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Parto Cesareo: Mamme Pigre e Negligenti se lo Fanno

Parto cesareo: una comunità religiosa si scaglia contro le mamme che partoriscono così: pigre, negligenti, insomma mamme di serie B. Voi che cosa pensate?

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

09 Aprile 2015

Le madri di mezzo mondo sono state tacciate, oltraggiate da una sedicente comunità religiosa che ha criticato tutte quelle che hanno avuto un parto cesareo invece di un parto naturale per mettere al mondo i loro figli.

La pagina di questa così chiamata comunità dei Discepoli della nuova alba su facebook infatti è stata riempita di commenti postati da mamme anti cesareo che esprimevano il loro disgusto nei confronti di queste “peccatrici”.

Parto cesareo. La setta anti-mamme di Serie B

Parto cesareo

La comunità, capitanata da tale padre Patrick Embry, secondo quanto riporta il quotidiano Britannico Daily Mail, usa immagini che incoraggiano le mamme cristiane a biasimare e a apostrofare come pigre e negligenti le mamme che ricorrono al parto cesareo per dare alla luce il proprio bambino.

Io sono andata a vederla, e in effetti qualcosa ho trovato (guardate anche voi la pagina dei Disciples of The New Dawn).

Frasi del tipo “Non hai realmente dato alla luce, ti sei soltanto presa un momento di relax” e “per favore porta rispetto alle donne che realmente hanno partorito” hanno invaso la pagina di questi discepoli, e sono state condivise circa 80 mila volte negli ultimi giorni.

I post continuavano: “La gravidanza è una cosa bellissima, è il momento più alto nella vita della donna nella società Cristiana, se Dio ha deciso di chiamarti a sè non può un medico impedirlo. Devi farti trovare casta nel lago di fuoco” e frasi del genere.

Parto cesareo

Se andate a ‘scavare’ nella pagina poi troverete di tutto e di più: manifesti anticomunisti, antiabortisti, anti-anticoncezionali, antidivorzisti, antifemministe, persino anti-cibi in scatola per i bambini!

Per tornare al nostro argomento, i discepoli della nuova alba, e il loro guru padre Embry, che imbocca disposizioni anche su come comportarsi durante il ciclo mestruale, non sono gli unici ad accanirsi contro le donne che ‘scelgono’ il parto cesareo per dare alla luce i loro figli.

La frase biblica “Tu partorirai con dolore” è da sempre stata presa alla lettera non solo da religiosi incalliti, ma da donne (e anche uomini) che considerano il parto cesareo un atto di viltà, una comodità per madri (e ginecologi), un intervento abusato e spesso inutile.

Parto cesareo: Inutile o necessario?

Parto cesareo

Che il numero dei cesarei, in Italia e specialmente a Sud, sia alto lo dicono le statistiche, religione a parte.

Il parto cesareo, in calo negli ultimi anni, ma davvero alto come incidenza in alcuni periodi passati, è una operazione che va considerata in casi di urgenza, ovvero quando la sofferenza di madre e nascituro potrebbe mettere a rischio le loro vite.

Io sono mamma di due bimbi, avuti entrambi con parto cesareo.

Lo ammetto, per paura.

Ero terrorizzata dal dolore, traumatizzata dalle storie delle mie amiche che avevano avuto figli (e magari complicazioni) e cercai disperatamente che il ginecologo mi dicesse “In effetti signora il bambino è podalico” o qualche altra cosa che lo convincesse a farmi un’anestesia da elefante e a non farmi sentire niente, fino a parto avvenuto e bambino lavato e profumato.

Mi sono pentita?

Si, in effetti.

Non perché sia diventata coraggiosa a posteriori (tutte lo siamo, a posteriori), ma perché proprio una ginecologa, sempre a posteriori (lascio il beneficio del dubbio: se me lo avesse detto prima le cose sarebbero cambiate? Boh, chissà, forse, forse no…) mi disse: “Se il corpo umano (Dio, il caso, l’evoluzione darwiniana o chi per essi) hanno fatto si che le donne potessero partorire naturalmente, e avessero un ‘canale’ proprio, perché tagliare un organo per fare uscire un bambino non da un’’apertura naturale’?”

cesareo 02

In effetti partorire dovrebbe essere una cosa naturale. Lo è.

Lo fanno tutti gli esseri viventi da miliardi di anni, con più o meno sofferenza, e nel mondo animale non c’è specie a parte quella umana che preveda qualcuno che ti porti in sala operatoria per farlo.

Le donne in Africa partoriscono sotto gli alberi e poi vanno nei campi, ancora oggi.

Qualcuna dirà: “Si, perché non hanno le sale parto”, ed è vero.

E poi, il Parto cesareo, inutile negarlo, a volte salva la vita.

Pensiamo a tutti i bambini sofferenti, alle donne in difficoltà, a quelle che invece escono lacerate da un parto difficile, insomma il parto cesareo è comunque il risultato del nostro progresso.

A patto che non venga usato per far fare le vacanze a Cortina ai medici (sapevate che il numero dei parti scende durante i weekend e in prossimità delle vacanze? Leggete questo articolo dall’archivio del Corriere del 2002, oggi la situazione potrebbe non essere variata di molto ), o per la comodità delle mamme, che trovano chiuso il parrucchiere al mattino, se partoriscono di domenica pomeriggio.

Parto cesareo

Tornando agli avventisti della nuova era, o come si chiama la comunità di padre Brown, in rete oltre ai like nella pagina, molti si sono lamentati per questi estremismi religiosi e soprattutto sulla validità di questi messaggi per niente criptici.

Oltretutto non è chiaro se la pagina è stata creata per incitare al linciaggio dei peccatori e se il suo contenuto dovrebbe essere oscurato, visti gli altrettanti utenti che gridano alla rimozione da facebook.

Una cosa è certa: nella maggior parte delle volte il parto cesareo diventa una necessità, e nella totalità delle volte una donna che lo subisce non è mai pigra, e mai sarà una mamma di serie B.

Se dovessimo fare una statistica di tutte le mamme bravissime e di tutte quelle che hanno partorito con il cesareo sono sicura che nessuno riuscirebbe a trovarci alcun punto in comune, nessuna analogia.

Una mamma è una mamma e basta, la maternità non è un campionato di calcio dove esistono squadre più forti e altre che passano ai play off.

La serie B lasciamola alle malelingue, agli avventisti, ai new age, agli ergoniani e all’astronave Enterprise.

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