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Africani per un giorno. Guarda il video

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

04 Settembre 2014

metro scherzo italia

L’acqua è il bene più prezioso del nostro pianeta.

E forse quello più scontato, almeno per molti di noi. In occidente non ci rendiamo neanche conto di quanto l’acqua sia preziosa, tanto la abbiamo a portata di mano.

Apri il rubinetto ed è lì, a disposizione di tutti.

Ma ci sono posti nel mondo in cui non è così. Si, va bene, i bambini che muoiono di sete, sembra una cosa così retorica, e soprattutto così lontana dai pensieri degli occidentali.

E allora Amref ha voluto far provare per un giorno a qualcuno di noi cosa significa.

Amref è una Ong internazionale che da 60 anni opera nel continente africano.

Nel 1957 tre chirurghi a Nairobi fondarono questa organizzazione, e da allora Amref non ha mai smesso di aiutare le popolazioni africane con progetti atti a migliorare lo status di milioni di persone.

Nel marzo scorso, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’organizzazione, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Young & Rubicam Group e Atac (azienda di mobilità di Roma), ha realizzato un video, passato poi su social e Youtube, proprio per far capire cosa significa “cercare l’acqua”.

Nei villaggi dell’Africa subsahariana un pozzo di acqua pulita può distare anche 20 chilometri da casa, 20 chilometri da fare a piedi sotto il sole, andata e ritorno…

Recita la descrizione del video, e sono le parole che si leggono anche sul sito dell’Amref.

Lo scorso giugno il sito dell’Amref ha anche pubblicato i numeri di questa iniziativa, che si chiama WALK TO DRINK (leggi qui).

Alla fermata della metropolitana Ottaviano della capitale sono stati manomessi due distributori di bevande.

Uno di questi ha cominciato a distribuire bottigliette vuote, con un avviso: “Per avere la bottiglia piena gira a destra, vai al distributore in fondo e digita il codice 227”.

In pratica si costringevano gli ignari passanti a camminare per avere l’acqua.

Non venti chilometri come fanno le popolazioni africane, ma magari anche 60 metri sono stati sufficienti a scuotere qualche coscienza.

E chissà se qualche altra sarà scossa dal guardare questo video.

Noi ci proviamo, avessimo con questo contribuito a portare un goccio d’acqua in più a un solo bambino in Africa…

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