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Cosa Dovrebbe Saper Fare un Bambino Mese per Mese

Da 0 a 24 mesi ecco cosa dovrebbe imparare e fare tuo figlio mese dopo mese

Federica Federico

di Federica Federico

10 Aprile 2015

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese? Le mamme assai frequentemente si interrogano sul “corretto sviluppo” dei propri figli, spesso se ne preoccupano e facilmente cadono nell’errore di confrontare tra loro bambini accomunati solo dall’età.

Lo sviluppo di un bambino è un singolare percorso verso il futuro e verso la crescita, è un cammino che ciascun essere umano compie acquisendo e mantenendo un proprio passo e delle personali propensioni. Nessuna strada verso il domani sarà uguale a quella di un altro individuo, finanche i gemelli crescono in modo diverso: ci sarà sempre un gemello che camminerà prima dell’alto e uno dei due parlerà immancabilmente dopo il fratello. Perciò, come per le emozioni, per l’amore, per il lavoro, anche per l’acquisizione delle prime competenze della vita intellettiva, motoria, sentimentale e sociale si può affermare che ogni individuo ha i suoi tempi!

I bambini hanno il diritto a sviluppare le proprie competenze assecondando i loro naturali ritmi evolutivi, e le mamme hanno il dovere di comprendere e rispettare i tempi del bambino non meramente considerando “cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese”, ma godendo dei singoli progressi del figlio.

Ogni progresso è una conquista ed ogni conquista è una tappa (a suo modo fondamentale) della crescita, con ciò si intende dire che non vi è momento dell’evoluzione del bambino banale, non utile o casuale.

“Cosa dovrebbe fare un bambino mese per mese?” E’ giusto o sbagliato porsi questa domanda?

Tale quesito, quasi istintivo tra le mamme, non va demonizzato, esistono, infatti, delle tappe dello sviluppo che si possono definire (per ricorrenza statistica) tipiche ovvero comuni in una determinata fase della crescita. 

Per esempio intorno alle 6 settimane un bebè incomincia a sorridere e risponde col sorriso agli stimoli positivi che su di lui esercitano gli adulti, i genitori per primi.

Esistono dei passaggi nella crescita di un bambino che possono essere definiti come obbligati ma solo in rapporto alla successione di alcune competenze motorie e intellettive:

il bambino prima di parlare emette dei suoni non identificabili come parole (la lallazione, cioè, precede l’acquisizione compiuta del linguaggio);

il bebè prima impara a stare seduto, sostenendo collo e schiena autonomamente, poi riesce a conquistare la posizione eretta mantenendo tutto il corpo in equilibrio stabile sui piedini.

Diversamente altre competenze, seppure comuni nei bambini, non possono essere  considerate indispensabili per tutti, per esempio vi sono bambini che imparano a camminare senza aver mai gattonato.

Questa premessa dimostra diverse cose:

  • esistono delle fasi della crescita in cui si acquisiscono comunemente delle competenze peculiari, ma non tutte le competenze sono necessarie o indispensabili. 
  • Talune capacità del bambino rappresentano, invece, un ponte importante ed irrinunciabile per acquisire altre facoltà intellettive e motorie (ciò avviene quando le fasi della crescita sono coordinate e concatenate: il bambino che non tiene il collo diritto non sosterrà la schiena, perciò, senza questa competenza  motoria primaria, non potrà tenersi diritto in piedi).

Posto che la crescita tipica può essere riassunta in tappe comuni o fisiologiche va chiarito alle madri che ogni bambino ha i suoi tempi di maturazione fisica ed intellettiva, perciò non è mai consigliabile confrontare tra loro i bambini. Oltretutto la crescita dipende non solo dall’età ma anche dal patrimonio genetico, come pure dalle condizioni ambientali in cui il bebè viene allevato. 

Cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese 0\24 mesi

Compreso il valore dell’individualità e della soggettività del bambino (che vanno considerate anche come diritti naturali del bebè) si può rispondere alla domanda da cui questo scritto ha preso piede ovvero “cosa dovrebbe saper fare un bambino mese per mese?”

A 6 settimane il bebè comincia a sorridere.

Ad 8 settimane il neonato riesce ad emettere i primi vocalizzi.

