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Vaccini Omeopatici per Bambini

Un'alternativa alla vaccinazione tradizionale esiste.

admin

di Redazione VitaDaMamma

05 Febbraio 2015

vaccini omeopatici per bambini

La preoccupazione di come proteggere noi e i nostri figli contro le malattie infettive è una delle tematiche più controverse nella medicina moderna.

Le autorità, per così dire, più ortodosse, credono che vaccinarsi sia la pratica migliore che sia mai stata attuata per tenere sotto controllo le malattie e debellarle ed è senz’altro vero che migliaia di vite sono state salvate grazie alle vaccinazioni.

E’ anche vero che non sono mai stati fatti, fino ad ora, studi a lungo termine sulla sicurezza delle vaccinazioni e, se sono stati fatti, non sono mai stati pubblicati.

Ciò significa che il numero di vite perse e le malattie croniche a lungo termine causate dalle vaccinazioni non sono mai state ben quantificate.

Lo scopo di ciò che scriviamo è fornire al lettore informazioni reali per aiutarlo a prendere una decisione informata sulla salute della propria famiglia. Non verranno date opinioni ma solo informazioni e dati.

Questo tipo di informazioni non è da considerarsi un consiglio medico e potrete voi stessi decidere che tipo di prevenzione attuare ma, almeno, saprete di avere delle scelte.

E’ importante intanto sapere che potete scegliere se vaccinare o meno i vostri figli e non può essere attuata nessun tipo di discriminazione, né precludere l’accesso alla scuola dell’obbligo.

I fatti

Se desiderate ottimizzare la protezione contro alcune specifiche malattie, avete bisogno di una protezione specifica. Benché vivere in modo sano possa prevenire alcune malattie e aiutarvi a guarire più velocemente, sappiamo che, anche le persone più sane, possono contrarre malattie infettive. Ci sono due modi specifici per provvedere all’immunizzazione: la vaccinazione e l’omeoprofilassi (l’immunizzazione omeopatica). Illustreremo le informazioni relative alla sicurezza e all’efficacia di entrambi i metodi.

1 – La sicurezza delle vaccinazioni tradizionali

 A breve termine: sappiamo che la maggior parte delle reazioni a breve termine sono abbastanza lievi: irrequietezza, insonnia, tremori, rash cutanei e così via.

Comunque sappiamo anche che occasionalmente le persone vengono danneggiate gravemente o permanentemente dai vaccini. Molti paesi sviluppati hanno tabelle di indennizzo per risarcimento dei danni derivati da vaccini. Negli Stati Uniti per esempio, più di due miliardi di dollari sono stati pagati a seguito di danni vaccinali e centinaia di milioni di dollari sono stati pagati in altre nazioni come il Giappone e il Regno Unito. Sono dati facilmente verificabili.

Vale anche la pena consultare il sito VAERS (il sito statunitense che fornisce i dati sugli eventi avversi scaturiti dalla pratica dei vaccini) perché può fornirci una chiara panoramica sui danni a breve termine della maggior parte dei vaccini.

A lungo termine: Per raccogliere informazioni rilevanti sui danni a lungo termine dei vaccini è necessario raccogliere dati che abbiano le seguenti caratteristiche:

– esaminare lo stato di salute generale dei soggetti, sia dal punto di vista strettamente fisico che mentale, inclusi diversi aspetti emotivi e culturali;

– comparare in modo completo i soggetti vaccinati completamente con quelli non vaccinati in modo totale (includere i soggetti parzialmente vaccinati comprometterebbe una comparazione imparziale e rigorosa);

– considerare solo i soggetti di una certa età, includere i bambini troppo piccoli non fornirebbe infatti indicazioni attendibili su stati di salute cronica, normalmente vengono presi in considerazione i bambini dai 4 ai 14 anni.

Non si è mai visto nessuno studio pubblicato che abbia tenuto conto di questi tre requisiti, il dottor Isaac Golden, ne ha sempre fatto richiesta a scienziati autorevoli, senza aver mai ottenuto risposta. Se qualcuno potesse fornire questi dati è pronto a rivedere le sue affermazioni.

In conclusione, non c’è nessuna certezza scientifica sull’impatto vaccinale a lungo termine sulla nostra salute.

2. La sicurezza della vaccinazione omeopatica

Le medicine omeopatiche sono preparate attraverso un processo di diluizione e succussione (un brusco scuotimento contro una superficie rigida). Il rimedio non sviluppa il suo potenziale curativo senza questa azione compiuta in ogni fase della diluizione.

Una volta che il rimedio è pronto, attraverso tutte le diluizioni, secondo anche la legge di Avogadro, non è rimasta nessuna molecola della sostanza originale. Dunque c’è pieno accordo sul fatto che il potenziale omeopatico non possa essere tossico.

Per lo stesso motivo, però, gli scienziati tradizionali credono che il rimedio non possa sortire nessun effetto se non contiene molecole della sostanza iniziale.

Il dottor Golden ha esaminato la salute a lungo termine di bambini che hanno usato metodi ufficiali o l’omeoprofilassi per migliorare la propria salute, così come bambini che non hanno adottato nessun metodo in assoluto per prevenire le malattie infettive.

