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Gemelli: un Legame che Parte dalla Pancia della Mamma

“Ci sono due cose nella vita a cui non siamo mai veramente preparati: i gemelli” Josh Billings

di Mamma Laura

18 Settembre 2014

 

Gemelli video

Guardare queste immagini mi riporta un po’ indietro nel tempo, a quando ero una bambina delle elementari ed una mia amichetta era diventata la sorella maggiore di due gemellini. Erano due gocce d’acqua ed io, stupita e al contempo affascinata da questi due esserini così uguali, dalle manine, al naso, alla bocca e agli occhi; mi chiedevo ingenuamente come fosse possibile una cosa del genere.

Nel paese dove vivevo i parti gemellari li contavi sulle prime due dita della mano, una rarità, soprattutto se si pensa alla moltitudine di casi dei giorni nostri.

Le statistiche ISTAT parlano chiaro, negli ultimi anni le nuove tecniche di fecondazione assistita hanno portato ad un aumento di gravidanze gemellari e plurigemellari rispettivamente del 47% e 370%.

In un anno in Italia sono circa 5600 le gravidanze gemellari e ben 280 quelle trigemine.

Il maggior numero di questi parti sono tipo dizigote (generati da due uova separate, fecondate da due spermatozoi, e quindi senza nessuna condivisione dello stesso identico DNA).

Ciò non toglie che il presunto “legame empatico” che si crea tra gemelli omozigoti non avvenga anche per le coppie dizigoti.

Un importante studio, divulgato su PLoS ONE (rivista internazionale pubblicata dalla PLoS, una organizzazione no-profit di scienziati e medici), condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova, Torino e Parma in collaborazione con l’Istituto Burlo di Trieste, ha esaminato “i movimenti fetali di cinque coppie di feti gemelli attraverso l’uso dell’ecografia quadridimensionale”.

La ricerca ha dimostrato che dalla quattordicesima settimana di gestazione vi è una maggiore interazione fra i due feti, tale reciprocità raggiunge il suo culmine durante la diciottesima settimana.

I movimenti tra i fratelli aumentano fra loro, mentre diminuiscono quelli verso se stessi e le pareti dell’utero. 

Ritenendo di conseguenza che una bassa predisposizione alla socializzazione possa dipendere da uno sviluppo cerebrale anomalo.

In pratica, secondo questo studio, la “socialità dell’uomo” non viene acquisita dopo il primo anno di vita, ma è già presente tra i gemelli durante il periodo di gestazione.

Socialità che nelle coppie di gemelli si trasforma in empatia.

Su Gemellopoli.com (sito dedicato interamente al mondo dei gemelli) viene precisato: un mito da sfatare è quello della telepatia. Si può parlare piuttosto di empatia: una condivisione di pensieri e di emozioni. Nei piccoli gemelli si osserva un particolare linguaggio fatto di codici e ammiccamenti, che rinforzano il loro legame”. Condizione che comporta una reciproca influenza fin dai primi giorni di vita.

Osservando il dolcissimo video di questi due gemellini si ha la sensazione della “magia” di quel doppio filo che lega le vite di due bambini fin dalla loro nascita, o meglio dal concepimento. Perché loro si conoscono ancor prima che mamma e papà li vedano. Hanno passato i nove mesi della gravidanza nel caldo ventre della loro mamma, costruendo insieme un micro-mondo fatto di uno dell’altro.

Il bambino che dorme succhiandosi la manina non è affatto disturbato dal vagito del fratellino, che cerca coi sui movimenti un continuo contatto con l’altro, cerca una consolazione nella manina del suo compagno di questo meraviglioso viaggio che si chiama vita. 

E aggiungerei:

Ci sono due cose nella vita a cui non siamo mai veramente preparati: i gemelli

Josh Billings

Buona visione.

 

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