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Bimbi Malati: Quando Possono Tornare a Scuola?

Il bambino che si ammala: quando e quanto tenerlo a casa

admin

di Redazione VitaDaMamma

16 Febbraio 2015

ritorno a scuola

Bimbi ammalati: dopo la malattia, quando possono tornare a scuola?

Con il freddo siamo consapevoli che arrivano anche i malanni di stagione ed i bambini, che hanno il sistema immunitario un po’ più debole rispetto gli adulti, sono tra i più colpiti.

Raffreddore, febbre, bronchite, influenza intestinale, varicella e morbillo negli asili e nelle scuole sono all’ordine del giorno, queste malattie stagionali e non diventano nei luoghi promiscui facilmente epidemiche.

Vale la pena sottolineare che noi mamme, nella maggior parte dei casi, non dobbiamo preoccuparci oltremodo perché le malattie stagionali, come quelle esantematiche, sono tappe che i nostri bimbi devono affrontare per rafforzare così le loro difese immunitarie.

Tuttavia, anche se non dobbiamo sopravvalutare i malanni comuni, da madri dobbiamo comunque essere informate e pronte ad accudire e curare nel migliore dei modi i nostri cuccioli.

È bene sapere che, oltre alla terapia giusta, per una perfetta guarigione è molto importante anche il tempo di convalescenza.

Infatti un ritorno a scuola troppo frettoloso può, oltre a favorire il contagio di altri bambini, portare ad una ricaduta che nella maggior parte dei casi porta con sé sintomi e reazioni, talvolta anche più pesanti rispetto alla precedente malattia.

Noi mamme abbiamo l’ istinto e la capacità di capire se nostro figlio è guarito e sta bene. Tuttavia è innegabile che ci siano dei limiti di tempo “stabiliti e necessari”, trascorsi i quali possiamo essere sicure che i batteri  e virus siano stati davvero sconfitti e che nostro figlio possa così ritornare tranquillamente e serenamente alla vita scolastica e sociale.

Proviamo a considerare insieme quanto deve durare una convalescenza:

  • Febbre. La febbre è un alleato del bambino in quanto lo aiuta a sconfiggere i batteri o i virus ed aiuta il corpo a superare la piccola battaglia che ha dentro di sé. Prima che il bimbo torni a scuola è bene che abbia alle spalle due giorni interi senza nessuna linea di febbre. Questo significa che il corpo ha superato il momento di difficoltà ed è pronto per tornare alla quotidianità.
  • Disturbi gastrointestinali (mal di pancia, vomito, diarrea ). Anche qui è bene aspettare la completa scomparsa dei sintomi e far passare almeno un giorno intero prima di un ritorno a scuola.
  • Morbillo e varicella. Queste tipo di malattie necessitano di una convalescenza un po’ più lunga. La durata ottimale della convalescenza, posto un intervento tempestivo in termini di cura del bambino, è  di non meno di 5 giorni dall’inizio dell’eruzione cutanea. E, in linea generale, non è mai auspicabile il rientro a scuola senza il consenso del pediatra.
  • Rosolia. Questa malattia ha bisogno di una convalescenza pari ad almeno 7 giorni dall’esordio dell’eruzione cutanea, sempre posta una pronta ed efficace cura del bambino e sempre che le condizioni fisiche del piccolo paziente siano sottoposte al  parere del medico. 7 giorni possono sembrare molti, tuttavia a volte è necessaria una convalescenza più lunga perché il corpo si riprenda al meglio e sia di nuovo in forma.
  • Congiuntivite. Da molti sottovalutata ma è un’ infezione assai contagiosa, è meglio, quindi, aspettare almeno 2 giorni dall’inizio del trattamento medico e valutare i progressi del bambino, tenendo anche conto del fatto che è sempre auspicabile che i bambini non sforzino la vista.

Bendare l’occhio può implicare, per esempio, per un piccolo scolaro un enorme sforzo visivo a carico dell’occhio sano.

Le mamme debbono, altresì, tenere conto del fatto che la congiuntivite passa da un soggetto ad un altro con estrema facilità: basta che il bambino si sfreghi l’occhio malato e che con la stessa mano tocchi il compagno o gli passi un oggetto di uso comune. La congiuntivite è una malattia ad alto rischio di contagio, perciò le mamme dei bimbi che la contraggono devono assumere su di sé anche una responsabilità di tutela dei compagni del proprio bimbo.

  • Scarlattina e faringite. 2 giorni di convalescenza sono sufficienti, purché siano comunque in assenza di febbre.
  • Pediculosi ( pidocchi ). Purtroppo sempre più diffusi nelle scuole. Fortunatamente in commercio esistono molti prodotti che permettono al bambino di tornare a scuola già dal giorno dopo dell’ inizio del trattamento, consultate sempre il farmacista o il pediatra. Ed è bene comunque informare le maestre. E’ possibile anche fronteggiare i pidocchi con rimedi naturali – leggi qui: pidocchi – spray anti pidocchi fai da te e rimedi naturali per i capelli dei bambini.

ATTENZIONE: Ovviamente questi sono tempi indicativi che non escludono mai la consultazione del pediatra, sempre necessaria. È sempre bene considerare tutti gli elementi e sintomi di ogni specifico caso, è opportuno anche dialogare col bambino per comprendere quale sia la sua effettiva condizione fisica e se si senta pronto a tornare alle sue normali attività. 

Ogni bambino infatti ha i suoi tempi di recupero. 

Un bimbo con un sistema immunitario un po’ più debole rispetto ad altri potrebbe, per esempio, necessitare di un recupero più lungo.

È bene comunque prima di decidere di fare tornare il nostro bambino a scuola di osservare bene il suo comportamento.

Fate attenzione a questi indicatori positivi:

se ha appetito, se è vivace, se è tranquillo e non irritabile, se non ha un’ eccessiva sonnolenza.

L’ importante è non avere fretta ovvero non forzare il bambino ad una ripresa anticipata a cui, eventualmente, potrebbe non essere pronto. Meglio un giorno in più tra le confortevoli mura di casa che poi ritrovarsi nuovamente tra termometri e medicine.

Un consiglio pratico da non trascurare: se il bambino è in età scolare è opportuno fare in modo che non perda completamente i suoi ritmi, perciò, una volta superata la fase acuta della malattia, è bene  far sì che il bimbo si svegli e vada a dormire al solito orario. Ed è auspicabile che il bambino a casa svolga anche i compiti assegnati a scuola. Il rispetto dei quotidiani e normali ritmi di vita aiuterà molto il bambino nella fase della ripresa delle sue normali attività scolastiche e sociali.

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