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Vittima di una Strage, Partorisce in Coma e poi Muore: 1 Anno Dopo, la Neonata Sopravvissuta Torna a Casa

Mamma partorisce in coma e poi muore: è passato 1 anno dall'evento tragico che ha originato il dramma della vita di Carolina, ma adesso sua figlia torna a casa.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

25 Agosto 2014

carolina sepe strage lauro

Finalmente, dopo un anno di dolore vissuto in bilico tra la vita e la morte, la famiglia di Carolina Sepe assaporerà il primo vero momento di gioia, il ritorno a casa della piccola Maria Liliana.  

Era il 25 agosto del 2013 quando la guardia giurata Domenico Aschettino, dopo una lite avuta con i vicini di casa, impugnò la sua pistola e fece fuoco sulla famiglia Sepe.

Vincenzo Sepe, il capo famiglia 47enne, morì sul colpo mentre furono feriti la nonna Bettina Crisci, deceduta due mesi dopo la strage, il 28 ottobre 2013, la moglie di Sepe, Vincenza Ferraro, e i loro figli Orlando e Carolina.

Quest’ultima, ferita gravemente alla testa, era incinta di 10 settimane.

Trasportata all’ospedale Caldarelli di Napoli, Carolina è stata subito sottoposta ad un intervento di decompressione cranica che, pur consentendole di rimanere in vita, non l’ha risvegliata dal coma.

Per quattro mesi il suo cuore ha continuato a battere nutrendo e cullando la creatura che, nonostante la tragedia, continuava a crescere dentro di lei.

Fino al compimento del miracolo, reso possibile grazie all’operato dei medici del nosocomio napoletano.

La piccola Maria Liliana infatti è venuta alla luce, dopo sole 28 settimane di gestazione, il 19 dicembre del 2013; Carolina si spegnerà dopo 2 settimane, il 3 gennaio 2014.

Oggi, ad un anno dalla strage compiuta da Aschettino, i familiari della giovane mamma potranno finalmente portare la piccola a casa.

A rendere nota la notizia è il quotidiano Il Mattino, sul quale si legge:

“la bimba, dopo essere stata sotto osservazione prima a Napoli e poi al Moscati di Avellino per tutti questi lunghi mesi, solcherà per la prima volta la soglia della sua abitazione di Quindici. Il tempo di sbrigare le ultime pratiche burocratiche per l’assistenza medica e Maria Liliana avrà la dovuta tranquillità, almeno in parte, tra le braccia del papà Giampiero, del fratellino Eliseo, dei nonni e degli zii”.

 

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