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Togliere il pannolino, consigli pratici

DottAnnamaria

di Dott.ssa Annamaria Del Vecchio

11 Aprile 2011

Togliere il pannolino, passare dal pannolino al vasino, spannolinare il bambino sono tutti sinonimi di “crescere”, perchè imparando a fare la cacca e la pipì nel posto giusto il bambino conquista una importante autonomia e mette a segno una fondamentale tappa della crescita!

 

<< Caro pannolino …. A noi due!>>
Ecco iniziata la sfida: mamma contro pannolino.
Il confronto è arduo e difficile, da una parte abbiamo la mamma armata di affetto e pazienza, misti ad un po’ di stress pre, durante e post spannolinamento, dall’altra parte troviamo, invece, il pannetto che non ne vuole sapere di dire addio al nostro bambino, che lo fa sentire tranquillo, libero di rilassarsi e fare tutti i suoi cari, anzi carissimi, bisogni lì dentro, senza problemi, senza impegno e  senza incorrere nel pericolo di bagnare i vestiti!

Ma il momento di togliere il pannolino ed insegnare al bambino a fare pipì e pupù nel vasino è arrivato!
Ecco il fischio d’inizio della “competizione mamma contro pannolino”.

La preoccupazione vi assale e la sudorazione aumenta pensando alle varie esperienze raccontate dalle amiche?

Step numero 1. – razionalizzare lo spannolinamento e valutarlo per ciò che realmente rappresenta:  dovrete convincervi che non  è un passaggio naturale e veloce, richiede impegno e tenacia perchè si tratta di insegnare una regola al bambino, il piccolo, infatti, deve comprendere che per “crescere” è necessario “imitare” gli adulti e sedersi sul wc per espletare i bisogni fisiologici. In questo senso togliere il pannolino è una adesione agli indirizzi del mondo adulto. Inoltre questa regola di comportamento pretende una competenza fisica, ovvero il controllo e la gestione dello stimolo a fare cacca o pipì, il così detto controllo degli sfinteri.

Togliere il pannolino rappresenta un importante progresso per il bambino e, come tutte le fasi di crescita, amiche, deve essere accompagnato dal vostro buon senso … che cammina sempre a braccetto con l’amica pazienza!

Tendenzialmente verso i 18 mesi  sarebbe opportuno insegnare al bambino l’educazione alla pulizia personale, iniziando con l’abituarlo a lavare i dentini la sera in maniera autonoma, come anche a lavarsi le mani prima di ogni pasto. È bene che il bambino impari a gestire questi rituali autonomamente il prima possibile, tale indipendenza stimolerà il bimbo alla libera gestione di se stesso e del suo corpo e concorrerà ad una migliore riuscita dello spannolinamento nel più breve tempo possibile. Step numero 2.educare il bambino all’igiene ed alla cura personale come gesti di autonomia, affinchè acquisisca in quest’ottica anche lo spannolinamento, accettandolo come un ulteriore momento di indipendenza, pulizia e crescita personale

Cerchiamo però di procedere per gradi per capire meglio la situazione provando a dare delle risposte pratiche.

Uscite insieme al bambino e fategli scegliere il vasino che più gli piace, preparatelo all’acquisto del vaso come ad un gioco divertente, spiegategli che sta diventando grande ed ha bisogno del suo “amico della pipì e della cacca”. Di vasini oggi sul mercato ce ne sono tantissimi, colorati, semplici o a forma di animale, alcuni musicali e con suonerie diversificate, altri persino dotati della simulazione dello scarico e del rotolo della carta igienica, proprio come i grandi. Si, perché il bambino  svilupperà la curiosità di farla nel vasino anche per il desiderio di imitare i grandi. Affinchè l’addio al pannolino sia il più semplice possibile notate soprattutto  quando scatta nel bambino la tendenza ad imitare i grandi, l’emulazione aiuta moltissimo nell’approccio al vasino. Step numero 3. Acquistate il vasino coinvolgendo il bambino come in un gioco finalizzato, però, ad inculcargli l’idea che sta crescendo ed il vaso serve a farci dentro i bisogni, esattamente come mamma e papà li fanno nel wc.

Tuttavia il vostro bambino è affezionato al suo pannolino questo saldo rapporto affettivo non si spezzerà all’improvviso. Ed anche se sceglierà tra i tanti il vasino più bello del negozio inizialmente non innervositevi se continuerà a farla nel suo bel contenitore portatile: il pannolone o a non arrivare in tempo al bel vasino colorato e sorridente.

Posizionare il vasino nel bagno accanto al water sarà una mossa astuta e se qualche volta fingerete di fare (o farete) la pipì sul water mentre il pupo è sul vasino non sentitevi stupide!
Quindi comprendiamo, verifichiamo e accettiamo anche i tempi del bambino. Non mostriamoci delusi dai vari fallimenti; se la pipì o la cacca scappano fuori dal vasino e cadono in terra non sgridate il bambino piuttosto sottolineate con garbo che il luogo dei bisogni è il vaso,  per esempio, potreste dire: “Questa pipì ha sbagliato posto guarda non è qui che doveva uscire facciamole vedere dove deve stare la pipì” e ciò detto, accompagnando il bimbo nel luogo dove avete collocato il vasino potreste precisare: “ecco qui deve stare la pipì la prossima volta dobbiamo avvisarla che nel vasino si sta bene … si sta meglio“. Mentre elogiamo sempre il bimbo quando il bisogno è nel vasino: “Che bella… Quanta…. Facciamola vedere al papà…”. Step numero 4.Valutare e rispettare i tempi del bambino, non sgridarlo mai se i bisogni non vengono espletati nel vaso, non deriderlo e non mortificarlo; elogiare il piccolo quando riesce a fare cacca e pipì al posto giusto.