A questa stessa età la mamma ed il papà apprezzano nel bambino una migliore gestione autonoma del capo (nel neonato si è avviato il processo di controllo della testa. Non tutti sanno che il controllo degli arti nei neonati parte dal capo e si sviluppa progressivamente in tutto il tronco)

A 12 settimane il neonato riesce a giocare con le dita (nel bambino si è avviato il processo di gestione autonoma della mano), il bebè incomincia infatti anche a stringere gli oggetti che i genitori posano nel palmo della sua manina.

A 4 mesi il bebè ride (dal sorriso il bambino ha maturato la risata) e con la sua vocina incominci a gorgheggiare ed emette anche i primissimi monosillabi.

A questa stessa età il bambino dimostra comunemente un buon controllo della testa.

A 5 mesi il bambino riesce a mantenere un oggetto nella manina anche per diversi minuti (il processo di gestione autonoma della mano è oramai avviato e procede verso la manipolazione).

Alla stessa età il bebè comincia a rotolare;

la mamma ed il papà debbono fare attenzione ai pisolini sul lettone dei genitori perché il bambino riesce a passare agevolmente dalla posizione sulla schiena a quella sul fianco e facilmente rotola su se stesso.

La competenza motoria a 5 mesi si massimizza quando il bebè disteso a pancia sotto riesce a sollevarsi facendo leva sui gomiti.

A 6 mesi il cucciolo d’uomo incomincia a stare seduto da solo. 

E’ questa l’età della prima vera curiosità verso il mondo, il bambino la manifesta già sporgendosi e allungando le manine verso gli oggetti che attirano la sua attenzione.

A questa età il bebè già riesce a dimostrare il suo amore verso i genitori e si palesa l’attaccamento del bambino alla mamma, spesso il piccolo può essere diffidente verso gli estranei o comunque apparire timido.

A 7 mesi il piccolo riesce a gestire gli oggetti che tiene in mano passandoli da una manina all’altra.

E’ questa l’età dei primi suoni composti, infatti a 7 mesi il bambino diviene capace di emettere suoni con 2 sillabe.

Lo sviluppo motorio medio del bambino a 7 mesi gli consente di sollevarsi sulle braccia quando viene adagiato a pancia in giù.

A 8 mesi la manualità del bambino è così sviluppata da permettergli di afferrare gli oggetti utilizzando il pollice in opposizione alle altre dita.

E’ questa l’età delle prime paroline semplici: mamma, papà, pappa.

Tra i 7 e gli 8 mesi il bebè impara a masticare il cibo solido.

E’ importante che il bambino venga stimolato nella acquisizione di questa competenza istintiva e fisiologica, la mamma e il papà, con la debita attenzione, devono concedere al bambino la libertà di sperimentare la gestione dei cibi da adulti. Via libera, dunque, ai primi biscottini da sgranocchiare per crescere masticando!

E’ in questa fase che il bebè incomincia a giocare da solo.

A 9 mesi il bambino procede verso l’autonomia motoria e comincia a gattonare. 

Cresce a questa età la voglia del bebè di conquistare il mondo, indica gli oggetti che desidera ed è consapevole della presenza delle cose che lo incuriosiscono o di quelle che ama: riconosce il suo pupazzo o la sua palla. Allo stesso modo il bambino si dimostra capace di riconoscere le persone e di percepire la loro presenza intorno a lui e si gira se viene chiamato per nome.

A 10 mesi il bambino conquista la posizione eretta, adesso sta diritto sui piedini.

E’ questa l’età in cui mamma e papà lo vedono sbucare dalla culla e dal box mentre parlotta e complici le sponde se ne sta diritto per qualche secondo, così incomincia ad osservare il mondo da un’altra prospettiva: si eleva alla postura eretta. 

A questa età il bambino pronuncia le prime vere parole, inizia ad utilizzare il linguaggio come strumento di conquista ed affermazione di sé.

Ora il piccolo è capace di apprezzare il moto degli oggetti che cadono per terra durante il gioco. Perciò lascia cadere volontariamente gli oggetti che maneggia e si esercita in questa attività di osservazione, facendolo il bambino studia, a suo modo, le prime leggi fisiche e le conseguenze delle sue azioni materiali sul mondo esterno.

