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Bambini che Nascono con 3 Genitori: Tutte le Conseguenze

Una nuova tecnica per sconfiggere alcune malattie genetiche.

Gioela Saga

di Gioela Saga

10 Febbraio 2015

donazione mitocondriale

Ci sono eventi che accadono e travolgono le vite innocenti dei bambini e spesso ci sono soluzioni che impegnano in una scelta etica apparentemente difficile ma possono evitare morti drammatiche.

Per un genitore spesso la scelta è ovvia:

qualsiasi cosa si possa fare pur di salvare la vita del proprio figlio.

Eppure i dibattiti sono sempre accesi e le luci dei riflettori sono puntati sulla notizia di una recente approvazione da parte del Parlamento inglese del cosiddetto “terzo-genitore”.

Prima vi invito a leggere una storia tra le tante che ha messo in discussione una pratica innovativa importante.

Una piccolo bambina, Lily Merritt, si trovava nel suo passeggino mentre a sole sette settimane la sua mamma Liz stava facendo la spesa nell’autunno 2006.

terzo genitore

Lily Merritt con i suoi genitori

La mamma si avvicina alla sua piccola e immediatamente si accorge che faceva fatica a respirare. Viene trasportata in ambulanza al più vicino ospedale. Dopo un’ulteriore crisi e un ricovero presso la struttura dove era nata qualche settimana prima, le sue condizioni si aggravano, i livelli di ossigeno nel sangue precipitano e le radiografie mostrano un cuore ingrossato.

La piccola Lily viene portata da un ospedale all’altro mentre subisce un arresto cardiaco e viene ricoverata in terapia intensiva. Si scopre che la bimba soffre di una grave alterazione mitocondriale.

I mitocondri possono essere definiti come le “centrali energetiche” dell’organismo, si trovano nelle nostre cellule, trasformano il cibo in energia intervenendo in numerosi processi metabolici e sono dotati di un Dna proprio.

Lily è sopravvissuta fino all’ottavo mese della sua breve vita, al contrario delle prime ancor peggiori aspettative, quando il suo cuore, dilatato e aperto come un fiore ha smesso per sempre di funzionare.

Ebbene, oggi, la vita di Lily e di  molti altri bambini, potrebbe presumibilmente essere salva grazie ad una nuova metodica da tempo sotto sperimentazione.

In modo non del tutto corretto viene chiamata “tecnica del terzo genitore” ma questa definizione rischia di snaturarne in parte il significato e di creare pregiudizi.  

Partendo dalla considerazione che le malattie genetiche del mitocondrio vengono spesso trasmesse di madre in figlio, attraverso una donazione mitocondriale, si potrebbe contribuire a salvare la vita di tanti bambini con una fecondazione in vitro che provveda alla sostituzione del Dna mitocondriale difettoso della madre naturale con il Dna di una donatrice sana.

Il bambino nato avrebbe così il 99,9% del Dna del padre e della madre naturali e meno dello 0,001% di Dna della donatrice.

Questa sostituzione non avrebbe nessun effetto sul colore dei capelli, l’aspetto fisico o altre connotazioni e non influirebbe neppure sugli aspetti cognitivi ma sarebbe estremamente mirata solo all’eziologia  mitocondriale.

Questo permetterebbe a tante donne come Liz di avere figli sani e azzerare i rischi di malattia che si possono sviluppare sia in epoca precoce che anche in età adulta. Si calcola che circa 2500 donne in Gran Bretagna potrebbero trasmettere anomalie mitocondriali importanti ai loro figli con la conseguenza di malattie soprattutto di tipo nervoso e muscolare, come la distrofia.

Il professor Robert Winston, pioniere della fecondazione in vitro, ha seguito tutta la sperimentazione clinica, e dichiara che, in fondo, questa procedura non è molto diversa da una trasfusione di sangue con la sola differenza che è una donazione che si trasmette anche alle generazioni future permettendogli di non subire le malattie relative.

Le critiche e le opposizioni sono sorte soprattutto in campo etico e religioso e riguardano anche l’attendibilità della sperimentazione clinica che, secondo più voci, dovrebbe essere più prolungata per una tecnica così avanzata, al fine di monitorare i risultati anche a lungo termine e scongiurare ogni tipo di problemi di altro tipo tra cui malformazioni future e rischio tumorale più elevato.

Secondo alcuni sondaggi anche l’opinione pubblica inglese sarebbe scettica mentre in data 3 febbraio scorso il Parlamento inglese ha dato esito favorevole a far partire la sperimentazione effettiva. I primi bimbi nati con donazione mitocondriale potrebbero vedere la luce già nel 2016.

Fonte: Telegraph

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