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Sognare la Morte di un Figlio, Significato

Sognare un figlio che sta male o muore, significato dei sogni tragici

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

18 Febbraio 2015

MOTHER CRIES CHILD DEATH

Le circostanze che causano i sogni sono diverse e dobbiamo distinguere quelle meccaniche da quelle psichiche.

Meccanicamente un sogno è l’evoluzione e la conclusione di atti non portati a termine.

Tra gli atti, quelli che hanno maggiore incidenza sono i pensieri ed è qui che c’è la correlazione tra meccanismo e psichicità.

Mi spiego meglio facendo, anche, qualche esempio.

Se nel corso della giornata faccio una determinata azione ma vengo distratto interrompendo quest’azione, l’inconscio conserva l’impegno di portarla a termine anche se consciamente potrei dimenticarmene o potrebbe non avere alcuna importanza il concluderla.

Nella fase onirica (nei sogni) questa azione può ritornare alla mente e col sogno, appunto, la concludo per archiviarla.

Lo stesso, e maggiormente, succede coi pensieri, soprattutto quelli che sfuggono o quelli a cui non si riesce a dare una soluzione.

Molte volte siamo turbati da brutti sogni perché non riusciamo a spiegarcene il motivo. È il caso di sogni nei quali esprimiamo atti incestuosi o violenti che non hanno nulla a che vedere con la realtà oppure atti rivolti contro i figli o i genitori.

Diciamo a noi stessi che la cosa, nella realtà sarebbe impossibile ma nel contempo ci lascia spaventati e turbati.

Se rapportiamo al momento storico attuale tali sogni, possiamo concludere che, in base alle notizie di infanticidi, guerre e stragi che corrono nell’etere rimaniamo coinvolti emotivamente più dalla truculenza con cui vengono proposte dai media che dai fatti stessi.

Chi potrebbe trovarsi, potenzialmente, nelle stesse condizioni, anche se non commetterebbe mai certe efferatezze, applica una forma di censura alla propria mente mettendo un appunto, come un post-it.

Nella fase del sogno il post-it viene rielaborato ma in modo distorto per un semplice meccanismo della mente che traduce ogni parola in immagine.

È normale che le immagini non hanno negazione per cui se sogno una violenza contro un figlio vedo l’immagine della violenza contro il figlio e non la “non” violenza contro il figlio. Per l’inconscio il “non” non riveste nessun significato per cui anche le censure, private della negazione, cioè dalla volontà di non commettere un dato atto, vengono tradotte con “fare” quell’atto.

In ultim’analisi, nel sogno, l’azione predominante viene compiuta sempre da noi

perché chi elabora il pensiero è la nostra mente ed anche quando nel sogno siamo perseguitati o colpiti, il soggetto dell’azione non è il carnefice ma noi. Il soggetto diviene chi avverte il senso di paura o di dolore, cioè noi, mentre chi perseguita diviene l’oggetto.

Uccidere o stuprare, nel sogno, meccanicamente può voler dire che si è elaborata una notizia o un fatto a cui si è assistito per porre una conclusione in modo da poterla archiviare e potersene dimenticare vivendo serenamente. C’è da considerare, poi, che se un sogno diviene ricorrente è perché prende la forma di un incubo che al suo culmine ci sveglia o ci ridesta, interrompendo la soluzione per riprovarci più tardi o in un nuovo sogno.

Non hanno nulla a che fare coi sentimenti reali perché questi sono totalmente dissociati dalle azioni oniriche.

Le cause psichiche si devono riordinare invece nella categoria delle paure.

Quando nella realtà si elabora una paura o un timore, sempre per il meccanismo dell’impossibilità della negazione dell’inconscio, la paura viene affrontata, nel sogno, con la stessa violenza con cui nella realtà si eviterebbe: se sogno di lottare o uccidere o stuprare anche un figlio è solo per reazione aggressiva alla stessa violenza e non verso l’oggetto e cioè il figlio o la persona che, nel sogno, subisce.

Un luogo comune pseudofreudiano interpreta molte volte la violenza nel sogno con violenze subite ma sarebbe molto semplicistico.

Di solito chi subisce violenze, se immagazzina nella mente questi atti, li esprime con atti dello stesso tipo, perché non ha imparato altro modo di agire.

Nella realtà succede raramente perché nella maggior parte dei casi le violenze, piccole o grandi, subite, vengono elaborate durante la crescita e vengono confrontate con altrettante azioni buone possibili.

Niente paura, quindi, se si sognano certe cose.

I meccanismi mentali sono autosufficienti e se non si dà loro molta importanza nella vita reale, essi trovano una soluzione autonomamente.

 

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