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12 Anni, Scappa di Casa e Vive 6 Giorni all’Ikea

Una fuga durata 6 giorni, l'IKEA come rifugio per un ragazzino di 12 anni

admin

di Redazione VitaDaMamma

23 Novembre 2014

 

12 Anni, Scappa di Casa e Vive 6 Giorni all'Ikea

Un giovane studente di 12 anni, solo 2 settimane fa, è scappato di casa:

a scuola aveva ricevuto un rimprovero ed una nota per non aver completato l’esecuzione dei suoi copiati di matematica.

L’evento ha innescato nel ragazzino la peggiore delle reazioni, è fuggito lasciando che la famiglia sprofondasse nel panico.

Fuggire di casa: 

a tutti i ragazzini capita di minacciare una fuga in un momento di rabbia o di pianificarla nei pensieri più irrealizzabili e “pericolosi”; 

tutti i genitori, di contro, temono l’idea della fuga da casa. E la paura cresce quando i bambini un po’ più grandicelli incontrano le prime difficoltà scolastiche o sociali e incominciano ad entrare in opposizione col mondo adulto.

Ai ragazzini vanno mostrate le insidie del mondo che i bimbi devono comprendere, capendo pure che la casa è il nido sicuro;

ma ai figli va anche chiarita la via del dialogo e del confronto affinché capiscano chiaramente che non si fugge dalle responsabilità né dal giudizio del genitore ma si cresce affrontando le sfide della vita e il dialogo con gli adulti.

Peng Yijian,  lo studente fuggitivo, è un dodicenne di Shanghai, in Cina; per scappare dalle sue responsabilità scolastiche e dal peso di un rimprovero, il ragazzino ha fatto perdere le facce dì sé per ben sei giorni.

Una fuga durata 6 giorni, l'IKEA come rifugio per un ragazzino di 12 anni

Peng Yijian ha vissuto l’intera sua fuga tra i supermercati e un negozio dell’IKEA, ha dormito, mangiato e usufruito dei servizi igienici del grande magazzino di arredamento. 

Colpisce in modo particolare un dettaglio sottolineato dalla stampa internazionale

il ragazzino è sopravvissuto usufruendo di campioni gratuiti di prodotti alimentari “astutamente recuperati” nei supermercati che facevano promozioni con assaggi o campioni gratis, e lo ha fatto mentre la madre disperatamente pensava al fatto che il figlio si fosse allontanato solo con pochi centesimi in tasca.

Le autorità hanno cercato il ragazzo nei posti che frequentava abitualmente e nei luoghi che amava, gli stessi genitori avevano indicato l’Ikea come un luogo particolarmente amato dal loro ragazzo.

Così lo studente è stato cercato e fortunatamente notato dalla polizia proprio all’uscita IKEA, lì è stato immediatamente fermato e condotto prontamente in ospedale per verificarne le condizioni fisiche.

Ovviamente il ragazzo era molto debole al punto che già prima del trasporto in ospedale i paramedici hanno provveduto a praticargli una flebo.

I genitori, dopo aver ringraziato le autorità, hanno espresso l’aperta intenzione di instaurare una migliore comunicazione con il figlio in futuro.

 

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