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Parcheggi Rosa per Mamme in Dolce Attesa: Cosa Sono

Diffusi in diversi comuni, rappresentano un segno di civiltà.

Gioela Saga

di Gioela Saga

07 Gennaio 2015

parcheggi dedicati alle future mamme o neomamme

Una volta lasciare il posto a sedere ad una donna incinta era d’obbligo, un piacere e anche un po’ un onore, poter contribuire ad un momento di sollievo in questi frangenti.

Inutile nascondere infatti che, seppure la gravidanza, in termini fisiologici, non rappresenti una patologia, la donna si stanca più facilmente, soprattutto nell’ultimo trimestre e rimanere a lungo in piedi è spesso faticoso.

Concedere un occhio di riguardo alla donna in attesa non deve essere considerato un volerla considerare debole o indifesa per forza ma un gesto di civiltà e correttezza che dovrebbe essere ben accettato e considerato anche dalle frange più femministe, se non altro per rispetto alla vita che si porta in grembo e che ha bisogno di una mamma più serena ed efficiente.

La stessa cosa vale alle file dei supermercati o in altri uffici pubblici, dove per fortuna ci si sta adeguando a sensibilizzare l’utenza a concedere la priorità alle donne in gravidanza, mediante l’ausilio di cartelli in sportelli o casse “dedicate”.

In un certo senso non dovrebbe essercene bisogno visto che sarebbe appunto una normale conseguenza civile e la situazione di fatto ci rende subito consapevoli dello stato della mamma in attesa ma diamo le attenuanti dovute a distrazione, moda comoda e così via…, la donna può così usufruire immediatamente di una visibilità e di una priorità incontestabile.

Piccoli accenni di progresso, piccoli segni che qualcosa sta cambiando.

Anche nei parcheggi sta cambiando qualcosa per dare più attenzione alle donne con il pancione. Lì infatti la donna ha bisogno anche maggiore tutela visto che il suo aspetto fisico non traspare in modo immediato all’esterno.

Dare un segno di preferenza in contesti del genere può aiutare una futura o neomamma a non doversi inerpicare alla ricerca di un parcheggio, magari più lontano o disagevole.

Ancora una volta, non ne abbiano a male le femministe ad ogni costo, perché si configura come un segno di gentilezza dovuta in un paese civilizzato: supportare una situazione potenzialmente più svantaggiosa, per quanto temporanea, con un piccolo diritto di precedenza.

In molte città italiane, finalmente, sono stati istituiti i parcheggi rosa di cortesia, riservati alle donne in gravidanza e quelle con bambini fino all’anno, in alcuni casi fino ai due anni di età. Anche questo aspetto delle neomamme infatti non è assolutamente da sottovalutare, anzi, spesso rappresenta una difficoltà ancora maggiore del pancione: trasportare carrozzina, borsoni, passeggino, seggiolino, magari con un ombrello in mano, non è esercizio da poco…

Avere un posto auto prioritario può significare molto in termini di tempo, gestione degli impegni e serenità,

Soprattutto davanti a luoghi come gli ospedali, gli uffici pubblici, gli studi di ginecologia, scuole e farmacie, è utile riservare magari i posti che offrono maggiore sicurezza, meglio illuminati o in prossimità delle entrate e delle uscite pedonali nei parcheggi coperti e in quelli vicino ai servizi da usare.

In alcuni comuni si è affiancato a questa precedenza anche la gratuità per un’ora, valore aggiunto sempre grandemente apprezzato!

L’iniziativa è partita in comuni più piccoli: Aosta, Cantù, Rovigo, Jesolo, Parma per poi allargarsi a città più grandi: Torino, Roma, Milano, Pesaro, Arezzo, Siena…

Sarebbe bello se queste iniziative si diffondessero a macchia d’olio su tutto il territorio.

Fino ad ora sono solo iniziative di cortesia, ovvero non vincolanti: non sono previsti, nella maggior parte dei casi, “bollini” o certificazioni da esibire per poterne usufruire; d’altro canto, proprio per questo, chi li occupa “abusivamente” non è perseguibile o multabile.

Tutto sta alla correttezza e alla civiltà delle persone e i cartelli che segnalano i parcheggi rosa, che spesso hanno come simbolo una cicogna che porta un bambino, accompagnato da scritte come “diamo la precedenza a chi aspetta”, sono solo un’opera di sensibilizzazione di un’educazione che forse, nel corso degli anni, si è un po’ raffreddata ed è bene sollecitare!

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