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Allarme Simil-Influenza: A Letto 90 Mila Italiani (Colpisce Soprattutto i Bambini)

Simil-influenza: cos'è e come si riconosce, 90 mila italiani a letto (Attenzione ai bambini)

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

11 Novembre 2014

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Nell’attesa che arrivi l’ondata di influenza, nell’ultima settimana in Italia si sono registrati ben 90 mila casi di simil-influenza.

Oltre al comune raffreddore dunque, e diversamente dall’influenza, esiste una simil-influenza causata da virus parainfluenzali.

I sintomi sono piuttosto simili in tutti e tre i casi: tosse, mal di gola, abbassamento di voce, febbre in taluni casi, e soprattutto il naso che cola.

Come si fa a distinguere l’influenza dalla simil influenza.

Sicuramente non è possibile distinguere la differenza dei virus, se non al microscopio: quelli che provocano influenza appartengono al genere ortomixovirus, mentre il virus influenzale appartiene ai paramixovirus.

La certezza è invece che questi primi sono, sebbene molto simili ai secondi,  molto meno violenti dal punto di vista dell’esacerbazione della malattia.

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Neanche la diagnosi è spesso esatta, essendo così somiglianti i sintomi, e d’altronde anche la cura è praticamente uguale.

Contrariamente ai virus influenzali però, e questo è il motivo della mitezza dei para-influenzali, questi ortomixovirus non variano geneticamente, per cui una volta che un soggetto si immunizza, la sintomatologia sarà limitata ad un banale raffreddore o ad una rinolaringite.

Le parainfluenze riguardano nella maggior parte dei casi soggetti di giovane età (il 30-40% delle infezioni dei bambini sono da addebitarsi a virus parainfluenzali), così come esse sono la causa più comune di laringotracheobronchite acuta (Croup).

Anche gli adulti possono essere colpiti da virus parainfluenzali, soprattutto se risiedono per molto tempo in luoghi chiusi e affollati (asili appunto, ma anche caserme, ospedali, luoghi di lavoro ecc), in quanto il contagio del virus parainfluenzale avviene per inalazione di goccioline infette che si passano dalle mani alla bocca e al naso.

I sintomi, si diceva, sono dunque gli stessi dell’influenza: laringite, tracheite, bronchite, brividi di freddo, fino a quelli più seri (seppur rari) come bronchiolite e polmonite.

In genere la parainfluenza non porta complicanze batteriche, anche se in stati patologici alcune riacutizzazioni possono manifestarsi (asma o bronchiti croniche).

La parainfluenza, seppur abbastanza frequente nella popolazione, non comporta neanche gravi complicanze, e per questo non esistono terapie mirate, se non rimedi come quelli indicati per curare l’influenza e il raffreddore.

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La migliore cura è il riposo, e in caso di febbre si possono somministrare farmaci analgesici o Fans per alleviare i sintomi.

In genere i casi di falsa influenza compaiono in autunno, mentre nei mesi invernali, ci si dovrà preparare all’influenza vera.

A sommarsi ai previsti 3.5-4 milioni che resteranno a letto per l’influenza, questo inverno dunque anche i 6 milioni colpiti dagli oltre 200 virus simil-influenzali, che attaccheranno persone anche vaccinate (e che magari lamenteranno il non funzionamento del vaccino ndr).

I numeri però non devono allarmare, in quanto, rispetto allo scorso inverno i casi di influenza tenderanno a diminuire, grazie anche alla mitezza del virus di quest’anno, e al fatto che sono praticamente gli stessi della stagione 2013-2014 (l’A/H1N1/California, l’A/H3N2/Texas e il B/Massachusetts) .

Ma anche queste previsioni potrebbero essere smentite da variazioni impreviste.

 

Fonte: Corriere Salute

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