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Ebola che Rischi Corrono i Nostri Figli? (Video)

L'ebola è un virus molto pericoloso con un tasso di mortalità negli adulti intorno al 90%

Chiara Gasperini

di Chiara Gasperini

27 Ottobre 2014

 

sintesi grafica sintomi ebola

Il 22 ottobre scorso l’ambasciatore dell’Unicef David Beckham, ha fatto un appello per raccogliere fondi per combattere l’ebola, la grave malattia che si sta diffondendo in Africa. In questo video-appello ricorda la sua esperienza diretta con i bambini della Sierra Leone, uno dei paesi africani colpiti duramente da questa epidemia.

Beckham chiede a tutti di fare un gesto concreto nella corsa contro il tempo per arrestare l’espandersi del virus e così poter salvare migliaia di vite umane.

virus ebola

Che cos’è l’ebola? Come si trasmette? C’è pericolo di contagio per i nostri figli?

Vediamo quali sono i punti chiave per capire la malattia, e cerchiamo di capire come si diffonde e quali sono le misure di prevenzione da prendere. L’ebola è un virus molto pericoloso con un tasso di mortalità negli adulti intorno al 90%. Il virus si trasmette all’uomo attraverso animali selvaggi, principalmente pipistrelli e si propaga da persona a persona, attraverso il contatto con la pelle, organi, sangue, secrezioni o altri liquidi corporali.

Che rischi ci sono per i bambini?

Se il bambino non è stato a contatto con una persona infettata da questo virus, il rischio è minimo, quasi nullo. Questo virus non si trasmette per via aerea, per cui ci deve essere un contatto fisico con una persona contagiata. Il rischio della diffusione dell’ebola in Europa è basso, solo i medici che si prendono cura direttamente dei malati d’ebola, corrono il rischio di infettarsi, indipendentemente delle misure di sicurezza prese. Quindi dovete stare tranquille.

Come parlare ai nostri figli dell’ebola?

Probabilmente, il tuo bimbo avrà sentito parlare a scuola di questa malattia così come attraverso la televisione o in casa. Il meglio che si possa fare è parlarne con lui. Bisogna farlo attraverso una spiegazione semplice, riguardo a cos’è la malattia e dove è localizzata. Bisogna rimanere tranquilli mentre se ne parla, il bambino ricorderà l’impressione emotiva che gli si trasmetterà, più che la spiegazione in sé stessa. Se non si sa come iniziare a spiegarglielo, si può chiedergli direttamente se ha sentito parlare dell’argomento e quello che sa. Bisogna tener conto che, a partire dai sette anni, i bambini incominciano a pensare alla morte e a quello che rappresenta. Se si parla con lui, si potranno risolvere i suoi dubbi e smentire tutte le informazioni false che può aver sentito male o che lo hanno preoccupato.

Quali sono i sintomi?

I sintomi dell’ebola sono: comparsa di febbre alta, debolezza intensa, dolore muscolare e mal di gola. Poi compaiono: vomito, diarrea, eruzioni cutanee, disfunzione renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragie interne ed esterne.

Esiste un trattamento o un vaccino?

Alcuni Paesi stanno utilizzando dei medicinali sperimentali, però non c’è nessun trattamento specifico ed efficace, né esistono ancora, vaccini contro l’ebola.

Come prevenire l’ebola?

Secondo la WHO (World Health Organization), la fonte di contagio più comune sono gli allevamenti suini in Africa. Se si nota che gli animali sono stati contagiati, li si dovranno sacrificare seguendo alcune misure di sicurezza particolari. Quando il virus ha già contagiato una persona, si devono evitare il contatto totale con questo soggetto e con i suoi oggetti personali, che possono essere stati in contatto con i suoi fluidi corporali. La cosa fondamentale è cercare di capire realmente in cosa consiste la malattia, rimanere calmi, perché in Europa e di conseguenza anche in Italia, non ci sono casi accertati, né tanto meno focolai del virus. Per cui bisogna prestare ben attenzione a non far dilagare il panico, in quanto il virus è ancora lontano dal poter contagiare il nostro paese.

 

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