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“Voglio mio padre”: Immagine Choc del Bambino Palestinese, ecco Questa è la Guerra

Clicca qui per vedere la foto che sta commuovendo il mondo, un'immagine di dolore che urla giustizia

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

23 Luglio 2014

"Voglio mio padre": L'immagine choc del bimbo palestinese

“Voglio mio papà, portatemi mio papà continuava a dire questo bambino della foto nella gallery, mentre coperto di sangue e pieno di ferite su tutto il suo corpo veniva portato da un sanitario su un lettino di ospedale.

Non voleva neanche che lo mettessero a letto, terrorizzato dal veder andar via anche questo suo salvatore.

Questa è una delle (tante, troppe) immagini che sta facendo il giro del web e del mondo reale, simbolo del conflitto israeliano-palestinese, che dall’inizio dell’operazione Margine Protettivo iniziata l’8 luglio, non conosce tregua, e conta oramai oltre 500 vittime, di cui 120 bambini.

Il bambino in questione è stato ricoverato all’ Al-shifa Hospital di Gaza city mercoledì scorso, riporta la pubblicazione “The Electronic Intifada”; era uno dei 4 fratellini ricoverati, due di essi avevano tre anni.

Israele accusa Hamas di utilizzare i civili come scudi umani lanciando razzi da aree residenziali, e nel frattempo invia truppe nella striscia di Gaza.

Yair Lapid, ministro delle Finanze Israeliano,  ha detto in un comunicato la settimana scorsa: “E ‘stata una dura giornata di combattimenti, ma non ci tratterremo. L’operazione è indispensabile e, se necessario, la amplieremo.”

L’Onu riporta dati allarmanti, se ce ne fosse bisogno (le notizie si vedono e si sentono ogni giorno): la maggioranza delle vittime sono civili, gli oltre 100 mila palestinesi che si sono rifugiati nelle scuole di Gaza sono oramai a corto di viveri, e l’organizzazione stessa è adesso in difficoltà per reperirli.

 A Gaza “non vi è letteralmente alcun posto sicuro per i civili” ha detto il portavoce dell’Ufficio Onu per gli affari umanitari (Ocha), Jens Laerke a Ginevra (Ansa)

Il primo ministro Netanyahu sembra non volere cedere, fintanto che gli attacchi di razzi di Hamas non cesseranno. E si difende sostenendo di puntare solo a obiettivi militari: i civili vengono avvertiti degli attacchi imminenti con telefonate, sms annunci e segnali acustici non letali; Hamas  usa edifici e abitazioni civili per scopi militari

La Lega Araba per conto suo definisce gli attacchi israeliani a Gaza un “crimine di guerra”

In tutto questo il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon chiede a gran voce una tregua, così come il segretario degli Stati Uniti John Kerry, e lo stesso presidente Obama, che dopo gli scontri di ieri nei quali l’esercito israeliano ha colpito l’ospedale Al-Aqsafacendo quattro morti, ha intimato un cessate il fuoco immediato.

Guarda la foto del Bambino Palestinese che sta dimostrando al mondo la crudeltà e l’ingiustizia di una guerra che “uccide” anche così: 

 

Fonte: The Mirror

 

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