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Svezzamento Vegetariano: Informazioni e Consigli Utili

Linee guida generali e suggerimenti.

Gioela Saga

di Gioela Saga

20 Novembre 2014

svezzamento per bimbi vegetariani

Sono sempre di più le persone che si orientano verso una dieta vegetariana o vegana, senza entrare nel merito della scelta, vorremmo dare dei consigli utili per chi desiderasse trasmettere questa scelta anche ai propri figli, in particolare quelli in età da svezzamento.

Intanto sfatiamo un mito che per tradizione si crede inattaccabile.

Secondo il professor Massimo Agosti (pediatra neonatologo, direttore dell’unità operativa Nido, Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Circolo Fondazione Macchi di Varese), troppo spesso pensiamo che la dieta di un bambino, fin dal più precoce svezzamento, dopo i primi tentativi con la frutta, debba essere ricca di proteine, indispensabili ma reperibili solo dagli alimenti.

Il dottor Agosti ci ricorda che l’uomo non è per sua natura carnivoro, non a caso i suoi cuccioli nascono senza denti e dunque anche il suo fabbisogno proteico è più limitato di quanto crediamo per assunto, anche perché il suo sviluppo motorio è lento e limitato nel primo anno di vita. Non è un caso che il latte materno umano è uno di quelli che contiene meno proteine!

E’ sempre possibile, con l’aiuto di un buon pediatra dalle larghe vedute, pianificare uno svezzamento personalizzato che tenga anche conto delle scelte che i genitori ritengono migliori per la salute del proprio bimbo.

Lo svezzamento può dunque non prevedere né carne né pesce ad esempio ma recuperare il fabbisogno proteico da altri alimenti come i legumi (dal settimo mese, decorticati o passati), i formaggi (parmigiano, crescenza o ricotta), uova (tuorlo da 8-9 mesi e poi intero) o altri alimenti meno tradizionali come il tofu o poi il seitan (solo dopo i 3 anni).

Anche il dottor Leonardo Pinelli, uno dei medici pediatri di riferimento in Italia come esperto di nutrizione vegetariana in bambini ed adolescenti, coautore del libro “VegPyramid Junior”, suggerisce, nella sua pubblicazione, alcune indicazioni generali utilissime per questo tipo di approccio e soprattutto per evitare pericolose carenze da proteine.

Innanzitutto il professore sottolinea che la dieta deve essere ben pianificata e seguita dal pediatra, non si può improvvisare.

Gli aspetti positivi di un’alimentazione vegetariana precoce starebbero in un migliore rapporto lunghezza-peso che pone i presupposti ideali per allontanare lo spettro dell’obesità; il bambino vegetariano inoltre si ammalerebbe  meno di frequente grazie ad una diversa flora batterica intestinale e in particolare grazia al batterio bifido che svolge funzioni di filtro sulla parete intestinale e stimola la produzione del 75% degli anticorpi umorali e cellulari da parte dell’intestino. Questo gli assicurerebbe anche un migliore umore e meno disturbi intestinali.

Per le prime due settimane di svezzamento si potrebbe proporre una pappa con brodo vegetale, facendo bollire una patata, una zucchina e una carota in 500 ml di acqua senza sale; si stempera poi un cucchiaio di crema di cereale senza glutine (come riso, mais o tapioca) in circa 180-200 ml di brodo vegetale, un cucchiaino di olio extravergine e 1/2 cucchiaino da tè di olio di semi di lino spremuto, un cucchiaino di semi di sesamo o di mandorle in crema o polverizzati, infine 5 gocce di limone. Le gocce di limone saranno sempre indispensabili per ottimizzare l’assunzione di ferro!

Le verdure bollite si aggiungeranno solo dopo un mesetto, in piccole quantità per non far assumere troppa fibra irritante. I cereali integrali si aggiungeranno solo verso i 18 mesi.

Nel frattempo, nel proseguo dello svezzamento, potremo unire alle pappe 10 g di lenticchie rosse decorticate cotte con un pezzetto di alga Kombu. Ottimi anche i gherigli di noce, 30 g di al giorno anche polverizzati.

Questi sono solo esempi che possono essere poi discussi e proposti al proprio pediatra.

L’allattamento può esser affiancato alle pappe fino al secondo-terzo anno di vita, senza problemi. Eventuali integrazioni di vitamina B12 o vitamina D devono essere concordati con il pediatra che valuterà dosi e frequenza.

I gusti del bambino sono fortemente orientabili soprattutto in questa fase ed è molto probabile che ciò a cui sarà abituato dal primo svezzamento rimarrà come base di tutta la sua alimentazione per tutta la vita, i suoi gusti saranno abituati alle verdure e alla frutta se lo sono fin da queste prime fasi e viceversa.

Sottolineiamo sempre che i consigli dati sono generici e per bambini in salute, per ogni consiglio specifico o problema, il pediatra è sempre il primo punto di riferimento essenziale.

 

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