Il gruppo di bambini che avevano praticato l’omeoprofilassi era il più sano, si riscontravano il minor numero di problematiche.

Ciò suggeriva che non solo il metodo non fosse tossico  ma anche sicuro.

3. L’efficacia della vaccinazione tradizionale

I risultati di uno studio australiano redatto dal Consiglio nazionale per la ricerca medica e la salute sono stati pubblicati in un apposito manuale che è considerato un punto di riferimento essenziale e ufficiale per le vaccinazioni in Australia.

Consultando la decima edizione pubblicata nel 2013, possiamo vedere che l’efficacia di tutti i vaccini arriva ad una media che va dal 44% al 99% a seconda del vaccino (dal 71% al 99% considerando quelli che fanno parte del calendario attuale del paese). Si dovrebbe sottolineare anche che sono dati raccolti da test clinici e che nella realtà questi test danno dei risultati normalmente migliori e di maggior efficacia rispetto a quelli che vengono poi riscontrati nella realtà.

4. L’efficacia dei vaccini omeopatici

Sappiamo che l’omeoprofilassi non è tossica ma la domanda cruciale è se “funzioni davvero”.

Non c’è infatti nessun motivo di usare qualcosa, anche se non è tossico, se effettivamente non funziona. Ci sono quattro tipi di dimostrazioni a cui possiamo fare riferimento:

1 – Prove storiche: Il metodo vaccinale è stato usato per la prima volta nel 1796 e i vaccini omeopatici nel 1798.

Ci sono più di 200 anni di dati registrati che dimostrano l’efficacia su scala mondiale. Il fondatore dell’omeopatia, il dottor Dr Samuel Hahnemann, è stato il primo a usare le vaccinazioni omeopatiche in casi di epidemia e, da allora, sono state usate da molti dottori omeopati. Comunque, la maggior parte delle informazioni non sono state raccolte in studi statistici e non possono fornire dati sull’efficacia. Dovremo poi esaminare ulteriori dati.

2 – Studi epidemici:

ci sono stati numerosi studi pubblicati in lingua inglese che descrivono l’efficacia dei vaccini omeopatici in eventi epidemici. La maggior parte ha riscontrato un’efficacia del 90%. Altri studi dal Sud America e dall’India sono stati tradotti e lo studio più completo viene dal Brasile, ed è stato condotto da scienziati e medici tradizionali nel 1998.

L’esperienza brasiliana

Nel 1998 ci fu un’epidemia di meningite meningococcica di tipo B nella regione brasiliana. Molti dottori di quel paese erano anche omeopati. Il vaccino non era disponibile all’epoca in quella zona, così un gruppo di dottori della regione usarono un nosode meningococcico per immunizzare 65.826 bambini.

Altri 23.539 bambini non furono immunizzati. I medici seguirono i due gruppi per 12 mesi. L’efficacia dell’omeoprofilassi fu del 95% dopo sei mesi e del 91% dopo 12 mesi. La relazione completa e rigorosa nei suoi dati statistici fu resa nota in una recensione della rivista Homeopathic ed è disponibile per ulteriori studi e riferimenti: Mroninski C, Adriano E, Mattos G (2001) Meningococcinum: Its protective effect against meningococcal disease. Homoeopathic Links Winter Vol 14(4); (pp. 230-4).

3 – Studi a lungo termine           

La stessa ricerca di Isaac Golden sul programma di vaccini omeopatici e sui risultati a lungo termine esaminano dati dal 1986 al 2004. I risultati della ricerca sono stati pubblicati e sono ora disponibili.

La ricerca comprende due parti:

1 . Un’indagine sulla salute nazionale: questa ricerca prende in esame 781 bambini tra i 5 e i 10 anni.

Attraverso un questionario compilato dai genitori si verifica la competenza immunologica generale (catalogando malattie asmatiche, eczema cronico, infezioni all’orecchio, allergie e problemi comportamentali) in relazione al metodo di prevenzione adottato dal bambino, incluse vaccinazioni, trattamenti omeopatici o di altro tipo, se non si è adottato nessun metodo preventivo o una combinazione di essi.

E’ stata poi calcolata la sicurezza e l’efficacia dei metodi immunizzanti presi in esame.

 2 . Uno studio clinico ventennale: si sono usate le risposte dei genitori i cui bambini hanno usato il programma di vaccini omeopatici quinquennale per la prevenzione delle malattie, dal 1985 al 2004. Sono state raccolte 2342 risposte e ognuna copriva almeno un anno di vita del bambino. L’efficacia e la sicurezza dell’opzione omeopatica è stata pienamente vagliata e i reali commenti dei genitori sono stati riportati.

L’efficacia si è dimostrata del 90,4% in media (sono stati considerati i limiti di affidabilità dal 87,6% al 93,2%)

86,2% per la pertosse, 90% per il morbillo e 91,6% per la parotite.

Lo scopo della ricerca è stato:

1 – Fornire ai genitori dei dati obiettivi su cui basare una decisione spesso molto difficile e travagliata sulla sicurezza e l’efficacia dell’immunizzazione dei propri figli.

