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La Bambina con 2 Mamme: Coppia Lesbica Autorizzata all’Adozione, Sentenza Senza Precedenti

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

30 Agosto 2014

2 mamme per una bambina

Il Tribunale dei minori di Roma ha emesso qualche giorno fa una sentenza destinata a fare la storia dell’adozione in Italia.

Il fatto.

Due donne, che per privacy hanno voluto rimanere anonime, convivono a Roma dal 2003 e hanno contratto regolare matrimonio all’estero da molti anni.

Una delle due cinque anni fa si sottopone, sempre all’estero, a procreazione eterologa assistita, e dà alla luce una bambina, che appunto oggi ha cinque anni.

Le due risultano dunque una coppia sposata a tutti gli effetti, e con una figlia, che è biologicamente di una delle due donne.

A questo punto vogliono fare il passo finale e suggellare questa famiglia anche dal punto di vista legale.

La donna non madre della piccola chiede al Tribunale la “stepchild adoption”.

Si tratta dell’adozione del figlio naturale o legittimo del partner, se non esiste un altro genitore che lo ha legalmente riconosciuto.

Le due donne si rivolgono all’’associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori, il cui presidente friulano, l’avvocato Maria Antonia Pili, legale di Pordenone, le segue nell’intentare richiesta di adozione.

Le due donne, mamme della bambina, danno prova in tribunale, in questi lunghi anni, di avere intrapreso un percorso educativo ed assistenziale nei confronti della piccola, proprio come ogni coppia al mondo che abbia dei figli, e che soprattutto è un diritto riconosciuto e tutelato dalla legge italiana.

Il Tribunale accoglie così il ricorso presentato dalla coppia, sulla base dell’ dell’articolo 44 della legge sull’adozione del 4 maggio 1983, n. 184, modificata dalla legge 149 del 2001, che regola le adozioni in casi particolari “nel superiore e preminente interesse del minore a mantenere anche formalmente con l’adulto, in questo caso genitore ‘sociale’, quel rapporto affettivo e di convivenza già positivamente consolidatosi nel tempo”.

L’avvocato Pili ha inoltre spiegato:

“La norma in questione non contiene alcuna discriminazione fra coppie conviventi, siano esse eterosessuali o omosessuali”.

Non un diritto ex novo avrebbe dunque sancito il Tribunale con questo accoglimento, bensì una situazione da tempo strutturata, e principalmente avrebbe applicato la legge, che non fa distinzione di sessi, neanche in tema di adozioni, bensì tutela il superiore e preminente interesse del minore.

Inutile dire la felicità delle due donne all’indomani della sentenza:

“Questo risultato era atteso da anni e che rappresenta una vittoria dei bambini, di tutti quei minori che si trovano nella stessa situazione della nostra bimba. Speriamo che questa sentenza possa aiutarli; suggeriamo alle tante altre coppie omogenitoriali di uscire allo scoperto”.

E’ il primo caso in Italia.

La sentenza ha già scatenato polemiche: Giovanardi parla di sentenza “eversiva”, Giorgia Meloni di sentenza “ideologica”, il sottosegretario alle Riforme Ivan Scalfarotto preannuncia speranza per migliaia di famiglie Arcobaleno.

Senza dubbio è una sentenza che segnerà in qualche modo un passaggio tra il prima e il dopo.

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