Una volta individuato il momento adatto per salutare il pannolino, tenuto conto dello sviluppo del bambino, sarebbe consigliabile incominciare il processo in periodi caldi primavera \ estate.

Imparare a non fare più i bisogni nel pannolino vuol dire  crescere ed essere autonomi, la cosa inizialmente può spaventare il pupo, per questo motivo l’educazione degli sfinteri è una tappa importante nel percorso di sviluppo. Tenete conto del fatto che un controllo volontario e totale degli sfinteri arriverà a completa maturazione solo tra i 2-3 anni, quando la parte inferiore del tronco si strutturerà pienamente.
Inoltre la capacità di trattenere i bisogni è strettamente collegata allo sviluppo della sfera psico – affettiva del bambino e allo sviluppo del linguaggio infatti il bambino deve essere capace prima di tutto di riconoscere il bisogno di fare la pipì o la cacca, ovvero il bisogno fisiologico, poi di trattenersi e
contemporaneamente di comunicarlo alla mamma.

Ciò considerato si comprende chiaramente la complessità del processo. Mamme, proprio perchè è un difficile momento di crescita ricordate sempre che atteggiamento fondamentale è non caricare di ansia il piccolo alle prese con il vasino ed aspettatevi inizialmente la pipì ovunque, non mortificatelo e non sgridatelo, fategli capire con calma che non è quello il luogo giusto per farla. Ribadire questo concetto non è una inutile ripetizione ma un’essenziale indicazione volta a togliere il pannolino serenamente, senza traumi per il bimbo e nel tempo più veloce possibile. In questo senso non va trascurato un dato: quando un bimbo viene sgridato e mortificato oppure “pressato”, facendogli avvertire l’ansia del genitore, il piccino vive lo spannolinamento con paura, avverte il genitore non come un “alleato”, ha il “terrore” di deluderne le aspettative, e quando non riesce a fare i bisogni nel vaso teme la reazione di mamma e papà, questa tensione rallenta la crescita del bimbo, è controproducente ed ostacola il processo di spannolinamento.

Un’altra accortezza semplice e pratica per accompagnare il vostro bambino verso l’uso autonomo del vasino potrebbe essere l’introduzione, almeno per una settimana o dieci giorni, dei pannolini a mutandina. In questo modo il piccolo prende consapevolezza dei movimenti giusti da compiere, ovvero tirarsi giù le mutandine dopo aver intercettato il bisogno che scappa, ma resta al sicuro da qualche pipì imprevista o incompresa che potrebbe innervosirlo o demotivarlo. Step numero 5. Incominciare sostituendo il tradizionale pannetto con un pannolino mutandina che aiuterà il piccolo a mettere a punto i movimenti necessari per espletare i suoi bisogni nel vasino e lo terrà asciutto ed al sicuro in caso di incontenibili pipì o inaspettate cacche.

 

Molte mamme tendono a saltare lo step del vasino per andare direttamente sul water, ciò  potrebbe essere controproducente perché in caso di tentativo fallito il bambino, che è già stato stressato dal passaggio non riuscito pannolino – water, potrebbe irrigidirsi e non rispondere bene neanche al passaggio pannolino – vasino. E poi, care mamme, considerate lo sguardo del bambino, la sua prospettiva del mondo:  il water in rapporto alle dimensioni del vostro bambino non vi sembra un pochino grande?

Qualcuno avanza l’ipotesi che il bimbo faccia una doppia fatica nel passare in un secondo momento dal vasino al wc, in realtà una volta che il piccolo ha compreso il meccanismo e allenato il controllo degli sfinteri, nulla è più traumatico, il piccolo naturalmente ed anche giocosamente imiterà l’adulto adoperando il water.

 

Il vostro atteggiamento influenzerà molto questo momento

E’ importante non creare confusione nel bambino, quindi, una volta avviato l‘uso del vasino (o del wc), mai tornare indietro se non vogliamo compromettere i faticosissimi successi ottenuti. Step numero 6. – Togliere il pannolino e non demordere, non tornare sui propri passi, pazientare ed insistere!

Per alcuni cuccioli l’eliminazione del pannolino durante la giornata non coincide con la capacità di trattenere i bisogni nel corso della notte, in questo caso il bambino, sebbene di giorno giri in casa e fuori con le sole mutandine e faccia pipì e cacca nel vaso con successo, potrebbe non dimostrarsi subito in grado di trattenere i bisogni durante il sonno. Pazientate e in caso di pipì a letto non sgridate il bimbo, non mortificatelo e non deridetelo, ma, al contrario, rassicuratelo. Per evitare che il fenomeno delle lenzuola bagnate scoraggi il piccolo o lo traumatizzi è possibile adoperare il pannolino (preferibilmente la mutandina\pannolino) solo per la notte. Tuttavia eliminate l’uso del panno notturno non appena constatate che i pannetti sono ancora asciutti al risveglio del piccolo, tenete conto che il bambino deve raggiungere anche l’autonomia notturna.

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