2 – Fornire dati su cui i medici possono basare i loro consigli ai genitori

3 – Fornire dati ufficiali agli enti governativi per mostrare che la vaccinazione non è l’unica opzione valida che possa prevenire malattie infettive determinate.

Il professor I. Golden conclude che il miglior sistema possibile dovrebbe implicare la possibilità da parte dei genitori di poter scegliere quale sistema di immunizzazione utilizzare.

I numeri mostrano chiaramente che questo potrebbe aumentare la copertura preventive di un paese nei confronti di determinate malattie perché aumenterebbe l’immunizzazione totale.

Ci sarebbe inoltre una minore incidenza di alcune malattie croniche come l’asma e l’eczema, così come la riduzione di alcuni problemi comportamentali associate alle vaccinazioni.

E’ importante sottolineare che nessuna ricerca di per sé può fornire sufficienti informazioni ma il confronto tra ricerche individuali e di massa fanno sì che i dati finali derivino da studi indipendenti fra loro e siano obiettivi. La ricerca del dottor Golden è stata condotta proprio in questo  modo e per questo ha un’attendibilità del 90%.

4 – Esperienza regionale e nazionale. La maggior parte degli studi sono stati limitati ad un numero di persone ma, dal 2007, abbiamo dati che riguardano l’uso delle vaccinazioni omeopatiche a Cuba. A causa dell’embargo di 50 anni degli Stati Uniti verso Cuba, è stato necessario provvedere in modo diverso alla prevenzione vaccinale.

Dati recenti mostrano che Cuba ha ora un minor tasso di mortalità infantile rispetto agli Stati Uniti, un dato oltremodo importante per una nazione che ha un tasso di ricchezza di un quarto rispetto agli Stati Uniti.

L’esperienza cubana

Nell’ottobre e nel novembre 2007, tre province della regione orientale di Cuba sono state colpite da forti nubifragi che hanno causato una grossa emergenza sanitaria. Il rischio di leptospirosi si era notevolmente innalzato con circa 2 milioni di persone potenzialmente esposte all’infezione veicolata dall’acqua contaminata.

Sono stati preparati dei vaccini omeopatici (leptospira nosode 200 CH). Un team multidisciplinare si è spostato nelle varie regioni per condurre una massiccia somministrazione.

In coordinamento con diverse infrastrutture si è praticato un trattamento preventivo di vaste dimensioni. La prevenzione consisteva nella somministrazione di due dosi (a distanza di 7-9 giorni) del nosode a più di 2,2 milioni di persone (per un totale di 4,5 milioni di dosi). La copertura dell’intervento è salito al 95% del totale della popolazione delle tre province a maggior rischio.

Dopo l’intervento si è evidenziato un grande calo della morbosità nel giro di due settimane e una riduzione allo zero per cento di mortalità dei pazienti ospedalizzati.

Il numero di casi confermati è rimasto a sotto i livelli di guardia e sotto le aspettative.

Un rinforzo di quasi 4.500.000 dosi è stato dato nel 2008 dopo l’uragano Ike ma usando un nosode potenziato a 10-MCH.

L’incidenza della malattia non è variata nelle regioni più colpite ma è aumentata significativamente nelle regioni in cui non era stato usato il programma vaccinale omeopatico.

Di conseguenza, il governo cubano ha indetto una campagna di prevenzione su base omeopatica per vaccinare l’intera nazione contro l’influenza suina tra il 2009 e il 2010 (più di 9,8 milioni di persone).

Ulteriori dati da Cuba verranno raccolti nei prossimi anni a proposito della leptospirosi e altre malattie come la febbre di Dengue per cui non c’è ancora un vaccino disponibile.

La vaccinazione omeopatica inoltre, sembra essere molto più economica e, non essendo tossica, eviterebbe una sperimentazione e possibili danni permanenti ad essa correlati.

L’esperienza indiana

Per molti anni, l’encefalite giapponese è stata una malattia endemica in molte parti dell’India.

Nella provincia di Andhra Pradesh, nel 1999 i casi sono arrivati ad essere 1.036, con 203 decessi, principalmente bambini. Il governo ha deciso di attuare una campagna di immunizzazione omeopatica che coinvolgesse tutti i bambini dai 14 anni in giù, approssimativamente 20 milioni di persone. Un programma di tre anni iniziato nel 1999 e finito nel 2003 che ha raggiunto l’obiettivo di arrivare a zero decessi.

Paragonando questa esperienza con quella di altre regioni vicine in cui non era stata fatta questa immunizzazione, si sono evidenziate le differenze: nelle altre regioni si continuava a morire.

Conclusioni

Adesso, con tutte le informazioni pubblicate si potrà fare una scelta realmente informata paragonando l’efficacia e la sicurezza tra la vaccinazione tradizionale e quella omeopatica.  

Ogni genitore valuterà con informazioni oggettive basate su analisi, ricerche e dati, optando poi per la propria personale scelta in un viaggio importante.

Fonte: Homstudy

 

 

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