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Rischio Soffocamento Bambino Mentre Mangia, Vomita e Dorme: le Paure della Mamma

Come gestire la paura della mamma che il bambino si soffochi.

Giuseppe Gagliano

di Giuseppe Gagliano

10 Marzo 2015

Quando avviene che una mamma protegge in modo eccessivo il proprio bambino siamo inclini a giudicare la mamma invece che capire il perché di tale comportamento.

La cosa sorprendente è che i primi giudici di questo atteggiamento, seppur legittimo ma insano da parte delle madri, sono proprio i piccoli che si vedono costretti, a volte, in gabbie dorate.

bambino-soffoca

Naturalmente, un bambino, non ha modo di discernere i perché delle azioni dei grandi e gli sembra di subirle come imposizioni o negazioni del tutto prepotenti.

Di fatto, queste azioni, potrebbero causare delle immediate conseguenze e, a volte, lasciare dei segni perenni. In modo estemporaneo potrebbero portare a comportamenti di reazione, da parte dei piccoli, solo per il gusto di scoprire cosa ci sia dietro una proibizione.

Altre volte, a lungo termine invece, i “no” possono lasciare delle lacune nel carattere durante la crescita, perché non hanno trovato una risoluzione per mancanza di spiegazioni che avrebbero dovuto motivarli.

Focalizziamo l’attenzione sulle fobie delle madri.

Dovremmo cominciare a ragionare sul fatto che molte mamme proteggono i propri figli in modo talvolta morboso, per il naturale timore che possa succedere loro qualcosa di spiacevole.

Semplicisticamente si può pensare che la causa sia da ricercare nella storia e nei fatti di cronaca di tutti i giorni che insegnano a temere rapimenti, incidenti stradali, giochi pericolosi anche a casa che porta spesso le mamme a diventare iperprotettive in alcuni settori.

È giusto prestare attenzione ai bambini, quando serve, creando spazi protetti nei quali possano giocare senza incorrere in pericoli ma, spesso, si esagera, relegando i figli più piccoli in camerette o salotti privi di ogni cosa.

Pensando di aver fatto tutto il necessario può succedere, invece, che le cose più logiche non vengano evitate, lasciando, per esempio, incustoditi, piccoli oggetti come soprammobili, convinte che i più piccini non possano raggiungerli.

mamme iperprotettive

Come è vero che a due anni un bambino riesce ad arrampicarsi su una sedia e arrivare a piccole cose che stanno sui mobili, mentre magari la mamma è di là che finisce di spolverare, è anche vero che a due anni un bambino porta ancora gli oggetti in bocca.

Sappiamo che l’istinto dei più piccoli è quello di conoscere le cose attraverso la bocca perché la fase orale è quella che permane per più tempo anche se in latenza.

Sembra che il bambino cominci a toccare e osservare le cose attraverso gli altri sensi ma lo stesso gesto di cibarsi più volte al giorno, gli rende difficile staccarsi dall’idea che è attraverso la bocca che si esplora il mondo, prolungando così, inconsciamente, la fase orale che, da bisogno primario, prosegue sotto forma di associazione di idee: il senso del gusto appaga col piacere e, attraverso il gusto (mettendo in bocca), si riconosce se l’oggetto è piacevole.

Le paure della mamma non possono essere banalizzate.

Come educatore, sono abituato ad osservare ogni comportamento e, focalizzandomi sulla mamma, mi viene spontaneo notare come l’empatia della madre, nei confronti del figlio, sia perenne.

Lei ha la capacità di immedesimarsi continuamente in lui, nel quale rivede sé stessa bambina e, ripercorrendo le stesse fasi, seppure attraverso un discernimento da adulta, ricorda, per esempio, quanto sia gratificante mettere un oggetto in bocca per esplorarne l’universo nel gusto che contiene, ma sa che potrebbe scivolargli in gola e, immaginando di soffocare, prevede e cerca di evitare il soffocamento del figlioletto.

Penso che sia questo il segreto che rende insostituibile una madre: il suo modo di calarsi nei panni del figlio tutte le volte che serve. 

Questo anche a volte a discapito di un auto svezzamento più precoce o di una certa dose di autonomia del bambino.

C’è un modo col quale si può evitare che queste attenzioni possano trasformarsi in fobie e, successivamente, in manie?

Le attenzioni non sono mai troppe ma, sicuramente, è altrettanto importante trovare delle opportunità di informazione su come agire tempestivamente se dovesse succedere un incidente di percorso. L’informazione aiuta a rassicurare e a vivere più serenamente, concentrandosi sulla maternità più che sulle paure.

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