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Ambra Angiolini, “La scelta” di Tenere il Figlio Dopo uno Stupro

La scelta più difficile per Ambra Angiolini.

Gioela Saga

di Gioela Saga

02 Aprile 2015

Ambra Angiolini è impegnata in una scelta straziante e difficilissima: vittima di violenza deve decidere se tenere il figlio che aspetta.

Questo è il nuovo ruolo che l’attrice si trova a dover interpretare in modo profondo e particolarmente sentito.

Ambra Angiolini e la scelta

Il film “La scelta” che arriva nelle sale cinematografiche il 2 aprile, ci proietta in una realtà lacerante che pone la donna in una condizione dura e tremenda.

Non si tratta infatti solo della scelta di tenere un figlio, che già, in alcuni frangenti, può essere vissuta con mille contraddizioni ma, un figlio concepito in un contesto di violenza diventa la contraddizione per eccellenza tra l’amore di una mamma e l’odio e la ripugnanza per ciò che è successo.

Ambra Angiolini è la protagonista di questa scelta drammatica.

Un dramma che viene vissuto non solo da lei, ma anche dal marito Giorgio, interpretato da Raul Bova.

Ambra Angiolini è Laura, una maestra di coro, violentata da uno sconosciuto in un vicolo che sceglie comunque di volere quel figlio, divorata dall’angoscia e anche dal dubbio di non sapere effettivamente se il figlio è stato concepito in quella drammatica situazione o frutto dell’amore del marito.

Proprio il marito ci offre anche un’altra faccia del conflitto interiore che li travolge, un dramma vissuto anche al maschile:

la rabbia, il dolore e l’orgoglio ferito di un uomo che non si riconosce più nel suo ruolo e che non riesce ad accettare questa scelta.

Ambra Angiolini e la scelta

Il film, diretto da Michele Placido, è tratto da un’opera pirandelliana, “L’innesto“, il cui titolo si riferisce proprio alla pratica di innestare le piante: ciò che la moglie subisce è come l’innesto per una pianta, la ferisce ma le permette di rigenerarsi e dare frutti.

Laura-Ambra Angiolini, può rivalutare e reinterpretare anche il suo rapporto con il marito, con se stessa e con le persone che la circondano proprio per mezzo di questa scelta. Come direbbe il maestro Pirandello, tutti sono costretti a “calare la maschera” e a mostrarsi per ciò che sono.

Ambra commenta così il suo ruolo:

“Il mio personaggio subisce una violenza e decide di smettere di subirne ancora, perché intorno a lei c’è una finta discrezione che in realtà è un forte rumore. Insomma non vuole diventare vittima di un incidente, ha il coraggio di uscire fuori dalla fila”.

 Un film che sicuramente farà discutere ma che toglie un velo di ostentato pudore su un dramma che è più frequente di quanto si possa pensare e colpisce tre vite contemporaneamente, lanciando frammenti che finiscono con l’intaccare tutti.

Fonte: Tgcom

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