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Come Interpretare i Disegni dei Bambini (Guida Pratica)

I Disegni dei Bambini - ecco come interpretare i particolari, i colori, le dimensioni e le prospettive

Chiara Gasperini

di Chiara Gasperini

30 Gennaio 2015

(guida pratica)

Comunemente i bambini  mostrano agli adulti i loro disegni, a chi non è mai capitato?

Sono sicura che tutti noi abbiamo vissuto questa esperienza: qualche volta abbiamo dato tanta importanza e attenzione a quanto ci è stato mostrato dai piccoli, qualche altra volta, invece, per la fretta o per la distrazione, abbiamo lanciato solo un’occhiata veloce al disegno che con tanto orgoglio il bambino ha voluto sottoporre alla nostra attenzione.

Dobbiamo sapere che il disegno ha un grande valore espressivo, fin dal primo momento in cui il piccolo inizia a “scarabocchiare” su un foglio.

Questo modo d’espressione è molto valido per il soggetto che lo realizza, nel momento in cui il bambino disegna si sente libero di poter esprimere tutto di se e quindi ogni linea, segno, colore usato e ogni altra caratteristica assume un suo vero e proprio significato.

Quando i nostri piccoli ci portano i loro primi disegni quasi sicuramente saranno delle linee o dei segni che non hanno una vera e propria forma, anzi la nostra prima reazione sarà sicuramente quella di chiedergli: “ma che cosa è?” E quasi certamente lui vi dirà questa è la mamma, questo è il papà oppure un albero, un animale e così via, gli esempi sono infiniti.

Non tutti considerano che il disegno rappresenta proprio la massima libertà espressiva del vostro piccolo, e non tutti considerano che i disegni possono contenere dei segnali su come sta il bambino, su cosa prova o su che cosa gli sta accadendo  nella sua vita quotidiana?

Tutto questo si può dedurre a seconda dei colori usati, dalla disposizione sul foglio di quanto è rappresentato, dalle dimensioni e dalle proporzioni dei soggetti e per ultimo, ma non meno importante, dal tipo di tratto usato.

L’analisi dei disegni viene usata da molti anni soprattutto da grafologi e da psicologi, ma anche da maestre di scuola e da persone che si occupano quotidianamente di bambini in età scolare per capire meglio il bambino, il suo stato d’animo e come sta.

L’esame dei disegni viene sempre più spesso considerato come un metodo valido; dai disegni si può intuire lo stato d’animo del bambino e di conseguenza si può agire.

Dal disegno si può intuire se il piccolo sta vivendo una condizione di malessere, si può indagare persino su sospetti abusi sia di carattere psicologico che fisico.

colori

Cosa possono indicare i colori più usati all’interno di un disegno?

Il nero: è sicuramente un colore con significato negativo, che se usato per nascondere un particolare del disegno assume ancora più importanza, indica un voler far sparire qualcosa, e può evidenziare un disagio interiore.

Il marrone, al contrario di ciò che istintivamente possiamo pensare, indica una situazione di gioia, il bambino che ne fa uso sta, probabilmente, vivendo o un momento o delle esperienze felici. Ma se invece prevale troppo nel disegno può essere sinonimo di “pressione” ovvero può indicare che l’adulto sta chiedendo troppo al suo cucciolo.

Il blu indica una ricerca di serenità interiore e indica il desiderio di trovare una situazione rassicurante e affettuosa, se prevale è segno di un forte autocontrollo.

Il verde è sinonimo di crescita interiore, di maturità e di affermazione di se stesso. Può anche indicare un legame alle usanze familiari ma se usato troppo può indicare pigrizia.

Il giallo indica che il bambino è felice delle esperienza che sta vivendo, ma se è usato  in prevalenza nel disegno potrebbe indicare un rapporto difficile con uno dei propri genitori.

Il rosso significa energia, passione, voglia di fare e di vivere intensamente. Il bambino che ne fa uso di solito è impulsivo e anche molto estroverso, ma una prevalenza di questo colore può indicare aggressività.

Bambina che disegna

Come si può interpretare la disposizione dei soggetti sul foglio?

Per quello che concerne la disposizione dei soggetti sul foglio bisogna prestare attenzione a differenti caratteristiche:

  • se viene usato tutto lo spazio a disposizione, questo è indice di sicurezza, intelligenza e di entusiasmo
  • se il bambino utilizza lo spazio alto del foglio è segno di timidezza, sensibilità, ottimismo, ma poco senso pratico.
  • se il piccolo disegna nella parte bassa della superficie è probabilmente un soggetto dotato di praticità, istintività e una tendenza al pessimismo.
  • se il bambino disegna al centro del foglio vuole probabilmente comunicarci il suo bisogno di attenzioni e di gratificazioni.
  • se il disegno è situato a sinistra indica insicurezza, attaccamento alla mamma e al passato.
  • infine se il soggetto è collocato nella parte destra del foglio può indicare un bambino socievole, estroverso e attaccato al suo papà.

Per poter parlare delle proporzioni e delle dimensioni dobbiamo far riferimento al disegno infantile di una figura umana.

Con questa figura di solito il piccolo tende a rappresentare se stesso, per cui se il disegno ha linee ben definite, è ben colorato ed è armonico quasi sicuramente il soggetto vive un buon rapporto con se stesso e con chi lo circonda.

