffico con il rischio di tardare nelle nostre attività, quanto spesso pigiamo nervosamente e frequentemente i clacson sperando che magicamente tutte le auto davanti a noi si dissolvano; per non parlare dello smog e di tutte le sostanze tossiche che inaliamo quando attraversiamo le strade delle metropoli.

La vita delle metropoli obbedisce ad un ritmo di tempo in perenne movimento, in cui gli individui costantemente guardano l’orologio per paura di tardare e non riuscire a svolgere in tempo tutte le loro mansioni perché c’è una costante ansia delle conseguenze negative che potrebbe arrecare una commissione non effettuata o effettuata male.

Se poi vogliamo parlare dei contesti lavorativi, la situazione peggiora perché spesso invece di enfatizzare la colleganza, la condivisione, la cooperazione, climi di fiducia e stima,  può accadere che in determinati ambienti non si crei un feeling sano in quanto prevalgono atteggiamenti di competizione e rivalità.

Qualora un individuo non riesca a sopportare tutte queste situazioni pressanti, scattano in automatico disturbi che coinvolgono la mente ed il corpo; per tal motivo a volte il soggetto si sente incapace di affrontare le sue giornate, come se perdesse le redini della sua vita e si sente sopraffare dagli eventi.

C’è chi manifesta questo disagio con attacchi di panico, chi con sintomi depressivi, altri ancora sfogano le loro difficoltà sul cibo. Ne scaturice la conseguenza  che  i lavori sedentari uniti ad una alimentazione non corretta possano provocare anche problematiche di tipo alimentare; nei casi più delicati l’unica via di uscita può divenire l’alcool oppure la droga. Questi due “escamotages” sono assolutamente nocivi per la mente ed il corpo! La situazione si aggrava ulteriormente se si abusa delle sostanze e se ne diventa dipendenti.

Oltre a ciò si possono riscontrare casi più estremi di giovani che, siccome  non riescono a fronteggiare le richieste espresse dalla loro società, tendono ad utilizzare  comportamenti trasgressivi proprio come forma di ribellione, come rubare, commettere atti violenti, ritirarsi dalla scuola e così via; questo è solo una modalità estrema per sentirsi liberi.

Dopo aver delineato un quadro non proprio botticelliano della situazione attuale che vivono gli abitanti delle metropoli, bisogna innanzitutto riflettere sul fatto che, volenti o nolenti, è necessario che noi soddisfiamo le richieste imposte dalla nostra società, dunque ci troviamo nella tipica situazione : “O mangi la minestra o ti butti dalla finestra!”, tuttavia ciò su cui possiamo lavorare è la gestione dei nostri tempi e delle nostre attività; nulla ci vieta di saper coordinare le nostre faccende e cercare di viverle al meglio.

Per prima cosa è consigliabile che l’individuo abbia piena consapevolezza di quali siano  le problematiche che l’inducono a vivere con difficoltà le proprie giornate; se non riesce ad affrontarle in maniera costruttiva è giusto condividerle con persone verso quali nutra piena fiducia oppure con degli specialisti.

Infine è importante dedicare del tempo a sé stessi e al proprio benessere come dormire in maniera soddisfacente, nutrirsi in maniera equilibrata e fare un sano esercizio fisico.

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