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Pericolo Soffocamento: Perché i Bambini Portano Oggetti in Bocca

Le ragioni per cui i bambini tendono a mettersi gli oggetti in bocca

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

04 Marzo 2015

Il cruccio di ogni mamma e ogni nonna è quello che il piccolo possa soffocare perché porta continuamente tutto in bocca.

Voglio dare un breve cenno sul perché i bimbi hanno la tendenza di mettere oggetti in bocca e poi cerchiamo di capire quali sono gli oggetti che attirano la sua attenzione.

oggetti inghiottiti dai bambini

Il bambino nasce senza alcuna esperienza per cui la sua intelligenza è limitata all’istinto che si trova, anch’esso, sprovvisto di esperienza, per cui madre natura lo dota di pulsioni.

La prima esigenza è quella di sopravvivere ma non avrebbe esperienza della nutrizione se non fosse proprio per la pulsione della suzione.

In questa che è chiamata “Fase Orale” il bambino in modo del tutto istintivo cerca di introiettare in se tutto quello che gli si propone attraverso la bocca.

Sigmund Freud denominava questo atteggiamento “Cannibalismo” e non a caso, visto che la mamma lo nutre con parte di sé.

Più avanti nei mesi e fino ai primi anni, questo atteggiamento rimane latente e come insoddisfatto a causa di svezzamenti più o meno repentini o semplicemente per una sensibilità più spiccata del bimbo che vorrebbe rimanere il più possibile a contatto con la mamma.

Sono questi i casi in cui l’inconscio del piccolo, lo porta, in modo istintivo, a voler introiettare un oggetto di soddisfazione, come lo è stato, nella fase orale, il latte caldo. Non è necessario che l’oggetto di soddisfazione somigli a quello che rappresentava in passato la soddisfazione.

In pratica il latte rappresentava la mamma, sola esperienza del piccolo, e gli oggetti che lo incuriosiscono rappresentano altre piccole soddisfazioni potenziali, raggiungibili attraverso un ricordo latente come la suzione.

Gli oggetti osservati per i colori, per le forme, per la temperatura o la consistenza e per il rumore che emettono, trovano nella curiosità, l’esigenza di dare completezza all’azione dell’osservazione o del toccare, nell’atto di introiettare in sé e l’esperienza pregressa gli fa affiorare l’istinto della suzione, appunto, o dell’ingoiare, proprio come le prime soddisfazioni della fase orale.

Notiamo, a volte rammaricati o spaventati, che i bambini scelgono degli oggetti tra i più disparati: lego coloratissimi, mollette per il bucato, matite e penne, ma soprattutto piccolissimi oggetti come fermagli e biglie, perline e forcine, monetine e bottoni.

Vedono rotolare una pallina o la molletta che si apre e chiude, la curiosità cerca soddisfazione nella bocca.

Si pensa che i bambini non capiscano molto le parole quando esse formano dei discorsi e si tende a dire semplicemente un “no” o un “non si fa” ma dobbiamo invece prendere consapevolezza che il bambino ascolta molto i discorsi dei genitori e se non ne capisce il senso letterale può comprendere, attraverso il nostro tono o atteggiamento, almeno il significato simbolico.

Per evitare, quindi, che un bambino possa soffocare con un oggetto finito accidentalmente in trachea, non è necessario ripulire la casa di tutto ciò che potrebbe sembrarci pericoloso perché qualcosa potrebbe sempre sfuggire mentre è sempre più costruttivo anche spiegare che una molletta si può aprire e chiudere e con l’aiuto di mamma e papà può, egli stesso, aprirla e chiuderla e che può giocare con una pallina facendola saltare e rotolare ma che non si mette in bocca.

Potrebbe, comunque capitare che un bambino ingoi un oggetto proprio perché autonomamente lo mette in bocca e, proprio, il contatto con il palato ne stimola l’ingoio per riflesso, oppure potrebbe succedere con del cibo.

In questo caso cerchiamo subito di capire se ha mandato giù una pallina che finirà nelle feci o se ha ingoiato un lego che potrebbe incastrarsi in gola mentre altri oggetti potrebbero entrare in parte o totalmente in trachea, in questi casi sarà necessario portarlo tempestivamente in pronto soccorso se non si conoscono manovre di pronto intervento disostruttivo pediatrico che possono rivelarsi fondamentali.

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