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Toxoplasmosi in gravidanza: allontanare il gatto non è necessario, rischi e prevenzione

di Dott. Paolo Zarelli

04 Aprile 2011

La toxoplasmosi rappresenta argomento importante e delicato per la sfera riproduttiva della donna, in particolar modo la Toxoplasmosi risulta pericolosa durante la gravidanza.

Perché la Toxoplasmosi può essere pericolosa per la donna incinta?

La Toxoplasmosi è una malattia tecnicamente definita “zoonosica”, quindi trasmissibile all’uomo. infatti, con il termine “zoonosi” si indica qualsiasi malattia infettiva o parassitaria trasmissibile dagli animali all’uomo. Le vie di trasmissione sono molteplici e posso essere dirette  o indirette. La Toxoplasmosi in particolare è una malattia dovuta  alla presenza di un  protozoo e nello specifico il Toxoplasma Gondii.

Il Gatto

Il gatto svolge un ruolo importante nella diffusione del Toxoplasma Gondii, tuttavia, come ribadirò in seguito, non rappresenta la maggiore fonte di rischio di contrarre la malattia per la donna in gravidanza.

Intanto è da sottolineare che non tutti i gatti hanno la Toxoplasmosi, quindi non tutti i gatti sono infetti ovvero hanno il parassita.

Bisogna invece sottolineare, in quanto rappresenta il punto cardine della questione, che il gatto può eliminare gli elementi infettanti (le oocisti) attraverso le feci, e che possono essere ingerite da un altro ospite (piccoli roditori, ovini, uomo),  oppure ingerite nuovamente da un altro gatto. La donna può contrarre la malattia ingerendo le feci contaminate da Toxoplasma oppure manipolando senza guanti la lettiera del gatto.

Noi medici siamo abituati a dire che:

L’uomo contrae la Toxoplasmosi

  • per ingestione delle cisti sporulate
  • per ingestione di cisti tissutali
  • per via transplacentare
  • a seguito di emotrasfusione

E’ di fondamentale importanza accertare che  la donna abbia  gli anticorpi specifici per la Toxoplasmosi.

Cosa succede quando la neomamma, in dolce attesa, accerti, attraverso le analisi del sangue di avere già gli anticorpi?

“Avere gli anticorpi” significa che la donna è già venuta a contatto con tale parassita. Questa circostanza rappresenta quella di minore rischio durante la gravidanza per il feto in quanto la circolazione materno fetale permetterà al feto di ricevere gli anticorpi specifici.

Sono le donne  che risultano sieronegative per la Toxoplasmosi, quelle cioè che non hanno gli anticorpi specifici, a dover comportarsi in maniera più cauta.

Come deve comportarsi la donna sieronegative per la Toxoplasmosi, ovvero quella che non possiede gli anticorpi?

La maggiore fonte di contaminazione per la donna è rappresentata dall’ingestione  e la manipolazione di carne poco cotta e di insaccati freschi o crudi, ma anche la manipolazione di verdure sporche di terreno contaminato da feci di gatti randagi infetti rappresenta un rischio tangibile.  Nonché la manipolazione a mani nude di lettiere e delle feci dei gatti domestici.

Per una donna in gestazione quali sono i rischi che la toxoplasmosi comporta?

Le ripercussioni sul feto in corso di gravidanza dipendono dal momento in cui la donna sieronegativa (che non ha gli anticorpi specifici contro la Toxoplasmosi),  viene a contatto con il Toxoplasma: le infezioni durante le prime settimane di gravidanza sono quelle più pericolose in quanto i feti possono andare incontro ad aborto o a morte fetale, idrocefalia o lesioni cerebrali esitanti in ritardo dell’apprendimento. I feti contagiati invece durante le settimane seguenti possono nascere normali o presentare anomalie compatibili con la vita.

Per la prevenzione della Toxoplasmosi umana i consigli utili, soprattutto per una donna che ha intenzione di affrontare una gravidanza o che si trova ad affrontare una gravidanza, sono i seguenti:

  • Effettuare le dovute analisi per evidenziare o meno la presenza di anticorpi.
  • Non alimentare i gatti con carne poco cotta
  • Utilizzare guanti in lattice (due o tre guanti per mano) per manipolare lettiera del gatto, deiezioni del gatto, alimenti crudi del gatto e lavarsi sempre bene le mani dopo tali manipolazioni con acqua calda.
  • Lavare con acqua calda la lettiera e quanto viene a contatto con il gatto e le sue deiezioni
  • Utilizzare fodere di rivestimento asportabili per lettiere
  • Evitare di maneggiare carne cruda (compresi insaccati freschi o secchi crudi)
  • Evitare di  maneggiare verdure sporche di terreno, lavare le verdure con comuni disinfettanti
  • Utilizzare guanti durante il giardinaggio e lavarsi bene le mani dopo
  • Cucinare bene i prodotti di origine carnea ad una temperatura di almeno 66°C
  • Congelare la carne per almeno 3 giorni prima di cucinarla

Si può concludere quindi che la presenza del gatto in casa deve essere tenuta in considerazione da una donna in gravidanza, che il gatto stesso non rappresenta la maggiore fonte di rischio per la donna in gravidanza e soprattutto la cosa migliore è documentarsi prima di allontanare il proprio gatto.

Vero o falso

  • E’ utile allontanare il gatto durante la gravidanza? FALSO

Il maggiore rischio di contagio si corre ingerendo o manipolando carne cruda.

  • Il gatto può trasmettere il Toxoplasma ai bambini? VERO

Il pericolo maggiore si riscontra per i bambini che giocano con la sabbia nei parchi in quanto la sabbia può contenere le deiezioni di gatti randagi contenenti le oocisti di Toxoplasma. Come abbiamo sottolineato Il rischio è legato alla ingestione delle oocisti, niente di più facile che i bambini mettano  le mani in bocca.

  • La toxoplasmosi incide sullo sviluppo sessuale delle bambine? FALSO

Non è dimostrata nessuna responsabilità del Toxoplasma nello sviluppo sessuale di una adolescente.

  • Un gatto che risulta essere positivo alla Toxoplasmosi rappresenta un pericolo per l’uomo, soprattutto per la donna in gravidanza? VERO

E’ vero, anche se bisogna ricordare che il gatto infetto elimina le oocisti solo per pochi giorni o settimane dopo l’infezione primaria, con rischi quindi limitati nel tempo di ingerire le oocisti eliminate dal gatto.

  • Tutti i gatti eliminano le oocisti di T. Gondii? FALSO

Solo i gatti infetti, in cui si evidenzia con opportune analisi la presenza di T. Gondii, eliminano le oocisti attraverso le feci.

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