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Omicidio di Loris Stival: i 2 Telefonini di Mamma Veronica e il Grembiulino di Loris, Altri Misteri da Chiarire

Federica Federico

di Federica Federico

13 Dicembre 2014

La mamma di loris tentò il suicidio con una fascetta da elettricista?

Dinnanzi ad un delitto, a maggior ragione dinnanzi ad un delitto efferato come è stato l’omicidio del piccolo Loris, il compito degli inquirenti dev’essere quello di assicurare il colpevole alla giustizia inserendo i sospetti, sin da subito, in un quadro accusatorio preciso e concludente.

Stando alle indiscrezioni giornalistiche, ieri il GIP di Ragusa, che ha convalidato il fermo di Veronica Panarelo, mamma di Loris, nella sua ordinanza di convalida, ha disegnato un quadro nitido dell’azione criminosa:

secondo il giudice per le indagini preliminari Veronica avrebbe “mentito sulle fondamentali circostanze di avere accompagnato il figlio Loris a scuola il 29 novembre scorso” ed a fondamento di siffatta menzogna vi sarebbe null’altro che un tentativo di discolparsi.

L’ANSA rivela alcuni passaggi estremamente significativi dell’ordinanza:

la condotta della madre di Loris viene qualificata come “cinica” e per di più si riconosce alla donna di avere agito con l’ “evidente volontà di volere infliggere alla vittima sofferenze” attraverso “un’azione efferata”.

Il GIP ha motivato la conferma del decreto di fermo in ragione dell’evidente pericolo di fuga nonché dell’estrema gravità del reato; sussisterebbe altresì il pericolo che la Panarello possa commettere gravi delitti della stessa specie di quello per cui si si trova ora in stato di fermo.

Ammesso che le indagini stiano procedendo nel senso giusto, è pensabile che mamma Veronica abbia agito da sola?

L’ipotesi di un possibile complice resta sullo sfondo e gli inquirenti, a quanto pare, ricostruiscono la storia di una tragedia consumata solo da una madre contro suo figlio.

Il padre di Loris ha recentemente sgomberato il campo dalle insinuazioni di infedeltà coniugale ricadute sulla moglie, ha, in merito, dichiarato di non nutrire sospetti sulla fedeltà di Veronica ed ha classificato le “voci sul suo conto” come mere chiacchiere di paese.

Dalle indagini è emerso che Veronica Panarello era entrata nella disponibilità di un secondo apparecchio telefonico.

Gli inquirenti hanno trovato e sequestrato il secondo cellulare della mamma di Loris.

Si tratta in realtà di un apparecchio telefonico intestato ad un’amica di mamma Veronica e entrato nella disponibilità della signora Stival solo a titolo di prestito. In pratica mamma Veronica avrebbe ricevuto in prestito da un amica solo un cellulare, per di più senza scheda Sim e lo avrebbe fattivamente adoperato con una Sim personale.

Mamma Veronica avrebbe restituito il telefono alla legittima proprietaria nel momento in cui l’amica si presentò a casa Stival per portare le sue condoglianze dopo la morte del piccolo Loris.

Resta da capire perché Veronica Panarello ha chiesto ad una sua amica di prestarle un telefono cellulare? Quell’apparecchio può contenere informazioni importanti ai fini dell’indagine?

L’apparecchio telefonico è ora al vaglio degli inquirenti. Ciò che si sa è che certamente conteneva foto e filmati di Loris e del fratellino, per ora solamente a conferma dell’uso personale che ne fece Veronica.

Sono stati resi noti i risultati delle prime perizie su corpicino del piccolo Loris:

appare certo che il bambino non abbia mai subito intime violenze.

Alla luce di questa conferma si può dire che gli indizi, considerati in un primo momento indicativi di un possibile abuso (e cioè l’assenza delle mutandine sotto i pantaloni e il fatto che gli stessi fossero slacciati), sembrano, oggi, chiare conferme di un aperto tentativo di depistaggio.

Sui vestiti, poi, permangono due misteri:
il bambino, al momento del rinvenimento, era completamente vestito, “pulito” ed asciutto.

In merito qualcuno ha sostenuto che è difficile che il bimbo non abbia urinato nel momento dell’aggressione e\o dello strangolamento, avrebbe dovuto farlo siccome è stato ucciso con una dinamica inquietante e violenta che certamente, ad un dato punto, lo avrà reso consapevole dell’intento criminale con cui agiva il suo carnefice;

Loris indossava il grembiulino.

Stando alla ricostruzione operata dalla Procura il piccolo è rientrato a casa e lì è rimasto per più di mezz’ora: è possibile che non si sia svestito? Oppure è stato spogliato e rivestito dal suo carnefice? Se lo avesse spogliato l’assassino per poi rivestirlo di tutto punto allora questo macabro “cambio d’abiti”, compiuto forse per coprire delle tracce del delitto, dove potrebbe essere avvenuto se non in casa?

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