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Educazione bambino: rimproverare i figli, la pedagogista

di Dott.ssa Rita Moré

04 Luglio 2010

Tutte le mamme e i papà sanno che educare un bambino significa non solo lodarlo e premiarlo ma anche rimproverarlo ed eventualmente punirlo per scoraggiare comportamenti negativi.

Tuttavia non sempre i genitori ottengono i risultati desiderati. Proviamo a spiegare semplicemente quel che accade quando i rimproveri degli adulti, e dei genitori in particolare, sembrano cadere nel vuoto.

Innanzitutto occorre che i genitori pensino al loro piccolo come ad un soggetto che ha la capacità di assorbire molto dall’ambiente esterno, come una vera e propria spugna. Il bambino deve crescere, deve, perciò, conoscere la realtà in cui vive ma anche imparare ad interagire con essa. Ciò significa che ogni qual volta sperimenta qualcosa di nuovo deve fare i conti con la sua emotività.

Un bimbo di tre anni, ad esempio, che riesce ad eseguire un disegno, seppur semplicissimo, magari dopo averci provato più volte, è orgoglioso, si sente gratificato dalla riuscita. La sensazione di piacere che il bimbo prova in una circostanza del genere è di per sé una ricompensa intrinseca e funziona da rinforzo per l’azione e l’apprendimento. Non sempre gli adulti sono pronti a riconoscere questi rinforzi interni, perciò non comprendono che proprio questi possono confliggere e lasciare inascoltati i rimproveri rivolti al bambino. Per capirlo meglio proviamo a fare un esempio. Capita  a molti genitori di dover rimproverare il proprio bambino che ripetutamente si arrampica sul divano del salotto senza per altro curarsi dei danni che può provocare. Inevitabile rimproverarlo o anche punirlo ogni qual volta ci riprova al fine di eliminare questo comportamento inammissibile. Tutto sembra corretto, allora perché il bambino ci riprova nonostante i rimproveri e le punizioni? Provate a pensare quale significato può avere per il vostro bambino questa esperienza. E se il bambino si stesse mettendo alla prova? Possiamo immaginare la sua soddisfazione quando, dopo aver tentato e ritentato, l’arrampicata finalmente gli riesce con grande agilità. E’ proprio questa soddisfazione, questo piacere, rinforzo intrinseco appunto, che il bambino tenta di riprodurre, ecco perché in queste circostanze i rimproveri o addirittura le punizioni restano inascoltati. Cosa fare allora per salvare il salotto? Semplicemente proporre al bambino qualche arrampicata diversa.

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