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Bambini Pericolo Ingestione Corpo Estraneo: Cosa Fare, le Indicazioni dei Medici

Cosa fare se pensiamo che nostro figlio abbia inghiottito un oggetto

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

12 Gennaio 2015

corpo estraneo 00

L’ingestione o l’inalazione di un corpo estraneo in età pediatrica è un avvenimento abbastanza frequente.

Interrogando i medici di un qualsiasi pronto soccorso in tutta Italia, ci potremmo accorgere di quanta fantasia hanno i nostri bambini quando decidono di giocare in modo “originale” facendo i fachiri.

Purtroppo però sull’argomento c’è poco da scherzare.

Bottoni, perline, palline, cappucci di penne, batterie, sassi, sono oggetti comuni che possono essere inseriti nelle vie nasali dai bambini in età pediatrica.

Pezzi di cibo, piccoli giocattoli, spille, semi di frutta, monete, sono quelli più gettonati per l’ingestione.

Secondo uno studio effettuato dall’Ospedale Gaslini di Genova, l’inalazione di un corpo estraneo è la sesta causa di morte accidentale nei bambini e la prima causa di morte improvvisa nel neonato e nel lattante.

In genere l’età più a rischio è quella compresa tra i 12 e i 24 mesi, e concorrono a condizionare il quadro clinico del soggetto la natura, il luogo dove l’oggetto si posiziona e il grado di ostruzione che esso provoca.

Se un oggetto inalato si posiziona nella parte alta delle cavità nasali, o entro la laringe, questo può essere espulso anche con un colpo di tosse.

Diverso è il caso se l’oggetto si posiziona nella laringe, nella trachea, o attraversa l’albero bronchiale.

A seconda del posizionamento del corpo estraneo sia i sintomi che gli interventi di rimozione sono diversi.

A volte l’inalazione è asintomatica, e l’individuazione può essere tardiva, altre volte si manifestano tosse, raucedine, dispnea, senso di soffocamento (con presenza del segno di Heimlich – la mano che viene portata alla gola), fino alla perdita di sensi, nel caso di occlusione marcata o completa, nel qual caso è necessaria la narcosi per l’estrazione del corpo estraneo.

Se, a seguito di visita, il medico non riscontra alcuna presenza, può rendersi necessario un esame radioscopico che individua l’eventuale oggetto.

X-ray in hands isolated on white

Dopo di che si passa alla rimozione endoscopica con diverse tecniche: o attraverso strumenti flessibili o con un vero e proprio intervento chirurgico.

L’ingestione di un oggetto coinvolge invece nel 60-80% bambini tra i 6 mesi e i 6 anni d’età.

Anche in caso di ingestione si avvertono differenti sintomi:

  • Disfagia (difficoltà a deglutire)
  • Eccessiva salivazione (scialorrea)
  • Dolore
  • Dispnea (disagio nel respirare)

Nel caso in cui si assista all’ingestione di un oggetto da parte di un bambino, è possibile mettere in pratica una serie di operazioni salvavita, come ad esempio la manovra di heimlich (leggi qui l’articolo).

Se l’oggetto si trova ancora nel tratto faringeo e consente la respirazione,  l’estrazione, da parte di personale esperto, avverrà con pinze adatte all’operazione.

corpo estraneo 03

Se invece il bambino inghiotte il corpo estraneo sarà necessario un intervento differente.

Gli oggetti ingeriti possono essere innocui (come le monetine), vulneranti (bastoncini, spille, fermagli per capelli) o tossici (batterie contenitori di farmaci o droghe).

Se gli oggetti hanno dimensioni inferiori ai 2 cm, essi riescono ad attraversare spontaneamente lo stomaco, fino all’intestino.

Differentemente, se gli oggetti superano tali dimensioni e i bambini coinvolti sono piccoli (1 anno) la progressione può arrestarsi nell’esofago o nel piloro (restringimenti anatomici fisiologici).

Statisticamente l’80% degli oggetti inghiottiti dai bambini fortunatamente passa spontaneamente per le vie intestinali e viene espulso nel giro di una settimana.

Negli altri casi si interviene per via endoscopica e, raramente (nell’1% dei casi), si impone la rimozione chirurgica.

Se il bambino avverte i seguenti sintomi è probabile che abbia ingoiato un oggetto, e che esso sia posizionato a livello dell’esofago:

  •           Dolore al collo
  •           Febbre
  •           Rifiuto del cibo
  •           Salivazione
  •           Costrizione alla gola
  •           Tosse
  •           Vomito
  •           Sangue nella saliva
  •           Dolore durante la deglutizione

La diagnosi medica sarà confermata da esami radiologici (possibile utilizzo di metodo di contrasto), tac o ecografica addominale, endoscopia.

Spetterà al medico, una volta individuato il corpo estraneo stabilire l’urgenza e il tipo di intervento da eseguire per la rimozione.

In genere egli deciderà di non agire solo in casi di individuazione di un oggetto innocuo posizionato al livello dello stomaco, di dimensioni piccole, in pazienti asintomatici.

In caso di ingestione di batterie o magneti l’intervento differisce leggermente.

Le batterie sono potenzialmente lesive per due motivi: il rilascio di corrente e la rottura, con conseguente perdita di metalli e sostanze tossiche.

Anche il tempo di ingestione è determinante: se la batteria infatti raggiunge il duodeno, il pH di quest’organo, essendo neutro, fa si che il rischio tossicità diminuisca notevolmente.

In ogni caso, i dati raccolti dalla National Button Battery Ingestion Hotline and Registry non riporta alcun decesso negli ultimi 7 anni su 2320 casi di ingestione di batterie (dato di qualche anno fa, ma indicativo della pericolosità dell’evento).

Solo nel caso in cui la batteria è passata oltre il piloro le indicazioni non raccomandano alcun intervento di estrazione, in quanto verosimilmente essa verrà espulsa naturalmente entro 72 ore. E’ comunque indicata una radiografia ogni 3-4 giorni per verificare l’eliminazione del corpo estraneo.

Le lesioni dovute al funzionamento elettrico provocano invece vomito con presenza di sangue, epotrebbe essere necessario un esame endoscopico.

E’ importante, nel caso di ingestione di batterie, non somministrare farmaci emetizzanti o inibitori delle secrezioni, in quanto gli effetti potrebbero aggravare la situazione esistente.

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Magneti

I magneti ingeriti dai bambini non sono allarmanti se l’oggetto è singolo.

Nel caso invece il bambino inghiotta più magneti, la forza di attrazione di essi potrebbe schiacciare le pareti intestinali e causare necrosi o perforazioni.

Se i magneti vengono individuati nello stomaco, la pratica medica raccomanda una rimozione per via endoscopica.

Se essi hanno superato il piloro potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico.

L’ingestione di oggetti purtroppo, è un’evenienza non rara in età pediatrica, e le raccomandazioni dei medici sono volte soprattutto alla prevenzione, e in caso di ricovero al pronto soccorso, di un attento esame per evitare rischi di complicanze e interventi invasivi.

 

Fonte: Istituto Giannina GasliniSimeup

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