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Come si fa a Gestire lo Stress, ecco degli Infallibili Trucchi di Autocontrollo

Visualizziamo lo stress e sconfiggiamolo.

Gioela Saga

di Gioela Saga

23 Luglio 2014

come si fa a gestire lo stress, trucchi infallibili

Ci sono persone che sanno affrontare e gestire stress incredibili, altre che si abbattono e si sentono naufragare di fronte ad una difficoltà anche minima.

E’ tutta questione esclusivamente di carattere?

Non solo, almeno sembrerebbe. Tutto può dipendere anche da come vengono percepiti le difficoltà dalla nostra mente.

Siamo noi infatti che gli diamo un peso a volte eccessivo e che ci toglie la stessa lucidità necessaria per affrontarle.

E’ anche indispensabile organizzare degli strumenti adeguati per valutare i nostri problemi con il giusto distacco, per affrontarli freddamente e dando loro una dimensione reale, senza permettergli di sovrastare tutte le nostre potenzialità e oscurarle.

Alcuni terapisti consigliano addirittura di dare una vera e propria dimensione fisica allo stress e a determinati problemi, associarli ad un’immagine reale come una pietra, un albero, una forma geometrica che poi vengono abbattuti, disintegrati o relegati in un angolo della nostra mente.

Non bisogna essere dei mentalisti per accedere a queste forme di autocontrollo perché ognuno di noi le possiede naturalmente.

Da non sottovalutare anche la possibilità, direi quasi omeopatica, di frammentare un grosso problema che causa stress in problemi più piccoli, più facilmente affrontabili e quindi risolvibili.

Un vero toccasana è naturalmente la capacità di evitare che lo stress ci investa, giocare d’anticipo e riuscire a non farci cogliere disarmati, dunque, in poche parole: ricaricarsi continuamente di energie positive alimentate da passatempi, momenti di relax, palestra, sempre circondati da persone ottimiste e positive.

Il non plus ultra sarebbe riuscire a sdrammatizzare il problema e bypassarlo ma questo preclude già delle capacità soggettive e non sempre riproducibili.

Dei metodi curiosi ma sicuramente efficaci sono quelli di tipo olistico come l’aromaterapia, tenere piante nell’appartamento che assorbano la negatività, massaggi con oli essenziali, meditazione e yoga, infusi e tisane e sembra che anche la pet terapia possa avere riscontri positivi.

In ogni caso, ricordiamoci che tutto parte e finisce nella nostra mente e solo lei influisce effettivamente sulla nostra vita.

Infine è chiaro che tutto dipende anche dal perdurare del problema: qualsiasi strategia si metta in atto per arginarlo, perderà efficacia con il tempo e dunque spesso sarà necessario supportarla, alternarla o sostituirla con altre.

Vi propongo qui anche una storiella molto significativa che può illustrarvi in modo molto efficace e concreto quanto detto fin qui:

“Un professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula, il corso è uno dei più gremiti e decine di studenti parlano del più e del meno prima dell’inizio della lezione. Tutto sembra nella norma, ad eccezione di un piccolo particolare: il prof. ha in mano un bicchiere d’acqua.

Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. In silenzio.

Gli studenti si scambiano sguardi divertiti e sembrano dirsi: “Oggi la lezione riguarderà sicuramente l’ottimismo. Il prof. ci chiederà se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Alcuni diranno che è mezzo pieno, altri che è mezzo vuoto. I nerd diranno che è completamente pieno: per metà d’acqua e per l’altra metà d’aria.”

Il professore invece si ferma e domanda ai suoi studenti: “Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?“. Gli studenti sembrano un po’ spiazzati da questa domanda, ma in molti rispondono che ha certamente un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi.

Il professore propone il suo punto di vista: “Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante. Ciò che conta davvero è per quanto tempo lo tenete sollevato“. Il professore continua: “Sollevatelo per un minuto e non avrete problemi. Sollevatelo per un’ora e vi ritroverete un braccio dolorante. Sollevatelo per un’intera giornata e vi ritroverete un braccio paralizzato“.

“In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato. Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante. Lo stress e le preoccupazioni sono come questo bicchiere d’acqua.

Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro. Se gli dedichiamo il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente. Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa. Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza.

Per ritrovare la serenità dovete imparare a lasciare andare stress e preoccupazioni.

Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete e non su ciò che non volete. Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua“.

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