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Violenta e Vende in Rete il Figlio di 11 Anni

Violenze e abusi sul figlio di 11 anni: arrestato il mostro che lo vendeva in rete

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

13 Marzo 2015

Può un padre abusare del figlio e poi venderlo in rete?

E’ una domanda che continuo a pormi dopo avere letto questa cronaca agghiacciante, che nonostante la crudezza e lo sconcerto non ha avuto il giusto risalto.

Non che la vicenda non sia stata trattata adeguatamente dal punto di vista della notizia, ma io credo che le storie di degrado morale come questa DEBBANO essere raccontate a gran voce, per fermare queste spirali e per focalizzare sempre di più l’attenzione su argomenti come abusi su minori e soprattutto “uso e sfruttamento del corpo dei bambini”.

Niente di più immondo se poi a compiere questi scempi sia il genitore.

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La cronaca.

La storia comincia per caso: il nucleo Tutela minori della Polizia municipale di Napoli, coordinati dal capitano Sabina Pagnano, da alcune settimane era alle prese con l’esplorazione di varie chat in rete per smascherare eventuali “pericoli e trappole ai danni di bambini”.

Gli agenti si imbattono nel profilo di uomo, si scoprirà poi di 44 anni, che pubblicava scatti osceni del proprio figlio di 11 anni.

In vetrina, come un oggetto, foto e pose indescrivibili, comprese quelle nelle quali il ragazzino era con il padre, che abusava di lui.

 

Era la merce per i suoi clienti malati.

Scattano indagini per approfondire e arrestare il mostro.

Gli agenti partono dal nick name dell’uomo e cominciano i controlli incrociati, per risalire alle informazioni complete.

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Ore intere passate in rete a pubblicare foto e vendere il ragazzino (non per fare pietismo o sensazionalismo, ma mi sento di aggiungere che stiamo parlando del sangue del proprio sangue, ndr).

L’uomo tentava anche incontri plurimi, insomma davvero un mostro.

La polizia crea un profilo falso (più di uno sembrerebbe), e contatta l’uomo.

Finge di essere interessato ad un incontro con il bambino, la cui identità nel frattempo è stata rivelata, insieme a quella del padre, grazie al suo profilo presente anche in altri social, e finalmente, accelerando i tempi per salvaguardare il più possibile la vittima, si fa dare un appuntamento.

Gli agenti rintracciano e arrestano l’uomo.

I vigili urbani sequestrano computer, tablet e cellulari, e dalle prime indagini scoprono materiale dai contenuti violenti, anche se ulteriori dettagli verranno fuori dai successivi controlli disposti dalla Procura.

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A seguito dei primi interrogatori il ragazzino si è sciolto, raccontando le violenze e gli abusi perpetrati dal padre da circa un anno.

Adesso lui, il fratello minore e la mamma saranno seguiti da psicologi e assistenti sociali.

Ma anche se al sicuro, questa storia non potrà essere cancellata, e niente potrà far passare il male che è stato fatto.

 

Fonte: Ansa

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