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Ansia: scoperto nel cervello il modo per spegnere la paura

di Dott. Giuliano Gaglione

10 Marzo 2011

Attraverso uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori della Stanford University in California è stato scoperto un meccanismo cerebrale che permette di attenuare i disturbi d’ansia.

In particolare, attraverso degli esperimenti coi topi, tali studiosi si sono serviti della tecnologia “optogenetica”, mediante la quale le cellule cerebrali vengono sia dotate di fotosensibilità sia manovrate da luce di variabile intensità e hanno riscontrato che “accendendo” un circuito nascosto nell’amigdala (la parte del cervello che gestisce la paura) i topi si tranquillizzavano mentre “spegnendo” tale circuito essi manifestavano segni di agitazione.

Questa può essere davvero una scoperta utile per tutte le persone che non riescono a tollerare i sintomi legati a stati ansiosi, quindi niente più cefalee, tachicardie, respiri affannosi e soprattutto l’attacco di panico potrebbe risultare un lontano ricordo.

L’ansia è una componente che varia a seconda dell’individuo: c’è chi la manifesta apertamente, chi la inibisce, chi la fronteggia, c’è chi proprio non conosce questo termine; fatto sta che “avere l’ansia” è qualcosa di veramente fastidioso, quindi ben vengano questi nuovi farmaci che permetterebbero di affrontare le difficoltà in maniera rapida, decisa e soprattutto semplice.

Ma…..è tutto oro ciò che luccica? Personalmente ritengo che da un lato questa scoperta sia davvero utile per tutti coloro che non riescono più a vivere al meglio le proprie giornate, quindi hanno bisogno di una risorsa esterna per recuperare una meritata tranquillità, dall’altro invece, se riflettiamo bene, cos’è l’ansia?

L’ansia non è nient’altro che un’espressione fisica, sicuramente non piacevole ma comunque evidente, del fatto che siamo dotati di una straordinaria qualità, che a mio avviso “fa la differenza”, ovvero la sensibilità; se lasciassimo che tutte le cose ci scivolassero di dosso potremmo crearci una barriera emotiva che non ci permetterebbe di filtrare appieno, a 360 gradi, ogni situazione che ci capita, senza viverla completamente, senza gustare il suo sapore, senza assaporare la sua essenza.

Paradossalmente, provare questa situazione di inquietudine vuol dire che il binomio emozione-cognizione è vivo e, se davvero la mente è il motore che regola il corpo, significa di conseguenza che un altro binomio, ovvero mente-corpo, funziona.

Esistono tanti modi per fronteggiare l’ansia, il primo è quello di assumere la  consapevolezza di quale situazione ci preoccupa e non ci fa sentire tranquilli; se non siamo in grado di affrontarla subito e non stiamo bene con noi stessi non fa nulla, l’uomo non è un supereroe che trova subito la soluzione a tutto! Chiedere aiuto e cercare di condividere questo stato poco piacevole è un altro passo assolutamente importante e se proprio non si trova un modo per poter venir fuori da questo tunnel è utile rivolgersi agli Specialisti del settore.

Lo sviscerare appieno questa sensazione e trovare poi, in una maniera sana e benefica, una soluzione, rende la persona più matura e più capace di adattarsi alle situazioni perché essa potrebbe far emergere delle risorse personali utili a fronteggiare successivi, analoghi eventi ansiogeni.

Tutto questo lavoro interiore rende vivo l’individuo, senza che faccia  uso immediato di una “porzione magica” che facilmente lo aiuterebbe a superare il malessere; è importante soprattutto andare a monte di questo malessere e analizzarne i fattori scatenanti; inoltre, non dimentichiamo che esistono molteplici tecniche di rilassamento utili a placare i sintomi tipici degli stati ansiosi.

Ripeto, a mio avviso questa scoperta è assolutamente utile per chi è diventato schiavo dell’ansia e non riesce più ad acquisire una lucidità tale da poter vivere le giornate in maniera quantomeno equilibrata, tuttavia è necessario anche lavorare interiormente sulle problematiche che siano insorte,  il che è un modo come un altro per rendere la persona viva, presente.

Ricordo a questo proposito una frase di un mio Docente Universitario: “Immaginate come sarebbe stato noioso se Eva non avesse colto la mela e avessimo vissuto sempre nella pace perpetua e in un mondo ovattato dove non c’è niente che ci “scuote” almeno un po’!”.

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