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La Scuola della Libertà: Educazione alla Responsabilità, ecco la Scuola dove i Bambini Crescono “Senza Regole”

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

28 Ottobre 2014

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In Inghilterra, da oltre 90 anni, esiste una scuola speciale, un collegio indipendente gestito dalla figlia del fondatore, chiamata SummerHill School.

La scuola nacque per volere del capostipite Alexander Sutherland Neill nel 1921, e fu considerata una sorta di esperimento pedagogico negli anni.

La scuola ospitava, e ospita ancora oggi, bambini e ragazzi dai 4 ai 16 anni, distinti per gruppi omogenei di età e non solo, ed è una sorta di collegio che accoglie i suoi alunni per tutto l’anno scolastico.

All’inizio Neill fondò questa scuola vicino Dresda (Germania), ma insoddisfatto la trasferì prima in Austria (a Sonntagberg) e poi a Lyme Regis, da dove traslocò a Leiston nel Suffolk, dove risiede tutt’ora dal 1927.

Oggi la scuola è gestita da Zoe Readhead, figlia di Neill, che ne ha preso le redini alla morte della madre nel 1985 (fino al 1973 invece lo stesso Neill ne fu gestore, ovvero fino alla sua morte).

La scuola, fin dall’inizio venne guardata con sospetto, e più volte nel corso degli anni i governi che si alternarono in Gran Bretagna tentarono di minarne la solidità, e di chiuderla.

La scuola era, ed è in effetti unica nella sua gestione.

I ragazzi che entravano infatti erano totalmente liberi di fare quello che volevano, a patto che non arrecassero danni ad altri.

Neill era convinto che l’educazione non doveva necessariamente passare dalla costrizione e dalla paura.

Dopo anni passati tra i banchi scolastici Neill si era convinto che non esiste un bambino difficile, ma un bambino lo è perché lo diventa, educato con paure e punizioni.

A Summerhill non esistono classi nel termine che tutti conosciamo: i gruppi vengono scelti in base alle capacità, i bambini gestiscono il proprio tempo in totale autonomia, scegliendo le lezioni da seguire.

Non esiste orario scolastico a Summerhill se non per gli insegnanti.

Alle riunioni il voto di un bambino di 5 anni ha lo stesso valore di quello del preside stesso.

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Il Fondatore della SummerHill School Alexander Sutherland Neill

Le regole vengono stilate dalla comunità, su tutti i fronti.

I problemi e le questioni si risolvono all’interno di riunioni trisettimanali.

I conflitti vengono gestiti da un comitato di difensori e i bambini che infrangono le leggi giudicati da un tribunale che ascolta la discussione degli accusati, dei testimoni e del pubblico. La pena è stabilita dalla comunità.

A Summerhill i ragazzi alloggiano in strutture divise per età, ma anche la sessualità è gestita in totale libertà e assenza di tabù che, sosteneva Neill, sono essi stessi responsabili di devianze e di una vita sessuale non equilibrata.

Neill predicava il motto «Libertà, non Licenza», e seguendo questo pensiero ha educato nel tempo centinaia di ragazzi.

“Summerhill deve essere una scuola che educa prima di istruire” diceva, non esistono standard di apprendimento, ognuno impara al proprio ritmo.

Le lezioni sono facoltative, ognuno può scegliere di seguirle o di fare altro nel proprio tempo.

Lo scorso anno il Guardian pubblicò un’intervista a Zoe Readhead, l’attuale preside, nonché figlia di Neill.

Nell’intervista la Readhead chiarisce che Summerhill nacque come esperimento pedagogico.

La Readhead ricorda nell’intervista come a cavallo del secolo scorso la scuola rischiava la chiusura, grazie all’intervento dell’allora segretario all’educazione del governo, che non vedeva di buon occhio il fatto che i servizi igienici non fossero separati per bambini, bambine e insegnanti.

Oggi definisce questa scuola “democratica”, nell’idea portata avanti dal padre che “il futuro di Summerhill in sé conta poco, l’idea alla base era della massima importanza per l’umanità, perché le nuove generazioni avrebbero dovuto avere la possibilità di crescere in libertà “.

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Purtroppo negli anni la scuola ha più volte rischiato la chiusura, anche per altri motivi, ma la preside non demorde: la retta oscilla tra le 3.000 e i 5.000 sterline, ma non ci sono fondi governativi, tantomeno si possono garantire borse di studio.

D’altronde, dice la Readhead, come fidarsi di un governo che ha già tentato di chiudere la scuola? E poi, se accettasse fondi, dovrebbe anche accettare che i nuovi azionisti avessero voce in capitolo, e lei non è d’accordo.

Molti pensano che la scuola versi in completa anarchia, ma lei nega che sia così.

A Summerhill, dice, esistono tra le 150 e le 230 regole, tutte imposte da un’assemblea generale.

Oggi in effetti, con i bambini che in casa fanno un po’ quello che vogliono, Summerhill ha già un altro impatto.

Ma all’epoca della fondazione Neill fu un vero provocatore.

Voleva far capire ai bambini che gli adulti non erano da temere.

Era nata come scuola per bambini problematici, è stato dopo, intorno al 1930 che i genitori hanno inziato a mandare lì i propri figli per moti libertari e politici.

Sebbene non ci sia selezione all’entrata, oggi la Readhead sostiene che la scelta degli iscritti venga fatta anche in base a qualche principio di moderazione (“Passiamo al setaccio i bambini che sarebbero troppo dirompenti nella comunità, e alcuni vengono anche espulsi” dice al Guardian)

“E ‘una questione di equilibrio. I nostri gruppi sono piccoli. Possiamo prendere un ragazzino 11enne un po’ bulletto, ma non un altro l’anno successivo” continua.

E a chi accusa la scuola di sfornare bambini e ragazzi poco preparati, la preside afferma: gli alunni della Summerhill hanno più o meno la stessa media di voti del resto della nazione.

E’ possibile davvero realizzare la “scuola della Libertà” senza cadere nel paradosso dell’anarchia?

Beh, Alexandre Neill ci è riuscito, e la prova è che questa scuola ha ancora un seguito importante, alcune filiali in altri paesi, e 90 anni di storia alle spalle.

Viene da chiedersi perché allora, proprio lui che era così confidente nell’autonomia dei bambini abbia però mandato la figlia a studiare in una rigida scuola svizzera, dove ci si alzava ogni giorno alle 6.30 e si andava a letto alle 20.30, si facevano docce fredde e lunghissime camminate nei boschi, e  Zoe più volte scrisse al papà di portarla via da quel collegio!

 

Fonte: The Guardian

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