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Neonata Abbandonata nel Cassonetto

Neonata abbandonata nel cassonetto a 2 ore dal parto. Trovata da un barbone che frugava tra i rifiuti.Poi i tentativi di rianimazione e la corsa in Ospedale

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

26 Marzo 2015

Svolta nella vicenda della neonata abbandonata nel cassonetto lo scorso novembre a Palermo.

 La storia: Neonata abbandonata nel cassonetto

Lo scorso 24 novembre Rosario Campo, un barbone di 55 anni stava frugando in un cassonetto in via Di Giorgi, strada vicina alla circonvallazione di Palermo, come fa da anni.

Ad un certo punto con il suo uncino “pesca” qualcosa, un lenzuolo, un fagotto con qualcosa dentro.

La Stampa lo intervistò all’epoca dei fatti: «Ho scostato il lenzuolo e ho visto la piccola. Era bionda. Non credevo ai miei occhi. Avrei voluto dare l’allarme, ma non avevo il cellulare e così ho fermato due donne e ho raccontato quello che c’era dentro», racconta l’uomo.

Vengono avvisati i carabinieri e il 118, la bambina era viva ma cianotica. In ambulanza i primi interventi per la rianimazione, ma in ospedale la bimba non ce la fa.

neonato abbandonato cassonetto mamma

Dopo alcune ore di ricerche una donna si presenta insieme al cognato presso il pronto soccorso dell’ospedale Cervello: ha in corso un’emorragia.

Gli inquirenti la riconoscono come madre della neonata abbandonata nel cassonetto e le confermano lo stato di fermo, accusandola di omicidio volontario.

La donna comincia a giustificarsi, sostenendo di aver creduto che la bambina fosse morta, perché non piangeva.

Presa dal panico ha pensato di gettarla in un cassonetto.

Neonata abbandonata nel cassonetto

Dai dettagli che ritrovarono i carabinieri emerse che la donna aveva partorito all’alba, e che in fretta aveva tagliato il cordone, aveva infilato la piccola in un borsone, e si sarebbe allontanata dal luogo del ritrovamento.

Oggi la mamma della neonata abbandonata nel cassonetto è stata giudicata dal tribunale di Palermo.

Il gip Ettorina Contino aveva nominato due periti per approfondire sullo stato di salute psichico della donna.

La Procura aveva chiesto l’incidente probatorio per constatare le condizioni della donna trentenne e i periti Marguglio e Micale hanno adesso confermato che sarebbe stata capace di intendere.

Adesso non resta che aspettare il pronunciamento della difesa, l’avvocato Enrico Tignini, che segue la donna.

 

Fonte: LiveSicilia

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