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Figlio Nato Down: la Mamma Chiede il Divorzio, il Papà Dice “Lui è Perfetto”

Bambino Down, Leo, e tutti bambini come lui, meritano di essere accettati ed amati.

Federica Federico

di Federica Federico

06 Febbraio 2015

bambino e papà

Il bambino immortalato nella foto che fa da copertina a questo scritto si chiama Leo e l’uomo che lo lascia dolcemente dormire sulla sua spalla è il papà Samuel Forrest.

Leo e Samuel sono soli, la moglie di Samuel 7 giorni dopo aver partorito Leo ha chiesto il divorzio.

In sala parto, mentre il marito teneva tra le braccia il figlio appena nato, la mamma ha lanciato un ultimatum tanto pesante quanto vero:

dinnanzi al padre della sua creatura, appena data alla luce, la mamma ha sostenuto che non ci sarebbe stato posto nella sua vita per Leo, per cui se il neo papà Samuel avesse scelto di accogliere il figlio lei se ne sarebbe andata. 

Samuel ha abbracciato Leo e così, veramente, la mamma li ha abbandonati. Perché?

La mamma di Leo ha rifiutato suo figlio perché è nato con la sindrome di Down.

Samuel, come un padre qualunque, con l’emozione comune di chi ha appena avuto un figlio, racconta della nascita di Leo: 

ricorda di aver sentito un bambino che piangeva e, nell’attesa fuori dalla stanza di ospedale, mentre sua moglie partoriva, sentiva che la sua stava cambiando per sempre. 

Certamente non era, però, pronto allo stravolgimento di un abbandono, alla fine di un matrimonio e non era minimamente preparato alla eventualità di doversi prendere cura da solo del suo bambino molto speciale.

Quando i medici uscirono dalla stanza per informare Samuel della nascita il neo papà capì immediatamente che qualche cosa non era andato come doveva.

Il suo bambino era “nascosto” in una copertina e i medici non permisero al padre di vederlo subito, prima di consentirgli di abbracciare Leo i dottori dovettero comunicare a Samuel una difficile scoperta dal peso di una sentenza: il neonato era evidentemente affetto dalla sindrome di Down.

bambino down

In un’intervista pubblicata sul portale web ABC News, Samuel non ha nascosto la sua fragilità di uomo e ha confessato che non è stato facile accettare questa scoperta: “Ho avuto alcuni momenti di shock”, ha detto.

Tuttavia non appena i sanitari hanno concesso a Samuel di vedere Leo nel cuore del papà è accaduto qualche cosa di magico che si coniuga solo con il verbo amare: ”Ho guardato questo bambino e mi sono detto: lui è bello, lui è perfetto e posso assolutamente crescerlo”.

Ma il vero dramma per Leo e Samuel non si era ancora consumato: col figlio tra le braccia il papà entrò nella stanza d’ospedale dove i sanitari si stavano occupando di sua moglie. Anche alla donna non era stato concesso di vedere Leo. La mamma, però, al contrario del papà, non ha accettato la patologia del figlio e con sentita convinzione si è dichiarata indisponibile a prendersene cura.

Sin da subito la moglie di Samuel ha minacciato il divorzio, solo 7 giorni dopo la nascita di Leo, poi, lo ha effettivamente chiesto.

Mentre la mamma ha rifiutato di elaborare il dolore della scoperta scioccante ed inaspettata, il papà sta cercando di riorganizzare la propria vita intorno al figlio.

Samuel e Leo vivono in Nuova Zelanda dove già stanno ricevendo il sostegno dei parenti e degli amici più cari.

Contemporaneamente Samuel, che è un libero professionista freelance, ha aperto una pagina web intitolata “Portare Leo a casa”, il suo scopo è diffondere la storia di Leo e raccogliere abbastanza fondi per sostenerne la crescita e le cure sino all’anno di vita in modo da poter rinunciare al lavoro quasi completamente e dedicarsi a Leo come un “mammo” a tempo pieno.

Samuel e Leo

L’assenza della mamma pesa nella gestione del bambino che ha bisogno di essere particolarmente curato e stimolato.

Samuel si sta prodigando, attraverso i social e i gruppi di sensibilizzazione alla disabilità, affinché la storia di Leo venga diffusa e conosciuta:

lo scopo di questo papà “abbandonato” dalla moglie è dimostrare che nei diversamente abili alberga un amore normale, un’affettività che non merita discriminazione e una felicità e voglia di vivere che non aspettano altro che l’occasione giusta per esprimersi. Insomma Leo, e tutti bambini come lui, meritano di essere accettati ed amati.

 ATTENZIONE aggiornamento a Lunedì 9 Febbraio 2015

– la mamma di Leo attraverso Facebook ha smentito di avere abbandonato il suo bambino, clicca qui per leggere le parole toccanti e cariche di dolore della donna:

La Mamma del Bambino Nato Down “Urla” il suo Dolore su Facebook 

 

 

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