Mamma e papà devono fare attenzione perché nella sperimentazione degli effetti della caduta libera degli oggetti il bambino potrebbe anche buttare giocattoli, cannucce o quant’altro dal balconeRicordate che i voli liberi di giochini e oggetti comuni , lanciati dall’alto delle balconate, sono un’esperienza irresistibile per i bambini di 10\11 mesi.

A11 mesi il bambino non solo sta in piedi con appoggio ma sostenendosi a divani e mobili riesce a muovere i primi passettini.

E’ questa l’età in cui il bambino fa suoi gli atteggiamenti degli adulti, non di rado mamma e papà scopriranno che il bambino li imita acquisendo pian piano movenze e caratteristiche proprie delle persone con cui condivide più tempo e più spazi.

A 12 mesi il bambino è pronto a camminare, sostenuto con entrambe le manine muove i primi passetti. 

A questa età il piccolo non solo è capace di sollevarsi facendo leva su un appoggio (ovvero agevolmente da seduto passa alla posizione eretta, facendo, per esempio, capolino dalla culla o dal box) ma è anche in grado di effettuare l’azione opposta ovvero il bambino di un anno riesce a sedersi.

I genitori apprezzano tale evoluzione motoria del bambino che, partendo dalla posizione eretta, riesce a sedersi senza cadere sul culetto, ora si accomoda mentre prima si lasciava cadere, adesso mantiene quell’equilibrio che prima perdeva.  Mamma e papà solo osservando il bambino comprendono e rilevano una più precisa coordinazione dei movimenti.

Anche il linguaggio comincia ad evolversi e a divenire più finalizzato ed appropriato, a questa età il bambino dovrebbe essere in grado di usare almeno 3 parole in modo competente ovvero appropriatamente (per esempio: vede la palla, dice la parola, stende le mani verso la palla, la raggiunge gattonando o muovendo qualche passo mentre fa leva su un appoggio).

A 15 mesi il bambino cammina, parlotta e, anche da solo, fa lunghi monologhi usando tanti bisillabi e qualche parolina. Apprezza il cibo e si dimostra capace di usare il cucchiaino per mangiare.

A 18 mesi il bambino è un piccolo artista, infatti scarabocchia ovunque!

Ed è compito della mamma e del papà quello di permettere al figlio di manifestare “liberamente” il suo estro attraverso il disegno (è consigliabile anche l’esperienza della pittura a dito).

A questa età il bambino è fantasioso, leggere, usare le marionette, inventare storie, costruire castelli e fortezze fatti di sedie e lenzuola aiuta il bambino a fortificare il suo intelletto. 

Questo è il momento della costruzione delle prime frasi, il piccolo infatti riesce a mettere insieme almeno 2 paroline (mamma pappa, papà palla, ecc…) ed ha un vocabolario che comunemente si aggira intorno alle 40 parole. 

Le prime frasi articolate e logicamente coordinate arrivano a 21 mesi. A tale età la coordinazione logico-motoria si apprezza anche nel gioco, per esempio, un bambino prossimo ai 2 anni, gestisce bene le costruzioni e assembla tra loro almeno 5 o 6 mattonicini.

A 2 anni il bambino è un adulto in miniatura: corre, si arrampica, canta, balla, parla, manifesta i suoi bisogni e i sui desideri, pian piano, col grande aiuto dei genitori, impara a gestire le emozioni ed a comprendere anche il suo ruolo sociale nel mondo sperimentando l’interazione con altri bambini e i rapporti con gli adulti.

Il tratto grafico a questa età incomincia a divenire coordinato, a 24 mesi il bambino comunemente sa tracciare una lisa retta. 

Da un punto di vista lessicale il vocabolario di un piccolo ometto di questa età è di 200 parole circa.

Se non lo avete ancora fatto è tempo di togliere il pannolino, il bambino è capace di riconoscere gli stimoli fisici e va accompagnato gradatamente verso l’autonomo controllo della minzione e dello sfintere con l’uso dei servizi igienici e non più del pannolino.

Se vuoi saperne di più sulle tappe della crescita del bambino e se ti chiedi come sviluppare al massimo le potenzialità di tuo figlio, allora ti consigliamo di leggere “L’Intelligenza è un Gioco”  di Carlo Cooper – DeAGOSTINI editore

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