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Dimmi che Pantofola Scegli e ti Dirò chi Sei

Scegli una delle sei pantofole proposte nella fotografia qui in alto, fallo senza rifletterci troppo, seleziona la calzatura che ti attira di più e scopri qui qual è il profilo corrispondente

Federica Federico

di Federica Federico

19 Agosto 2014

 

test pantofola

Dimmi cosa scegli e ti dirò chi sei?
Qualunque scelta personale, qualunque decisione impulsiva ed immediata, non rappresenta mai un’azione casuale, né è mai una decisione slegata dagli impulsi del cuore, dalle attitudini dell’animo e dall’indole personale. La scelta è per definizione il risultato ultimo di ciò che ci piace, di quello che preferiamo, amiamo e serbiamo nel nostro cuore come aspirazione e desiderio.

Scegli una delle sei pantofole proposte nella fotografia qui in alto, fallo senza rifletterci troppo, seleziona la calzatura che ti attira di più e scopri qui qual è il profilo corrispondente:

Tu che pantofola vuoi? Scopri qui chi sei

Pantofola n°1. Chi scegli una pantofola scanzonata come questa è probabilmente una persona spiritosa, vivace, dotata di un grande senso dell’umorismo, capace di mettersi in gioco ma sempre e comunque con moderazione e rispetto della forma, della dignità personale e del decoro sociale.

La giusta leggerezza nella vita è un pregio raro che indica un sano equilibrio interiore. Chi ne è dotato è persino capace di contagiare gli altri, le persone che ama, coloro con cui convive o con cui condivide gli spazi lavorativi.
Le persone moderatamente scanzonate, leggere e frizzanti sono spesso anche altruiste, coinvolgenti ed accoglienti.

Attenzione solo a non cadere in un eccesso di dedizione all’altro, tal volta chi si mette eccessivamente a disposizione degli altri finisce col togliere molto o troppo spazio a se stesso.

Trascurare lo spazio individuale, il sé, la sfera personale fatta di hobby, interessi e passioni può nuocere all’equilibrio interiore e può farlo vacillare persino quando tale equilibrio è espressione di un’indole pacifica e naturalmente portata alla tranquillità.

Pantofola n°2. La donna che sceglie una pantofola simile alla numero 2 facilmente è sofisticata, portata all’esaltazione del gusto, amante del bello e tendenzialmente ha l’animo di una pura esteta. E’ molto probabile che la scelta di questa  pantofola sveli una personalità decisa a tratti “puntigliosa”, perfezionista, impeccabile ma anche spigolosa e persino permalosa.

La cura di se stessi, l’attenzione all’estetica ed al benessere del corpo è un positivo atteggiamento del vivere nella misura in cui curarsi aiuta, sostiene ed accresce l’autostima. Al contrario la cura personale smette di essere proficua se e quando diviene una “limitante ossessione”.

Anche la persona più curata, più attenta alla forma e alla bellezza, più “esteticamente ricercata” deve sapersi concedere dei momenti sano cedimento.

A volte si può anche camminare a piedi nudi, “scendere dal tacco 12” e rimanere in pigiama per un’intera domenica di relax; a volte si può mangiare gelato a pranzo e a cena; a volte si può uscire struccate (magari sotto gli occhiali da sole)  …  facendolo, spesso, si scopre che la sicurezza personale è più forte di molte sovrastrutture estetiche che sono belle, appaganti e seducenti solo nella misura in cui non divengano una dipendenza.

Pantofola n°3. Chi sceglie la pantofola numero 3 è moderatamente razionale; questa calzatura si addice ad una persona che nel suo “classicismo” conserva tenacemente un proprio stile. La scelta della pantofola numero 3 indica una spiccata propensione alla comodità ma senza mai scadere nella sciatteria o nell’incuria.

I pratici ma con stile sono i figli più astuti della società moderna; comunemente si tratta di persone dotata di uno spiccato senso di adattamento anche sociale; questi individui di norma sono anche portatori della migliore spontaneità d’animo, pur rimanendo sempre diplomatici e pacifici.

Quando il senso pratico riesce addirittura ad esemplificare la realtà facilitando le più comuni operazioni della vita ed alleggerendo in generale i pesi dell’esistenza, allora l’individuo può essere definito come un portatore sano di pragmatismo e la sua naturale inclinazione alla praticità non può che essere elogiata.

Pantofola n°4. Chi sceglie la pantofola n°4 è una persona indiscutibilmente, elegante, sobria e seria, talmente impeccabile da essere tal volta persino severa con sè stessa e con chi ama.

L’eleganza spesso si combina con un rigoroso sistema di valori e con una rigidità morale che è sana e proficua nella misura in cui lascia spazio alla fantasia, a qualche piccola trasgressione e a sporadiche “follie”.

La persona rigorosa è comunemente integerrima, composta, elegante, tuttavia questi caratteri non devono mai essere estremizzati e mai debbono sfociare nel rigore intangibile, nella rigidità “incurabile”. In altre parole anche le più eccelse e ammirevoli espressioni di moralità individuale non debbono mai imprigionare l’individuo né limitarne l’espressione personale. Chiunque nella vita ha bisogno di qualche sprizzo di gioia e di un poco di follia.

Pantofola n°5. Chi ha scelto la pantofola numero 5 è indiscutibilmente un amante della pulizia, un ordinato “estremista” che spesso impone ai familiari ed ai conviventi una condivisione forzata della propria mania per la sistemazione.

Attenzione a non forzare l’indole altrui. L’ordine, la pulizia e l’igiene quando vengono estremizzate diventano dipendenze (per non dire ossessioni) e possono compromettere la vita domestica rendendo anche la casa meno vivibile o meno fruibile.

Troppo spesso si corre il rischio di coinvolgere gli atri nelle proprie manie al punto da condizionarne letteralmente e praticamente la vita  quotidiana, questo non è coretto e non aiuta la convivenza né la buona e pacifica sopravvivenza dell’amore e dei rapporti familiari.

Pantofola n°6. La persona che sceglie la pantofola numero 6 è un eterno Peter Pan, probabilmente è un sognatore allegro e dall’animo leggero, è un individuo legato alla fantasia, conscio dell’importanza dell’ “umorismo puro” e capace di non prendersi eccessivamente sul serio.
Ma chi resta eternamente bambino corre un unico rischio: l’immaturità.

L’immaturo non conosce età e spesso non conosce contesto, limite sociale né ragionamento di opportunità. Dall’immaturità si “guarisce” con una buona dose di umile autocritica, si può rimanere un po’ bambini (ed infondo si dovrebbe sempre preservare il fanciullo interiore anche da adulti),  tuttavia l’eccesso stroppia e non è mai consigliabile rimanere ostinatamente piccoli mentre e quando gli anni passano inesorabilmente.

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