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Neonato, lo sviluppo del cervello dipende da gravidanza e allattamento

Federica Federico

di Federica Federico

30 Marzo 2011

Un bimbo nasce da uno spermatozoo – così detta cellula germinale maschile – e da un uovo femminile che si incontrano: il primo penetra nel secondo e lo feconda. Questi “elementi” biologici, spermatozoo e ovulo, sono minuscole magie della natura e della vita, capaci, con la cura del ventre femminile di generare un bambino.

Per avere un’idea di quanto siano “piccolissimi” gli elementi cellulari capaci di originare l’uomo ci basti pensare alla “grandezza” di uno spermatozoo. Lo spermatozoo possiede un corpo diviso in due parti differenti : la testa che misura circa 5-10 μm di lunghezza, e la coda che raggiunge circa 60 μm. Laddove il simbolo: µm rappresenta il micromètro, ovvero quella unità di misura che corrisponde ad un milionesimo di metro, in pratica un millesimo di millimetro.

Una sostanza a tal punto piccola può, tuttavia, essere tanto potente da produrre una creatura; la “costruzione del bambino” di fatto avviene grazie al corpo della madre nel corso della gestazione. Convenzionalmente la durata della gravidanza è stabilita in 280 giorni pari a 40 settimane. Se un bimbo nasce tra la 38esima e la 42esima settimana di gestazione la gravidanza si considera compiuta, infatti si dice che il parto in tale data sia avvenuto a termine. In pratica, secondo le evidenze mediche, giunti alla 38esima settimana il bambino ha compiuto il suo pieno sviluppo ed il suo piccolo fisico è teoricamente pronto ad affrontare la vita extra uterina.

Una volta nato il piccolo non perde il rapporto fisico con il corpo della madre, attraverso il seno della donna il piccolo viene nutrito, consolato e abituato alla vita. L’OMS –Organizzazione Mondiale della Sanità – raccomanda di nutrire i nascituri al seno preferibilmente in modo esclusivo per i primi 6 mesi e comunque di allattare possibilmente sino al primo anno di vita, avvantaggiando la scelta del così detto allattamento prolungato, ovvero quello che si protrae sino ai 2anni.

È di queste ore la notizia della pubblicazione sul Proceedings of National Academy of Sciences dei risultati di un recentissimo studio condotto presso l’Università di Durham ed avente ad oggetto il rapporto tra la durata della gestazione, l’allattamento e lo sviluppo cerebrale del bambino.

I ricercatori hanno esaminato 128 specie di mammiferi, esseri umani compresi, dalla analisi delle loro gestazioni e delle conseguenti nascite è emerso che la crescita del cervello del nascituro è condizionata dalla durata della gravidanza e dell’allattamento al seno.

I risultati conseguiti dallo studio dell’Università di Durham avvalorano le posizioni medico scientifiche sostenute dall’OMS.
Ed aggiungono alle vecchie convinzioni sui benefici del latte di mamma un nuovo valore: allattare fa bene al cervello, aiuta, potenzia e favorisce la sua crescita. In altre parole se da un lato la lunghezza della gravidanza determina la misura del cervello alla nascita – che sarà più grande quando la gestazione avrà compiuto il suo termine -, da un altro punto di vista la scelta dell’allattamento al seno ed il suo protrarsi favoriscono la crescita e lo sviluppo cerebrale.

Recentemente una diversa ricerca ha sostenuto che l’allattamento al seno renderebbe i bambini più intelligenti.

Inoltre, evidenze scientifiche, sembrano dimostrare che le specie con un cervello più grande, pur sviluppando lentamente funzionalità e competenze cerebrali e quindi giungendo ad una completa  maturazione dell’organo relativamente tardi, hanno una vita media più lunga.

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