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Bambini Prematuri: Neonati Piccolissimi Nati con Parto Pretermine

Neonati prematuri, tutto quello che c'è da sapere

Federica Federico

di Federica Federico

17 Novembre 2014

Nell’immaginario  comune e nelle aspettative di ogni donna che si accinga a divenire mamma, la nascita è un evento gioioso, rappresenta l’inizio dell’avventura della vita e segna il principio dell’esistenza.

Non sempre il “baby day”  (cioè il parto) è però il giorno sperato, sognato ed idealizzato dai genitori.

Ci sono bambini che “sbarcano tra le braccia della mamma” nascendo in modo imprevisto, frettoloso, e repentino, così ad una certa percentuale di “piccolissimi nati” accade di venire al mondo da prematuri interrompendo anzitempo il viaggio nel ventre materno e venendo alla luce prima del previsto e prima del normale termine.

Cosa accade quando le porte della “ mamma-navicella” si aprono prima del termine della gravidanza? Cosa succede quando il neonato è un prematuro?

Bambini Prematuri: Neonati Piccolissimi Nati con Parto Pretermine

La pancia della mamma dovrebbe preparare alla vita il bambino in 40 settimane (i fatidici 9 mesi di dolce attesa);

quando il parto avviene (per qualunque ragione) prima della 37esima settimana di gestazione il bambino si definisce prematuro e, a seconda dei casi, necessita di una differente e particolareggiata assistenza medica.

Gli scriccioli nati prematuri nel mondo sono molti, tenuto conto della popolazione mondiale dei nascituri, si stima che ogni anno vengano alla luce circa 15milioni di bimbi prematuri. 

In Italia nascono pretermine circa il 7% dei bambini ovvero 40mila neonati l’anno.

In termini medici e dal punto di vista della salute, che cosa significa nascere prematuramente?

Posto che sono prematuri tutti quei bambini che nascono prima delle 37 settimane di gestazione, è lampante che  la definizione di bambino prematuro non riesce e non può arrivare a descrivere la singolarità dei casi concreti. 

Ci sono prematuri fragilissimi che nascono a pochissime settimane di gestazione e con un peso “preoccupante”,

all’opposto ci sono anche prematuri che vengono alla luce quasi al termine della gravidanza e con un peso “confortante”; 

ci sono prematuri che reagiscono molto bene alle cure e non subiscono lo shock dell’interruzione della vita intrauterina, 

diversamente ci sono prematuri che vivono in modo traumatico la nascita e faticano a rispondere debitamente alle cure. 

Tutto ciò per dire che ogni prematuro è uno scricciolo a sé, ciascun microbimbo è un micromondo e una grande battaglia da combattere in TIN (Terapia Intensiva Neonatale) al fianco di medici ed infermieri e al “grido” di : <<Care>>, cura non solo farmacologia e materiale ma anche affettiva ed emozionale.

Qual è l’eta media di un prematuro italiano secondo le statistiche più recenti?

Considerata la popolazione italiana di nati prematuri (ovvero circa 40mila bambini l’anno), la maggior parte di questi piccoli guerrieri nasce dopo le 32 settimane di gestazione, mentre il 2% del totale viene al mondo con un’età gestazione precoce o precocissima inferiore alle 32 settimane di gravidanza.

Maggiore è la permanenza nel ventre materno maggiore è lo sviluppo fisico con cui il piccolo scricciolo arriva al mondo, e maggiori sono anche le speranza di superare con successo l’adattamento alla vita extrauterina.

Oltre alle settimane di gestazione (che sono sempre essenziali in termini di sviluppo degli organi interni del bambino e, in alcuni casi, sono determinanti in termini di maturità respiratoria) conta molto anche il peso:

  • i prematuri venuti al mondo con un peso inferiore ai 2,5kg sono considerati “prematuri di basso peso alla nascita”;
  • i microbimbi che nascono con un peso compreso tra 1kg e 1,5kg sono definiti, invece, “prematuri di peso molto basso”;
  • gli scriccioli che al momento del parto non raggiungono 1kg sono valutati dai medici come “prematuri di peso estremamente basso”.

