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Vaccino Anti Meningite B: 10 Domande Ricorrenti e 10 Risposte Utili

Meningite - vaccino anti meningite B

Federica Federico

di Federica Federico

05 Ottobre 2014

 

vaccino meningite b

1 – Meningite, che cos’è?

Per definizione la meningite è un’infiammazione acuta o cronica delle meningi (le membrane che rivestono il sistema nervoso centrale, proteggono l’encefalo ed il midollo spinale).

Le malattie cosiddette meningococciche sono quelle affezioni batteriche causate dal meningococco, un batterio particolarmente aggressivo e virulento che può provocare gravi lesioni neurologiche, importanti danni fisici anche permanenti e può condurre persino alla morte. 

2- Quante vittime fa la meningite ogni anno in Italia?

Nel nostro paese si registrano ogni anno 150-200 casi di meningite meningococcica accertata; 

il 10-15% dei pazienti colpiti da meningite muore; 

una percentuale variabile tra l’11 e il 19% dei pazienti affetti da meningite va incontro a complicazioni gravi o gravissime ed altamente invalidanti

(paralisi, convulsioni, ictus, sordità, disturbi neurologici, amputazione di arti o segmenti di arti, sono solo alcune delle conseguenze, tra le più probabili e comuni, della meningite meningococcica).

Per esprimere la complessità e l’importanza delle malattie meningococciche, in una massima esemplificazione, possiamo dire che il meningococco non è un batterio unico e sempre uguale: 

esistono diversi gruppi di meningococchi, 5 sono quelli responsabili di meningiti invasive, importanti, invalidanti e pericolose per la vita umana.

I 5 gruppi responsabili della malattia meningococcica invasiva sono: A, B, C, Y, W135.

In Italia, ove già era consigliata, praticata e sostenuta la prevenzione vaccinale contro il meningococco C, è stata recentemente introdotta anche la vaccinazione anti meningococco B.

3- Perché la vaccinazione anti meningococco B è importante?

Questa “nuova” campagna vaccinale è assai importante perché il sierogruppo B rappresenta ad oggi il principale responsabile della malattia meningococcica in Italia.

Dal 2007 al 2009 il 61% dei casi totali di malattia invasiva da meningococco sono stati attribuiti al sierogruppo B. (fonte del dato statistico www.vaccinarsi.org)

4 – Perché la campagna vaccinale contro il sierogruppo B arriva solo ora?

Questa campagna vaccinale è il risultato di oltre 20anni di ricerca. Rispetto agli altri sierogruppi, il MenB (ovvero il sierogruppoB) presentava, nel percorso di sviluppo di un vaccino, un inconveniente serissimo:

“la capsula esterna del batterio non viene efficacemente riconosciuta dal sistema immunitario come antigene, rendendo particolarmente impegnativo lo sviluppo di un vaccino efficace” (citazione testuale da italiasalute.it).

Il vaccino è stato messo appunto con una tecnica all’avanguardia denominata “reverse vaccinology”.

5 – Ci si può fidare di questo nuovo vaccino?

Il vaccino contro il sierogruppo B può a buona ragione essere definito come un vaccino efficace contro il meningococco B, capace di fornire una risposta difensiva a largo raggio.

6 – La sperimentazione del vaccino ha dimostrato la sua piena efficacia. Ma come sono stati condotti gli studi clinici?

I risultati degli studi clinici del vaccino sono stati presentati per la prima volta nel 2010 alla diciassettesima edizione dell’International Pathogenic Neisseria Conference (IPNC) e sono stati pubblicati ed illustrati su Lancet 

In particolare, lo studio clinico (cosiddetto studio clinico registrativo di Fase III) ha coinvolto 3.630 bambini a partire dai due mesi di età. 

Gli esperti hanno riscontrato un’ottima risposta immunitaria e una buona tollerabilità del vaccino anche in co-somministrazione con altri vaccini pediatrici.

7 – Quali sono i soggetti più esposti alla malattia?

I soggetti più a rischio sono i bambini al di sotto dell’anno di età e i giovani tra i 12 ed i 21 anni.

8 – Come si somministra il vaccino?

Quando devo vaccinare mio figlio e come vanno ripartite le dosi e i richiami?” 

E’ questa una domanda comune tra le mamme.

Nello schema che segue sono chiarite le tempistiche e le scadenze delle dosi vaccinali, la tabella va letta partendo dal parametro fondamentale dell’età del soggetto che si sottopone al vaccino.

Età: tra 2 mesi e 5 mesi – n° 4 dosi di vaccino:

    – 3 dosi per l’immunizzazione primaria, la prima somministrata a 2 mesi, le successive con un intervallo tra le dosi di non meno di 1 mese;

    – 1 dose di richiamo tra i 12 ed i 23 mesi di età.

Bambini non precedentemente vaccinati. Età: tra i 6 mesi e gli 11 mesi – n° 3 dosi di vaccino:

    – 2 dosi per l’immunizzazione primaria, con un intervallo tra le dosi di non meno di 2 mesi

    – 1 dose di richiamo nel secondo anno di vita ( in particolare va precisato che l’intervallo tra ciclo primario e dose di richiamo non deve essere inferiore a 2mesi)

Bambini non precedentemente vaccinati. Età: tra i 12 mesi  ed i 23 mesi n° 3 dosi di vaccino:

– 2 dosi per l’immunizzazione primaria, con un intervallo tra le dosi di non meno di 2 mesi

– 1 dose di richiamo (laddove l’intervallo tra l’immunizzazione primaria e il richiamo deve essere compreso tra i 12 e i 23 mesi)

Bambini non precedentemente vaccinati. Età: tra i 2 ed i 10 anni – n° 2 dosi di vaccino:

     2 dosi per l’immunizzazione primaria,  con un intervallo tra le dosi che deve essere di non meno di 2 mesi

   

Ragazzi non precedentemente vaccinati di età pari o superiore agli 11 anni  e  adulti – n°2 dosi di vaccino:

    – 2 dosi per l’immunizzazione primaria (rispettando un intervallo tra le dosi di non meno di 1 mese).

 

9 – Il vaccino comporta dei rischi?

La vaccinazione contro il meningococco B non comporta rischi maggiori dei comuni rischi da vaccino.

I vaccino sono farmaci e come tali la loro somministrazione comporta sempre dei rischi comuni, prevalentemente legati a reazioni di tipo allergico (eventualmente anche gravi).

Dopo la somministrazione del vaccino alle mamme è raccomandata, infatti, una permanenza di almeno 20\30 minuti all’interno del centro vaccinale. 

Ricordate: una reazione allergica grave si manifesta in genere entro pochi minuti dalla vaccinazione (al massimo entro un’ora).  

La tensione della cute nella zona della puntura, l’ispessimento della pelle, il dolore all’arto, la febbre o febbriciattola sono sintomi comuni che possono manifestarsi anche nelle ore successive alla somministrazione.

E’ consigliabile informare il pediatra se e quando il bimbo, dopo la somministrazione del vaccino, manifesti febbre alta, malesseri insoliti ed importanti o alterazioni serie del comportamento.

10 – La vaccinazione contro il meningococco è obbligatoria?

In Italia la vaccinazione contro il meningococco non è obbligatoria, ma è consigliata.

Non vanno vaccinati solo i soggetti che hanno manifestato una sensibilità grave ai principi attivi del vaccino o ad un eccipiente qualsiasi dello stesso (ipersensibilità o anafilassi).

 

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