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Bambini e pc: i bimbi e la tecnologia

Federica Federico

di Federica Federico

15 Giugno 2010

La tecnologia ha rivoluzionato il mondo: è un fatto oggettivo riconoscibile da chiunque.
Oggi viaggiamo in rete e usiamo il personal computer per chattare e videochiamare, per lavoro o per hobby, guardiamo film on demand, ci colleghiamo ad internet con il cellulare in qualunque momento e da qualsiasi luogo. Oggi apriamo siti e blog, ci incontriamo nei social.  Parallelamente alla realtà  viviamo nel virtuale amicizie, sentimenti ed esperienze ricche e coinvolgenti.

Ma allora la tecnologia è realtà? Introduce in un mondo concreto? La rete è un fatto? Noi qui siamo “persone”?

Queste domanda sono il precipitato di una serie di personalissime riflessioni nate dopo aver letto di in una recentissima ricerca inglese. Lo psicologo Aric Sigman boccia le linee guida del governo britannico che prevedono e promuovono i contatti dei piccoli con il pc a partire dai 2anni di vita. Lo studioso inglese ammonisce l’uso del pc prima dei 9anni: minaccerebbe lo sviluppo celebrale dei bambini, sarebbe “un’avventura a spese del loro cervello”.
A detta di Sigman ai bambini dovrebbe essere data la possibilità di conoscere prima la realtà.

Ma allora io ho sbagliato drammaticamente tutto? Mio figlio non ha ancora 3anni, accende il pc ed usa il mouse; accede ai siti per i piccoli; colora; ascolta la musica. Molte di queste attività le condivide con la sorella di 16mesi. E poi hanno una mamma che lavora in rete per loro il personal computer è una realtà, è la normalità.
Sono bambini vivaci ed intelligenti, certo le attività al di sopra delle loro facoltà li innervosiscono. Ma, secondo la mia modestissima esperienza di madre, in questo senso un gioco in rete non è diverso da un puzzle con troppi pezzi o da un racconto complicato, piuttosto che dal giocattolo dell’amico più grande. Intendo dire che è compito di noi genitori orientare e selezionare le attività, gli interessi e le esperienze dei nostri figli. Saremo noi a condurli attraverso le sperimentazioni, i fallimenti e la crescita usando il gioco e permettendo loro di conoscere la realtà.
Personalmente ho scelto di mettere il computer a disposizione dei miei figli da subito perchè sono partita da una mia convinzione: il pc, la rete e gli strumenti tecnologici in generale sono una realtà. Ed anzi, sono il futuro. Se i bambini devono conoscere la realtà e crescere in essa come ammettere che non conoscano le tecnologie?

Voi cosa ne pensate?

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