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Pesce d’aprile: scherzi che divertono i bambini

DottAnnamaria

di Dott.ssa Annamaria Del Vecchio

01 Aprile 2011

Occhio al primo di aprile!
Avete un po’ di paura oggi di incappare in qualche scherzetto di amici, colleghi, mariti e figli?

Vi aspettate che da un momento all’altro vi raccontino qualche cosa “curiosa”, “assurda o incredibile” e temete di abboccare all’amo senza batter ciglio, attenti se ci cascherete poi vi diranno la fatidica frase: “Pesce d’aprile!”, togliendo a voi la soddisfazione di una miglior risposta del genere: “E’ un pesce d’aprile, no guarda che non ci casco!”

D’altro canto, però, non vediamo l’ora di mettere in pratica lo scherzetto che ci gironzola nella mente!

Ma da dove viene questo pesce di aprile?

Di teorie ce ne sono,  quella più conosciuta racconta che solo a partire dal 1565 la data di inizio dell’anno fu stabilita nel 1° gennaio, mentre, prima di allora, l’ingresso del nuovo anno si festeggiava il 1°
di aprile.  Un po’ perché  la notizia di tale cambiamento circolò molto lentamente, un po’ perchè alcuni simpatici burloni lo vollero, ma sta di fatto che il 1° di aprile si festeggiò e continuò a festeggiarsi come se fosse il primo giorno dell’anno, scambiandosi gli auguri e regali futili, solo per divertirsi un po’. Dunque il nostro “pesce d’aprile” eredita questa antica tradizione di festa e scherzo.

E perché si dice proprio “pesce d’aprile?”

Perché abboccare agli scherzi tipici di questa giornata è come abboccare ad un amo ed inoltre si racconta che alcuni si divertivano a gettare in mare pesci morti o fritti per prendere  in giro i pescatori.

Ma come vivono i bambini lo scherzo? Hanno il senso dell’ironia?

Sono tante le cose che si possono fare in questa giornata con i vostri bambini: potete coinvolgere i piccoli nel gioco di  nascondere le chiavi dell’auto al papà ( ma solo per alcuni minuti perché si sa lo scherzo è bello quando dura poco) o di fare uno scherzo  telefonico al nonno…

Se, diversamente, volete voi fare uno scherzo a vostro figlio piccolo (3\6 anni), tenete conto di due elementi essenziali:

  • gli scherzi rivolti ai bambini devono  essere semplici e di breve durata
  • bisogna evitare di deridere per tutta la giornata il bambino riguardo lo scherzo che
    gli avete fatto

queste accortezze aiuteranno il piccolo a comprendere ed accettare il gioco scherzoso; lo scherzo è veramente ben riuscito se tute le persone coinvolte, quindi grandi e piccoli si sono divertiti.
Ricordatevi che i bambini piccoli non hanno senso dell’humor.
È sicuramente il caso di divertirsi  in questa giornata, ma approfittatene anche per far comprendere al vostro bambino la differenza tra umorismo e presa
in giro  gratuita e offensiva.

Oggi ci si diverte un po’ tutti grandi e piccolini, ma occhio  allora a non scherzare troppo con i bambini piccoli, loro non hanno ben chiara la differenza
tra scherzo simpatico, finalizzato al divertimento di tutte le parti in questione, e la presa in giro. Spesso reagiscono con l’offesa allo scherzo, si risentono proprio perchè vivono l’umorismo degli adulti come una canzonatura rivolta a loro. Il nostro compito, compreso questo “limite” del bambino deve essere quello di divertirli e non mortificarli, rafforzare il senso dello scherzo e dell’ironia senza forzare la consapevolezza dei piccoli in questo senso.


L’ironia del vostro bambino dipende dall’ambiente nel quale cresce e dall’educazione che gli viene data, ma anche da una componente innata. Sotto il primo aspetto, il senso dell’umorismo che un bimbo piccolo può di fatto possedere dipende molto da quanto noi genitori scherziamo e ci mettiamo in discussione agli occhi dei nostri piccoli.
Scherzare e fare giochi con i vostri bambini è  veramente un metodo educativo perché è anche così che il bambino comprende la differenza tra le cose giocose e quelle serie, tenete però sempre presente, care mamme, che il senso dell’umorismo dei bambini è molto diverso dal nostro, quindi meglio non esagerare con gli scherzetti rivolti a loro oggi.

Il senso dell’humor del bambino  si sviluppa completamente verso i 6 anni  quando accetta che si possa sorridere anche di lui.Addirittura un recente studio canadese afferma che i bambini sanno ridere, scherzare e possiedono senso dell’umorismo già intorno ai 4 anni.

Ciò non toglie che è ovvio che  anche ad un anno  il bambino rida e gli piaciia ripetere  azioni divertenti  o vederle ripetere agli altri, semplicemente prima dei 4\6 anni ha difficoltà ad essere “vittima” di uno scherzo perchè ancora non distingue bene la serietà dall’ilarità.

Quindi siate scherzosi oggi cari genitori, ma con moderazione, lasciate che i bambini si prendano gioco di voi, permettetegli qualche marachella, ma non siate troppo seri o esagerare nel sottolineare un vostro scherzo nei suoi confronti.

Buon “Pesce d’aprile”!

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