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Bufala sul Web: Battezzare i Neonati è Reato

Gioela Saga

di Gioela Saga

26 Marzo 2015

Non c’è che dire, ogni tanto la bufala sul web impazza e anche se questa, a dire il vero, è un po’ stagionata, ciclicamente viene riproposta da social e utenti sprovveduti.

Effettivamente non c’è dubbio che far diventare reato il battesimo ha suscitato molto clamore tra i fedeli e non.

battesimo è reato in bufala sul web

Il tutto è partito quasi un anno fa da un articolo pubblicato dal sito satirico Corriere del Mattino/Giornale del Corriere, provenienza che doveva già suscitare qualche dubbio sulla sua presunta veridicità.

Eppure molti altri siti hanno fatto rimbalzare la notizia e, tra questi, anche qualcuno più noto ed attendibile come Libero (che ha poi rimosso prontamente la sua versione della bufala sul web). Questa azione nono ha fatto che aumentare l’indice di presunta attendibilità della notizia assolutamente sorprendente.

battesimo bufala sul web

La notizia si baserebbe sulla vicenda di una donna italiana condannata per minacce e abbandono del tetto coniugale che si sarebbe scagliata contro il marito che avrebbe voluto forzatamente far battezzare il figlio, supportato dai nonni paterni.

Ci sono già gli ingredienti da melodramma che sarebbe stato messo in scena anche davanti alla Corte Europea, la quale avrebbe sentenziato a favore della donna: i suoi diritti umani, come atea ed agnostica, sarebbero stati violati così come l’interesse superiore del bambino, costretto, in qualche modo, a subire il battesimo cristiano.

Il tutto avrebbe fatto persino nascere un movimento che raccoglie firme per istituire una nuova forma di reato: la violenza religiosa su minori.

Il lettore disattento è portato a fidarsi di documenti ufficiali effettivamente esistenti quali i citati articoli 9 e 14 sulla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, che esiste e fa effettivamente riferimento alla libertà religiosa e al divieto di discriminazione relativa. Esiste anche la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e facendo leva su questi documenti ufficiali altisonanti, sembra impossibile la smentita della bufala web.

Costruire la bufala sul web a partire da leggi, codici, convenzioni esistenti e montare un caso sulla loro interpretazione innovativa è una pratica abbastanza comune e che funziona sempre!

Questi articoli citati sembrano essere stati trasgrediti, e la Corte di Strasburgo addurrebbe il fatto che il neonato, di per sé, non potendo esprimere la propria libertà di pensiero, sarebbe oggetto di una sorta di violenza e abuso di potere da parte di chi gli vuole infliggere un marchio di stampo religioso così come il canone 96 del Codice di diritto canonico viene interpretato.

A suggellare la veridicità della vicenda viene trasmessa la gioia “professionale” dell’avvocato della donna a capo della vicenda, un sedicente e fantomatico Gianni Battista.

Ecco che qui la “firma” della bufala sul web inizia ad assumere contorno più marcati ed evidenti.

All’occhio attento degli smascheratori di bufale non sfuggirà infatti l’intento ironico che fa riferimento a San Giovanni Battista.

Il tutto coronato da un ulteriore cammeo finale: l’inviato giornalista Filippo Salomea, corrispondente da Bruxelles, che che rimanda nientepopodimeno che alla principessa Salomé.

La bufala sul web è servita con il giusto condimento di realtà, sensazionalismo e ironia.

Fonti: Bufale

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