 

Rispetto alle nascite premature il peso, inteso come specchio di una maturità strutturale del corpo, ha una sua rilevanza importante perché è sempre indice di uno sviluppo fisico del bambino che in TIN subirà sul suo corpo una lunga ed impegnativa serie di trattamenti atti a continuare quella preparazione alla vita incominciata nel ventre materno.

Come vivono i prematuri?

Bambini Prematuri: Neonati Piccolissimi Nati con Parto Pretermine

I nati prematuri abitano nelle casette di “cristallo”: il trattamento del prematuro pretende la sosta (più o meno lunga, a seconda dei casi) del bambino nelle incubatrici ove lo stato di salute del piccolo viene monitorato e controllato.

Le casette di cristallo hanno oblò sulle pareti, finestre sul mondo da cui operano ed agiscono i medici ma da cui entrano anche le mani affettuose di mamma e papà.

La medicina ha fatto passi da gigante e, grazie alle innovazioni e alle conquiste della scienza neonatale nell’ultimo decennio, le speranze di felice successo di una nascita prematura sono oggi molte.

Tantissimi piccoli guerrieri, pur nascendo nelle “casette di cristallo”, arrivano a liberarsi felicemente da elettrodi, microfasce per la misurazione della pressione arteriosa, saturimetri per il controllo della saturazione dell’ossigeno e tubicini vari. Molti prematuri ce la fanno e come piccoli guerrieri vincono la loro battaglia per una vita “normale”.

Gli straordinari successi conquistati ogni giorno in TIN sono attribuibili a più fattori chiave che vanno dalle innovazioni tecnologiche al valore del <<care>> come terapia, sino alla promozione dell’allattamento naturale ed alla considerazione di una adeguata terapia del dolore.

Il <<care>> (inteso come parte della terapia medica del nato prematuro) cos’è e a cosa serve?

“Care” tradotto letteralmente significa cura, è un termine inglese mutuato anche dalla medicina italiana e inteso, rispetto al trattamento della patologie neonatali, come la necessità di dare al bambino piccolissimo la massima continuità fisico-affettiva con la mamma, dal cui corpo il bambino si è separato prima del tempo. Recentemente si è valutato con successo anche il coinvolgimento dei papà nel “care”.

– Care vuol dire infilare le mani nella casetta di cristallo ed avvolgere il bambino nel “gesto di contenimento”, ponendo cioè una mano aperta ed avvolgente sul corpo del pupo ed un’altra mano sulla sua testa, un contatto totalizzante, un abbraccio, un approccio pelle a pelle.

– Care vuol dire marsupioterapia, che oramai fanno anche i papà, e che equivale a porre il prematuro sul petto nudo del genitore, un altro esempio di avvolgente abbraccio e contatto fisico atto a stimolare e potenziare lo sviluppo neurologico e psicologico del bambino.

– Care vuol dire parlare al bambino educando se stessi, come genitori, a non trasferire ansie sul piccolo guerriero nessuna ansia o paura. Ed in questo senso care significa dimostrare al bimbo che c’è intorno a lui un mondo di sostegno emotivo ed emozionale.

– Il care è anche di supporto alla terapia del dolore.I trattamenti in TIN possono essere molto dolorosi, minore è il dolore fisico che il bambino avverte (e la percezione del dolore è certamente condizionata dalle modalità della cura che riceve) maggiori possibilità ci sono che la risposta del piccolo agli interventi medici sia positiva.

nati prematuri

In Italia la Sardegna è la regione con più nascite premature ogni anno, mentre le Marche ed il Molise sono le regioni col minor numero di nati prematuri.

Perché si nasce prematuramente?

Oltre all’incidenza di patologie materne o gestazionali, le nascite premature sono condizionate dall’età della mamma; dallo stress (ed in questo senso è sempre auspicabile un adattamento della donna alla naturale dimensione slow della gravidanza, le mamme in dolce attesa dovrebbero essere messe sempre in condizione di assecondare il corpo adattandosi ai ritmi della gestazione); dall’aumento delle gestazioni medicalmente assistite che hanno determinato anche un esponenziale aumento dei parti gemellari o plurigemellari.

 

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