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Bambina di 9 Anni Spara al suo Istruttore

Vittima di una bambina di 9 anni e di un sistema

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

04 Settembre 2014

charles vacca

Sapete cosa è un UZI?

Io non lo sapevo, prima di aver letto un articolo di cronaca nera estera.

L’UZI è una mitraglietta, anzi per meglio specificare è una famiglia di armi da fuoco progettate negli anni ’40 dal capitano dell’esercito israeliano Uziel Gal (da cui il nome).

Non avrei dovuto saperlo, e neanche le mamme che ci leggono.

E non avrebbe dovuto saperlo neanche la ragazzina di 9 anni (mi correggo, bambina, a nove anni si è bambini, in tutto il mondo), che invece qualche giorno fa ha sparato contro il suo istruttore in Arizona.

Lake Havasu City, Arizona, al confine col Nevada.

C’è un campeggio con poligono di tiro laggiù, si chiama “Bullets and Burgers” (hamburger e pallottole, ndr), sul sito si legge: “Vasta gamma di armi da fuoco, dal mitra automatico ai fucili da 50 mm. Vere armi usate in film di Hollywood come Terminator e Rambo”.

C’era andato anche il papà della bambina in questione lo scorso weekend, l’aveva accompagnata, perché al di sotto degli 8 anni i bambini, per sparare, devono essere accompagnati dai genitori.

Al “Bullets and Burgers” si insegna questo, perché le armi solo questo possono fare: sparare, uccidere.

Non c’è un’altra scusa, anzi si, è quella che ha detto il papà della bambina: “Le voleva insegnare a difendersi”.

Perché l’America è anche questo: un paese che autorizza l’uso a scopo personale delle armi da fuoco, e autorizza purtroppo, di conseguenza anche a una difesa che in certi casi può avere il sapore della vendetta, o ancor peggio della pazzia.

Si pensi a quante stragi abbiamo ancora in mente: la Sandy Hook, la Columbine, e ancora troppe altre, per mano di un folle che era comodamente entrato in un negozio di armi e aveva comprato un Uzi, una mitraglietta, o chissà quale altra pistola.

Questa volta la vittima si chiama Charles Vacca, un istruttore d’armi da fuoco, veterano della guerra in Iraq, che aveva messo nelle manine di una bambina di nove anni una mitraglietta troppo pesante.

E non le aveva forse spiegato che il rinculo dei colpi la avrebbe destabilizzata.

E non aveva certamente previsto (errore imperdonabile per un veterano della guerra in Iraq, e infatti non ha perdonato) che nelle manine di una bambina un Uzi può sparare in aria, o ancor peggio un proiettile vagante può centrare proprio la persona che quel fucile lo voleva far provare a una bambina, per difendersi, dice il padre.

Charles Vacca è stato colpito proprio da questo proiettile, ed è morto dopo 24 ore, in un ospedale di Las Vegas.

Secondo il Gun Violence Archive  a oggi le vittime di armi da fuoco negli Stati Uniti sono 8.007, pensate che quando Vacca fu ucciso erano 7.874 (fonte la Stampa ).

Aaron Karp, esperto di armi e relatore alla Norfolk University, negli Stati Uniti il numero di armi varia tra i 280 e i 310 milioni ( vedi l’art del New York Times pubblicato qualche tempo fa).

Gli USA contano 314 milioni di abitanti, fate il conto.

Vacca è stato vittima di una bambina di nove anni, ma anche di un sistema.

A quando la prossima?

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