Ma bisogna fare una precisazione riguardo alla rappresentazione della figura umana: tutto dipende dall’età del bambino.

Di solito a 3 anni la figura umana si limita ad essere rappresentata come un tondo a cui vengono aggiunte delle linee che raffigurano le braccia e le gambe. Solo successivamente si aggiungeranno particolari e i primi ad apparire saranno gli occhi e la bocca poi gradualmente tutti gli altri particolari. E’ comune che solo dopo i 7 anni la figura arriverà ad essere più o meno realistica e la figura umana può anche essere raffigurata di profilo o in movimento.

Per quanto riguarda invece le dimensioni e le proporzioni del disegno possiamo dire che se il disegno risulterà molto piccolo potrebbe indicare poca auto-stima, insomma potrebbe essere il risultato dell’atteggiamento psicologico di un bambino che non vuole apparire;  al contrario  se il soggetto è più grande potrà provenire dalla matita di un bambino che ha molta fiducia in se stesso e buona sicurezza.

Se si riscontra che c’è una parte nascosta nel disegno potrebbe rappresentare il desiderio del bambino di nascondere qualcosa che gli procura ansia.

Cosa possono indicare i dettagli di un disegno?

Riguardo alle proporzioni possiamo dire che ad esempio una testa sproporzionata può stare ad indicare una necessita di rapporti interpersonali, una testa troppo piccola potrebbe essere il segno di esperienze difficili vissute dal bambino. Altro esempio può essere quello di una bocca troppo rossa che potrebbe indicare aggressività mentre una bocca sottile potrebbe significare insoddisfazione, se invece la bocca è totalmente assente potrebbe rappresentare una carenza affettiva. Le orecchie di solito indicano curiosità verso il mondo, ma le orecchie troppo grandi potrebbero indicare poca autostima.

Per quanto riguarda le braccia se sono lunghe è probabile che il piccolo abbia necessità di comunicare e anche la voglia di abbracciare, mentre le mani hanno un duplice significato che può essere ambivalente: possono essere usate sia per accarezzare che per picchiare.

Cosa può indicare il tratto del disegno?

Ora passiamo ad un altro aspetto dei disegni: il tratto inteso come linee e la pressione che viene data durante l’esecuzione del disegno.

Il tratto normalmente indica la personalità, se sottile e indeciso di solito è eseguito da bambini insicuri, timidi o impauriti da qualcosa.

Se è scorrevole e fluido il bambino potrebbe essere affettuoso e socievole, un tratto deciso si riscontra di solito in bambini che hanno forza di volontà, se invece è troppo forte e marcato può indicare molta grinta, orgoglio, ma anche risentimento e impulsività. Per quanto concerne i tratti arrotondati e quelli spigolosi di solito i primi sono indice di tranquillità mentre i secondi evidenziano stress e aggressività.

Ora vi starete chiedendo: e se trovo segni, colori, dimensioni o prospettive preoccupanti che cosa devo fare?

La risposta è semplice, dovete armarvi della maggior pazienza e gentilezza possibile e provare a vedere se vostro figlio è disposto a parlarne.

Un esempio semplice è quello che nel momento in cui vi mostra il disegno: è importante che vi fermiate ad osservarlo, se notate qualcosa che non vi convince proviate a chiedergli gentilmente:” ma che cos’è questo? Cosa rappresenta?”, dopo di che restate in ascolto del bambino, aspettate e vedete che cosa succede, potrebbe essere che il bambino sia disposto a verbalizzare ciò che ha disegnato.

Se i disegni del bambino destano dubbi seri, e se il bambino non verbalizza i sentimenti espressi sul foglio chiudendosi in se stesso, sicuramente è meglio affidarsi a degli esperti in questo campo, perché loro hanno più dimestichezza e conoscenze in questo ambito e saranno forse in grado di far parlare il vostro bimbo senza creargli ulteriori ansie o portarlo a chiudersi ulteriormente.

Sappiate che ci sono bambini che arrivano al punto di disegnare esattamente ciò che vivono e che non gli piace, addirittura disegnando infiniti particolari e che una volta messi nelle mani di specialisti hanno tranquillamente verbalizzato quanto gli sta succedendo.

esempio di disegno esplicito

Ma la cosa fondamentale è non farsi prendere dal panico ad ogni piccolo segno o colore che ci mette in allarme, ma piuttosto, cercando di rimanere il più calmi possibili, osservare differenti disegni e produzioni grafiche e fare anche più tentativi per trovare un dialogo con il nostro cucciolo.

Non è così facile interpretare il messaggio contenuto in ogni disegno, infatti gli psicologi specializzati in questo campo fanno ricorso ad una specifica chiave di lettura e di simboli ben precisi, affiancando ovviamente una ricerca di dialogo e di apertura verbale del piccolo.

Ci sono casi in cui si sono riscontrati reali abusi sui più piccoli, nelle maniere e modi più spregevoli che si possano pensare e come detto prima è capitato che i bambini stessi disegnassero e dicessero la realtà per quella che è.

Se penso a loro, come se fossero figli miei, oltre alla sofferenza che si prova, ne sarei orgogliosa, sono dei bambini non coraggiosi, ma molto di più forse non esiste neppure la parola esatta per descrivere quanto lo siano!

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