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Bambino nasce su barcone immigrati diretto a lampedusa

Federica Federico

di Federica Federico

27 Marzo 2011

La vita è un fiore che può sbocciare ovunque. Il benessere, la sempre più estesa cultura della “maternità consapevole”, la vita comune ci inducono normalmente a leggere in una nascita un messaggio di gioia e speranza. Poi, di tanto in tanto, la cronaca ci racconta di esperienze di maternità difficili, “estreme” segnate dal dolore, dalla povertà e dalla disperazione. E, dunque, da donne, da madri ecco che ci interroghiamo sui destini dei piccoli meno fortunati dei nostri, sulle sorti di quelle madri a cui la vita non ha sorriso ed, infondo, ci domandiamo sempre la stesa cosa: <<Quale mondo stiamo consegnando ai nostri figli?>>

La storia che oggi ci induce a queste riflessioni arriva dal mare, quel mare “agitato” che sta portando a Lampedusa imbarcazioni cariche di vite, vite disperate in fuga dalla miseria e dalla paura, vite così provate da rischiare viaggi “della fortuna” in mare aperto su barche insicure, sovraccariche, scoperte e “clandestine”.
Ieri sera su uno dei tanti barconi “della speranza” (come comunemente li sentiamo chiamare) una giovane etiope di 26 anni ha partorito. Yeabsera – che tradotto in italiano significa «Dono di Dio» – è nato lì in mezzo alla disperazione che spinge alla via del mare, sul ponte di un barcone senza alcuna assicurazione, circondato dal buio e da niente altro che acqua. La madre ed il piccolo nato, giunti sulla costa di Lampedusa, sono stati soccorsi da un elicottero della Marina Militare alzatosi in volo dalla nave Etna.

Diversa la storia di un’altra donna incinta che è stata soccorsa su un altro barcone ma ha perso il suo bambino.

Nella serata di ieri una delle imbarcazioni giunte a Lampedusa conduceva ben 53 bambini.

Senza voler giudicare le ragioni dell’immigrazione, laddove chi si abbandona al mare come ultima speranza porta certamente con sé un dolore, e senza voler argomentare le ragioni della politica, è di queste ore l’incerta proposta di un “premio economico per i profughi che decideranno di rientrare in patria”, qui si vuole sottolineare che adesso tante storie di vita incidono, si incrociano e rischiano di scontrarsi nella bellissima Lampedusa e una particolare attenzione meritano su tutti i bambini: quello nato, quello che non ha mai visto la luce, anche se il viaggio della madre probabilmente era solo per lui, quelli sbarcati, piccoli, sicuramente frastornati e spaventati, ma anche i bimbi di Lampedusa e le loro madri.

Le mamme di Lampedusa minacciano di ritirare i figli da scuola per le carenze igieniche. La definizione passata dalla stampa per descrivere questa “rimostranza” delle madri di Lampedusa, è forte, si parla, in televisione, nel web e sulla carta stampata di “protesta”.
Personalmente cerdo che questa decisione delle donne di Lampedusa sia un monito alle autorità, una legittima richiesta di tutela dei bambini, perché i riflettori sono doverosamente e giustamente accesi sugli sbarchi, ma essi avvengono in una piccolissima perla in mezzo al mare.

Ad oggi gli migranti sono in 4000, provate ad immaginare cosa avverrebbe nella vostra regione se giungessero così tanti stranieri; tenete conto che chi arriva ha spesso bisogno di assistenza e le storie di ieri sera lo dimostrano, è senza mezzi di sostentamento ed è disperato.

Adesso considerate anche cos’è geograficamente Lampedusa:
Appartiene ad un gruppo di Isole, le Pelagie, di queste isole Lampedusa è la principale, è provincia di Agrigento ma dista ben 205 km dalla costa siciliana.

Perché a Lampedusa arrivano tanti immigrati?

Gli sbarchi dipendono dalla prossimità con le coste tunisine e libiche, è il primo approdo in mezzo al mare o meglio è la prima Italia in mezzo al mare, la costa tunisina dista soli 113 km da quella di Lampedusa.
L’isola è veramente piccola: è estesa per 10,8 km, larga non più di 3,6 km, alta fino a 133 m.

Non trascuriamo poi che Lampedusa vive di sole due attività principali: pesca e turismo, quest’ ultima esplode d’estate e l’estate è alle porte!

Nel frattempo il sindaco, Bernardino De Rubeis, promette interventi di bonifica, afferma:  «Gli interventi di bonifica interesseranno anche le scuole che dal punto di vista igienico oggi sono più sicure delle strade. Da martedì vedrò se chiudere le scuole o meno».

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