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Sophie è Nata di Soli 5 Mesi e Pesava 700gr: un Miracolo della Vita che ha Vinto

100 giorni da piccola guerriera Sophie Vittoria dimostra che la vita può vincere

Federica Federico

di Federica Federico

13 Gennaio 2015

Neonato prematuro incubatrice

Per definizione i bambini prematuri sono quelli che vengono al mondo prima della maturazione completa della gestazione, prima del termine e quindi prima del compiuto e pieno sviluppo nel ventre materno.

La condizione di prematuro è, dunque, uno status fisico caratterizzato da una più o meno grande fragilità. 

Nella sua dimensione e nelle sua sostanza la fragilità del prematuro dipende certamente dallo sviluppo fisico del piccolo neonato ma dipende anche dalle reazioni che il corpo manifesta verso cure e medicine.

Le mamme ed i papà sanno che quella dei bimbi prematuri può essere una difficile condizione che, ovviamente, varia a seconda del tempo e del modo in cui il bimbo viene al mondo anticipando la sua nascita. In termini medici e di aspettative di sopravvivenza il prematuro può, in certi casi, essere addirittura in una condizione critica o comunque difficilissima.

Mentre “di fatto” esiste la possibilità che un bebè nasca prematuro ovvero prima della maturazione fisica completa, “di cuore” non esiste nessun amore tra madre e figlio o padre e figlio che possa definirsi mai prematuro: perciò chi nasce prematuro è un piccolo guerriero che ha innanzitutto bisogno di essere “corazzato dal grande amore dei genitori”, accompagnato nella lotta verso la vita.

Poiché l’amore di mamma e papà non può mai essere piccolo e nemmeno mai può arrendersi, non resta altra via che l’unione, l’affetto e la speranza, l’accoglienza e la proiezione positiva verso il futuro.

Nella vita bisogna crederci! Bisogna credere e sperare  anche dinanzi a questi bimbi leggeri come farfalle, piccoli come sogni ancora quasi inespressi e dolci come una lacrima che non vuole perdersi nel passato ma può e deve esplodere nel futuro.

Neonato prematuro

Vi sono storie di fragilità recuperate con successo, di nascite difficili e sofferte rinascite compiute nel nome dell’amore e della speranza. Queste storie, racconti di “vittorie” umane e mediche, debbono essere lo specchio in cui le mamme possano guardare, scoprire e incontrare la speranza.

Sophie Vittoria Salerno è la protagonista di una grande storia di speranza e amore: è nata il 5 settembre 2014 dopo soli 5 mesi e mezzo di gestazione e col “peso fragile” di 700gr. 

Dopo 100 giorni di vita vissuta in ospedale, trionfando vittoriosa in una lotta ingaggiata per la vita Sophie Vittoria è tornata a casa dimostrando, insieme alla sua famiglia, che amore, speranza e fede possono conquistare il mondo.

Mamma Viviana ha dato alla luce la sua bambina assai prima della data presunta del parto; dalla scoperta della dolce attesa erano passati solo 5 mesi e mezzo. 

Un parto difficile, portato a termine grazie alla pregiata assistenza del Dottor Piero Iacobelli. 

Una nascita non senza rischi che ha liberato Sophie da 4 giri di cordone ombelicale e un vero e proprio nodo, una “stretta” pericolosa nel ventre materno dove, invece, la piccola sarebbe dovuta rimanere, al sicuro, ancora per molto tempo. Alla nascita il peso della bambina era di appena 700gr, divenuti 600 col calo fisiologico.

Il parto è avvenuto a Napoli presso l’ospedale Fatebenefratelli nel cui reparto di Terapia Intensiva Neonatale il piccolo scricciolo è stato seguito eccellentemente dallo staff diretto dal Dottor Gennaro Salvia.

In TIN i medici, come logica pretende, non potevano che richiamare alla prudenza, ma i genitori, come il cuore impone, hanno da subito creduto con fede ed amore che Sophie potesse mettere a segno la sua più piena “Vittoria”.

La bambina ha abitato nella casetta di cristallo, cioè nell’incubatrice, dove è stata sin da subito attaccata ad un respiratore. La respirazione assistita ha supportato Sophie come da protocollo ma la piccola ha mostrato sin dalla nascita una buona autonomia respiratorie, ciò malgrado la serissima condizione di bimba prematura. Il respiro del corpo e quello dell’amore familiare hanno sostenuto Sophie. 

Mamma Viviana ha tirato il suo latte e lo ha sempre fornito ai sanitari per il nutrimento della figlia che oggi si attacca al seno come una qualunque bimba affamata, in una normalità che ha il sapore di un’incantata gioia.

Papà Francesco ha sempre creduto nell’energia di sua figlia, ha cercato conforto nella preghiera e nella condivisione positiva della speranza con amici e familiari.

L’amore dei genitori, della sorella, di tutta la famiglia e degli amici è stato di supporto al lavoro dei medici ed è arrivato a Sophie

perché le casette di cristallo non sono schermi contro cui la vita si ferma ma sono rifugi che vanno riempiti di amore e speranza

… perché i piccoli guerrieri, malgrado la loro fragilità fisica, sanno percepire l’affetto e riescono a trasformare il bene che avvertono in energia , in una personale arma per conquistare la vita.

Nei suoi 100 giorni da piccola guerriera Sophie Vittoria ha superato anche la triste scoperta di una retinopatia in stato avanzato, una patologia pericolosa e conseguente alla nascita estremamente prematura. 

  1. La retinopatia consta nel distacco della retina e può, se non arginata, portare alla cecità.

Per fronteggiare la patologia oculistica la piccola Sophie ha fatto ben “2 viaggi in ambulanza”: dal Fatebenefratelli è stata spostata al Santobono dove ha subito un delicato ma ben riuscito intervento chirurgico. Grazie all’eccellenza medica del nosocomio napoletano specializzato nella cura di piccoli pazienti, la retinopatia della bambina può dirsi superata, malgrado debba rimanere in osservazione per diversi mesi. 

Ad operare Sophie il Dottor Salvatore Capobianco e la Dottoressa Roberta Carelli.

A due settimane di distanza dall’intervento Sophie è rientrata al Fatebenefratelli da dove è stata dimessa esattamente 3 mesi e mezzo dopo la nascita.

Oggi per mamma Viviana e papà Francesco Sophie è l’emblema della felicità, insieme alla sorella maggiore questa piccola combattente chiude, col suo rientro a casa, un quadro familiare incorniciato, oltre che dalla gioia, anche da una grande tenacia.

Sophie, Viviana e Francesco possono essere più di una storia “eccezionale”, loro devono divenire un monito alla speranza.

Una mamma non deve mai arrendersi, un padre non deve mai lasciare il timone della fiducia e nessuna famiglia può sperare nella felicità se cede alla tristezza. L’amore può tutto, questo deve essere il primo convincimento su cui radicare la forza personale e la gioia familiare.

Auguri a Sophie affinché la sua “Vittoria” diventi solo la prima tappa di una vita ricca di successi e complimenti ai genitori che hanno fatto della speranza una forza e dell’amore una tangibile verità, esempio di vita.

Fonte: www.salvatorecapobianco.it

 

Nota per il lettore: le immagini sono meramente illustrative e non immortalano Sophie in persona

 

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